SIMONE BALDELLI. Signor Presidente, credo che il mio sarà l'ultimo intervento in questo dibattito ampio, serio ed approfondito sulla fiducia al quarto Governo Berlusconi. Nel corso di questa mattinata il Presidente del Consiglio ha illustrato a grandi linee il progetto politico che sta alla base di questo Governo e che ispirerà l'azione politica di questo Governo.
Si tratta di un progetto politico che condividiamo assieme ad alcune riflessioni che riteniamo opportuno svolgere in questa sede. Il Presidente Berlusconi sa bene quante aspettative ci siano nei confronti di questo Governo e coglie perfettamente quale sia il clima di possibile cambiamento che si registra in questo Paese, di quante attese si faccia carico chi guida, in questo momento, l'Esecutivo e quanta sia la responsabilità sulle spalle del Presidente del Consiglio, dei ministri, dei sottosegretari e, per contro, anche di noi che rappresentiamo la maggioranza parlamentare.
Un Paese in grande difficoltà, con grande voglia di cambiare, di crescere e quindi si ragiona di competitività e di crescita, di aiuto ai più deboli, di famiglie che non riescono a raggiungere la fine del mese ed in questo senso credo che sia strategico, in un momento in cui parallelamente a questa risposta concreta si parla ai cittadini di grandi riforme, mettere in campo alcune discussioni che possono far confrontare maggioranza e opposizione. Ciò non soltanto sul tema delle riforme istituzionali e costituzionali e non soltanto sui Regolamenti parlamentari dove pure è evidente che il salto di qualità, rappresentato anche dall'interpretazione vigorosa, forte e politica di questa legge elettorale è stato un salto di qualità rispetto alla regola scritta ed anche la composizione di questo Parlamento, di fatto, supera alcuni incagli regolamentari. Credo, però, che si debba recuperare il tempo perduto sulla grande riforma della pubblica amministrazione, da un lato, e sulle politiche di welfare, le politiche sociali, dall'altro.
Mercato del lavoro e pensioni sono due facce della stessa medaglia. L'incarico del Ministro Sacconi, in questo senso, sarà importante.
Purtroppo abbiamo dei ritardi da dover colmare: abbiamo visto incagliarsi l'azione di Governo sull'abolizione dello scalone; abbiamo visto mettere le mani nei conti previdenziali della gestione separata dell'INPS, nelle tasche dei cosiddetti precari del lavoro privato; abbiamo visto bloccare meccanismi di scala mobile per le pensioni più alte dei dirigenti; abbiamo visto una visione del sistema del lavoro a nostro giudizio sbagliata, forse per una maggioranza costretta a certe scelte da una sinistra antagonista che oggi non è più in questo Parlamento. Abbiamo però visto aumentare i contributi per i lavori flessibili, per l'artigianato, con un presupposto che non condividiamo, cioè quello di dire: facciamo costare di più il mercato del lavoro flessibile in modo che non ci sia più l'incentivo alla flessibilità e che chi utilizza il lavoro flessibile possa utilizzare, invece, il lavoro stabile a tempo indeterminato. Sappiamo benissimo che questo è un assunto sbagliato, perché in realtà conduce chi vorrebbe utilizzare il lavoro flessibile al lavoro in nero, al sommerso, e non a un maggiore consolidamento delle posizioni professionali e contrattuali di coloro che, invece, in questo momento si trovano in condizioni di flessibilità.
C'è una grande sfida, anche di dialogo sociale con i sindacati. Credo che il Ministro Sacconi abbia l'esperienza e la caratura politica per intavolare un dialogo costruttivo, la riforma dei contratti, il progetto di detassazione della parte variabile e premiale del salario, la contrattazione di secondo livello.
C'è una grande possibilità e una grande occasione di affrontare i temi relativi al sociale e al lavoro; c'è una grande sfida, quella della riforma degli ammortizzatori sociali, cui dobbiamo guardare con grande interesse, sapendo che le forze datoriali, le forze sociali in rappresentanza dei lavoratori, tutti i cittadini in genere si aspettano molto da questo Governo.
Abbiamo un settore del pubblico impiego all'interno del quale bisogna riuscire a sancire quanto in tutto il mondo occidentale costituisce un principio acquisito, e che solo in Italia sembra una grande rivoluzione: poter pagare di più quanti lavorano di più, poter pagare di meno quanti lavorano di meno e poter licenziare chi in maniera sistematica, a lavorare, non ci va. Questo è un principio che, insieme a un certo modo di interpretare i rapporti industriali nel pubblico impiego, dobbiamo iniziare a considerare. Non possiamo più andare avanti a colpi di memorandum, dobbiamo cominciare a ragionare di meritocrazia, dobbiamo cominciare a pensare ad una maggiore efficienza di un sistema della pubblica amministrazione che, ce lo disse l'allora Ministro Nicolais, registrava 400 mila eccedenze già due anni fa, con tre milioni e 700 mila dipendenti pubblici.
Abbiamo 70 mila vincitori di concorso e 70 mila idonei che attendono risposte dallo Stato: anche a tale riguardo dobbiamo rivedere la politica delle cosiddette stabilizzazioni, dare risposte certe a coloro che sono «precari» nel pubblico impiego, ma smettere di fare quanto il precedente Governo ha fatto, forse convinto dalla parte sinistra dello schieramento: vale a dire, prendere in giro, illudere (e disilludere) tante persone, assunte a contratto a tempo determinato nel pubblico impiego, di potersi sistemare col posto fisso a vita, magari scavalcando chi ha vinto un concorso. Servono regole certe, rispetto della Costituzione, riduzione del contenzioso. Credo che al riguardo la meritocrazia possa essere una grande ricetta da applicare; in questo senso, avranno il loro da fare il Ministro delle pari opportunità Mara Carfagna, il Ministro per le politiche giovanili Giorgia Meloni. Sono grandi sfide che interessano le nuove generazioni.
Abbiamo un Parlamento in cui per fortuna chi ha condiviso le teorie e le proposte di Marco Biagi può ragionare a testa alta di un progetto comune. Dobbiamo dialogare con la parte riformista del centrosinistra su progetti concreti, su impegni concreti, su azioni concrete sociali, politiche ed economiche. Abbiamo un Parlamento dove c'è una sinistra socialista e riformista, un centrodestra popolare ed europeo. Credo che la levatura di Berlusconi nel discorso di oggi sia stata dimostrata da un approccio da statista, da uomo politico maturo, da uomo che crede nel dialogo e nella collaborazione di maggioranza e opposizione per un Paese finalmente democratico, in cui si riesca a rimboccarsi le maniche, a lavorare insieme, a dare risposte ai tanti cittadini che da questo Governo e da questo Parlamento risposte si attendono.
Tratto da XVI LEGISLATURA - Resoconto stenografico dell'Assemblea, Seduta n. 4 di martedì 13 maggio 2008
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giovedì 15 maggio 2008
Intervento dell'on.Simone Baldelli sul voto di fiducia della Camera dei Deputati al Governo Berlusconi
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giovedì 29 novembre 2007
PROPOSTA DI RELAZIONE DI MINORANZA SULLA FINANZIARIA 2008 DELLA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA
Legge finanziaria per l'anno 2008 (C. 3256, approvato dal Senato).
Bilancio dello Stato per l'anno 2008 e bilancio pluriennale 2008-2010 (C. 3257 e relative note di variazioni C. 3257-bis e C. 3257-ter, approvato dal Senato).
Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l'anno finanziario 2008.
PROPOSTA DI RELAZIONE DI MINORANZA
La XI Commissione (Lavoro pubblico e privato),
esaminato il disegno di legge recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)», nelle parti di propria competenza;
premesso che:
l'articolo 145, comma 3, disponendo per le pubbliche amministrazioni il divieto di assumere con forme contrattuali di lavoro flessibile, previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, sancisce una netta discriminazione tra pubblico e privato e, implicitamente, costituisce una ammissione della incapacità del sistema italiano di sottrarsi alla logica della sanatoria, giustificata dalla sbagliata equazione flessibilità=precariato;
la citata disposizione, inoltre, prevedendo una deroga esclusiva per il settore pubblico alle norme civilistiche in materia di lavoro, determina un pericoloso regresso rispetto alle scelte del Legislatore negli anni '90 che portarono alla privatizzazione del pubblico impiego, sotto la forte spinta della necessità di ammodernare l'apparato e l'attività delle amministrazioni pubbliche, di cui non si potevano più tollerare sprechi ed inefficienze;
le disposizioni relative ai commi 5, 6 e 8 dell'articolo 145, che prevedono una limitazione dello strumento del lavoro straordinario nelle amministrazioni statali, reprimono, in generale, la produttività del lavoro nel settore pubblico e, nello specifico, penalizzano e non agevolano il lavoro delle Forze armate e di polizia, nonché quello dei vigili del fuoco;
l'articolo 146, comma 5, prevedendo la formula «espletamento di procedure selettive di natura concorsuale», invece di quella più rigorosa di «superamento di procedure concorsuali», o comunque di «superamento di un concorso pubblico», in ordine alle modalità di accesso ai ruoli delle pubbliche amministrazioni, viola l'articolo 97 della Costituzione e il dettato della sentenza della Corte costituzionale n. 205 del 2004, la quale sancisce che: «Anche in regime di impiego pubblico privatizzato, infatti, il collocamento in ruolo costituisce la modalità attraverso la quale si realizza l'inserimento stabile dell'impiegato in un posto della pianta organica di una pubblica amministrazione, cosicché la garanzia del concorso pubblico non può che riguardare anche l'ipotesi di mera trasformazione di un rapporto contrattuale a tempo indeterminato in rapporto di ruolo, allorché - come si è detto - l'accesso al suddetto rapporto non di ruolo non sia a sua volta avvenuto mediante una procedura concorsuale»;
lo stesso articolo 146, comma 5, non facendo espresso riferimento a concorsi pubblici con riserva di posti, in cui la percentuale della riserva a favore degli interni non sia particolarmente elevata, è lacunoso, irrazionale e viola gli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione e contrasta con la giurisprudenza costante della Corte costituzionale (sentenze n. 1 del 1999 e n. 194 del 2002);
secondo la Corte costituzionale: «è noto che il modello concorsuale richiede che la selezione avvenga con criteri tali "da prevedere e consentire la partecipazione anche agli estranei, assicurando cosi il reclutamento dei migliori", e a tale modello si deve ricorrere anche per scongiurare "gli effetti distorsivi" che il criterio dei concorsi interni può produrre» (sentenze n. 313 del 1994 e n. 194 del 2002);
sempre l'articolo 146, comma 5, spostando alla data del 28 settembre 2007 il termine di cui all'articolo 1, comma 526, della Finanziaria 2007, posticipandolo di un anno, configura la possibilità di qualificare impropriamente come «precari» anche i lavoratori con contratto a tempo determinato con pochi mesi di anzianità di servizio, pur essendo noto che la qualificazione del concetto di precarietà nel mondo del lavoro non può prescindere da un dato temporale che non può non essere che di lunga durata e, comunque, non di qualche mese;
l'articolo 146, da un lato, con il comma 5, apre la possibilità della stabilizzazione ad una platea di oltre 120.000 lavoratori con contratto a tempo determinato, e dall'altro, con il comma 9, prevede di finanziare l'operazione con un fondo esiguo, pari a 60 milioni di euro, da ripartire in parti eguali nel triennio 2008-2010, che si vanno ad aggiungere ai 50 milioni di euro stanziati con la Finanziaria 2007, rischia di ingenerare un aumento del contenzioso nei confronti della pubblica amministrazione, con grave danno alle casse dello Stato;
l'articolo 146, non fornendo alcuna risposta alle legittime richieste di assunzione di vincitori e idonei dei concorsi pubblici, che vengono ingiustamente penalizzati a favore delle progressioni interne e della sanatoria indiscriminata dei precari, quest'ultima possibile solo in teoria, svilisce il principio della meritocrazia nell'ambito delle procedure di reclutamento, con grave danno al buon andamento della pubblica amministrazione;
DELIBERA DI RIFERIRE IN SENSO CONTRARIO.
«Baldelli, Bodega, Fabbri».
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lunedì 19 novembre 2007
La Finanziaria 2008 e i precari del pubblico impiego

di Antonio Maglietta - 17 novembre 2007
La Finanziaria 2008, dopo l'approvazione al Senato, passerà alla Camera. Durante il dibattito a Palazzo Madama è stato chiaro l'imbarazzo di molti moderati del centrosinistra nel votare sì ad alcuni articoli molto discutibili come, ad esempio, l'articolo 93 sulle norme in materia di reclutamento nel pubblico impiego. Il nucleo del citato articolo riguarda, soprattutto, alcune modifiche all'impianto della Finanziaria 2007 sulla sanatoria dei precari del pubblico impiego. E' stato pubblicizzato come un successo epocale l'aver previsto che i precari reclutati nella Pubblica Amministrazione, senza aver superato un concorso, ora avranno l'obbligo di farne uno qualora beneficiassero delle procedure di stabilizzazione, dimenticando però, colpevolmente, che senza la previsione di alcuna procedura selettiva, le norme sulle stabilizzazioni, come già asserito fin da subito da esponenti di Forza Italia, con riferimento alla Finanziaria 2007, sono palesemente incostituzionali. Infatti la sentenza n. 205 del 2004 della Corte Costituzionale sancisce che: «Anche in regime di impiego pubblico privatizzato, infatti, il collocamento in ruolo costituisce la modalità attraverso la quale si realizza l'inserimento stabile dell'impiegato in un posto della pianta organica di una pubblica amministrazione, cosicché la garanzia del concorso pubblico non può che riguardare anche l'ipotesi di mera trasformazione di un rapporto contrattuale a tempo indeterminato in rapporto di ruolo, allorché - come si è detto - l'accesso al suddetto rapporto non di ruolo non sia a sua volta avvenuto mediante una procedura concorsuale».
Ma le criticità dell'articolo 93 della Finanziaria 2008 non finiscono qui. Ad esempio si sposta alla data del 28 settembre 2007, differendola di un anno, il limite temporale prima del quale la stipula del contratto a tempo determinato permette l'acquisto, da parte del lavoratore, del beneficio di poter accedere alle procedure di stabilizzazione. In pratica, un dipendente pubblico che ha stipulato un contratto a tempo determinato, ad esempio, alla data del 27 settembre di quest'anno, si ritroverà l'impropria patente di «precario» in tasca, con solo qualche mese di anzianità lavorativa alle spalle, e la possibilità di venire stabilizzato secondo il combinato disposto Finanziaria 2007 e 2008. Una vera e propria presa in giro nei confronti dei precari storici con tanti anni di anzianità di servizio sul groppone. La formulazione dell'articolo, così come è, determinerà con tutta probabilità anche un pericoloso aumento del contenzioso con le pubbliche amministrazioni, con grave danno alle casse dello Stato. Infatti, a dispetto di un fondo esiguo (60 milioni di euro in tre anni - 20 milioni ogni anno - che si aggiungono ai 50 milioni già stanziati con la manovra 2007), con il quale sarebbero possibili solo 2/3000 stabilizzazioni, si promette il «paradiso» del posto fisso ad una potenziale platea di circa 120.000 impiegati pubblici con contratto a tempo determinato.
Insomma, dopo aver cestinato il criterio del merito, dimenticando la questione aperta dei vincitori di concorso e degli idonei non assunti, il governo sta affrontando la questione «precari del pubblico impiego» con la sindrome «dottor Jeckyll e Mr. Hyde». Infatti, si traveste da buon dottor Jeckyll quando promette il paradiso del posto fisso a circa 120.000 impiegati pubblici con contratto a tempo determinato, salvo poi assumere le sembianze del cattivo Mr. Hyde quando finanzia l'operazione con una mancia caritatevole e misericordiosa di 110 milioni di euro che in realtà ne stabilizzerebbe solo 2/3000. La «doppia faccia» è tanto paradossale quanto drammatica se si pensa che alcune persone, dopo la promessa del posto fisso, si ritroveranno con un pugno di mosche in mano. Non sarebbe stato meglio non illudere la gente e dire, sin da subito, che i soldi per le stabilizzazioni non ci sono? Invece no. Abbiamo assistito alla vittoria della demagogia dell'area comunista/antagonista del centrosinistra che non ha perso tempo nell'esprimere la propria soddisfazione: «E' una grande vittoria di tutta la sinistra» hanno affermato i capigruppo al Senato di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani, - Russo Spena, Salvi e Palermi. «Abbiamo lavorato su questo articolo e ai suoi successivi emendamenti insieme, con grande fatica e impegno comuni, avendo individuato in questo obiettivo di civiltà uno dei principali punti di avanzamento sociale che la Finanziaria ci avrebbe consentito di fare». E ancora: «Un passo importante per la lotta al precariato che si aggiunge alle prime misure approvate già dall'altr'anno e che, dopo le prime vittorie nel settore pubblico, dovrà estendersi anche al settore privato». L'avvertimento è chiaro.
Dopo la vittoria nel pubblico impiego, ora tocca al settore privato e, quindi, l'attenzione si sposta sul disegno di legge che recepisce il protocollo sul welfare del 23 luglio scorso, ora in discussione in commissione Lavoro alla Camera. Su questo provvedimento, la spaccatura tra moderati e comunisti/antagonisti è profonda e nessuna delle due parti si può permettere di cedere all'altra perché la posta in gioco è altissima: la dignità politica ed il consenso elettorale, in breve l'esistenza stessa di queste formazioni politiche. I moderati non possono cedere perché la loro linea è stata già sonoramente sconfitta al Senato, mentre l'area comunista/antagonista non può permettersi di non portare a casa l'abolizione del job on call, messo da sempre sotto accusa come classico esempio di lavoro precarizzante, o l'abolizione del tetto sui lavori usuranti, che però farebbe saltare la copertura finanziaria del provvedimento, oltre a provocare un considerevole aumento della spesa pubblica. Tuttavia l'intesa, quando ci sono di mezzo le poltrone del potere, è sempre possibile, ma è pure vero, però, che sarebbe un accordo talmente al ribasso che sancirlo porterebbe più guasti nel lungo periodo (in termini di consensi nel proprio elettorato) della scelta, invece, di far saltare il banco e quindi l'intero accordo politico sul welfare.
Antonio Maglietta
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venerdì 16 novembre 2007
P.A.: BALDELLI (FI), NICOLAIS CHIEDA SCUSA A VINCITORI CONCORSI
Roma, 16 nov. (Adnkronos) - ''Ci vuole la faccia del Ministro Nicolais per vantare come un risultato positivo l'assunzione di 2.135 vincitori e idonei di concorsi pubblici, su un totale di almeno 150.000, il resto dei quali resterà a casa disoccupato, pur avendo superato una prova selettiva, e si vedrà scavalcato dalle progressioni interne e dalla sanatoria dei cosiddetti precari''. E' quanto afferma in una nota l'onorevole Simone Baldelli, componente del Direttivo di Forza Italia alla Camera e della commissione Lavoro di Montecitorio.
''Il Ministro abbia almeno la buona creanza di chiedere scusa per il mancato rispetto degli impegni a cui lo vincolava il Parlamento, in seguito al dispositivo della mozione della CdL approvata ad aprile, e per non aver saputo affrontare una vicenda gravissima come questa che lede la serietà della pubblica amministrazione e il principio della meritocrazia'', continua Baldelli.
FILM DI FICARRA E PICONE SUI CONCORSI PUBBLICI IN ITALIA
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IL DECRETO PER LE ASSUNZIONI IN DEROGA AL BLOCCO E' STATO APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Dopo l'approvazione del Consiglio dei Ministri, l'iter del provvedimento è gestito direttamente dalla Presidenza del Consiglio. La procedura prevede la firma del decreto da parte del Presidente della Repubblica e la registrazione della Corte dei Conti.
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IL SOLE24ORE (pag.3): PRECARI, APPROVATO IL TESTO DEI DINIANI
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giovedì 15 novembre 2007
OCCUPAZIONE: CONCORSI; MARRAZZO, ENTRO APRILE ASSUNTI IN 439
(ANSA) - ROMA, 15 NOV - ''Entro l'aprile del 2008 completeremo l'assunzione dei 439 vincitori dei concorsi svolti nel 2003''. Lo ha annunciato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, nel corso della trasmissione radiofonica ''Dillo a Marrazzo'', andata in onda questa mattina sulle frequenze di Radio Radio.
''Mentre si sostenevano i concorsi, si e' andati avanti con la chiamata diretta attraverso Lazioservice. In cinque anni - afferma Marrazzo - la societa' ha raggiunto 1.000 dipendenti, formando precariato. Io ho intrapreso un lavoro che ha portato alla loro stabilizzazione e ora completero' l'assunzione delle persone, che hanno scelto la trasparenza vincendo dei concorsi pubblici''.
Il presidente ha, inoltre, affermato che le delibere approvate in Giunta puntano ad incentivare il turn over. ''Non accettero' piu' - ha concluso - sacche di precariato come e' avvenuto in passato. Per il futuro punteremo solo ed esclusivamente sui concorsi''. (ANSA).
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IL SOLE24ORE (pag.2): UN TETTO AL LAVORO-SPOT
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mercoledì 14 novembre 2007
IL FOGLIO (pag.3): CHI PAGA IL POSTO FISSO
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domenica 11 novembre 2007
SERVIZIO DE 'ILSOLE24ORE' (11.11.2007) SU VINCITORI E IDONEI DEI CONCORSI PUBBLICI NON ANCORA ASSUNTI (pag.4)
SETTANTAMILA PRECARI DI SERIE B/ L'INGEGNERE CAPO-TECNICO SOLO SULLA CARTA
QUI PARLANO DI NOI!
CENTRO-DESTRA - SIMONE BALDELLI (FI): "SERVE UNO SCATTO, I RIFORMISTI SI BATTANO"
CENTRO-SINISTRA - NATALE D'AMICO (LD), "NORMA DA BLOCCARE: RISCHIA DI FAVORIRE GLI AMICI DEGLI AMICI"
UNA SCELTA NEMICA DEL MERITO E DEI CONTI
APPROFITTANE SUBITO
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO (la responsabilità del contenuto è dell'autore dell'email)
Buonasera,
Siamo noi, quelle poche ed insignificanti persone che hanno superato il concorso pubblico per 150 posti di insegnante scuola dell'infanzia del Comune di Roma e che sono state mollate li' a se stesse da amministrazione e sindacati (non vale la pena battersi per soli 195 voti, vero?).
Sappiamo benissimo che il motivo e' quello, non neghiamo l'evidenza.
Battersi per noi e' quello che qualche sindacato (se non tutti) avrebbero dovuto fare, per i nostri diritti costituzionali.
L'assunzione degli idonei al concorso pubblico, accanto e parallelamente alla tanto famosa stabilizzazione, e' questo che avrebbe dovuto fare l’amministrazione!!!
Invece, noncurante della ns. presenza, ha stabilizzato e stabilizzerà, facendoli divenire insegnanti di Scuola dell’Infanzia, tutti coloro che – precari – hanno prestato servizio nell’amministrazione comunale (persino coloro che hanno lavorato sui pulmini), ma senza le relative competenze.
Noi che, invece, abbiamo superato un apposito e difficilissimo concorso pubblico, per svolgere una professione così delicata, con tutti i requisiti richiesti (titoli di studio, ecc.), resteremo a guardare!!!
E ancora per poco, visto che oramai si avvicina la scadenza della graduatoria.
Ma la disparità di trattamento nei ns. confronti ha radici lontane.
Cosi’ ha inizio tutta la storia:
Il Comune di Roma nel 1996 ha iniziato ad attingere da una graduatoria formulata su domanda dei soggetti interessati e provvisoria (per gli anni scolastici 96-97 e 97-98) per tutte le supplenze all’interno delle proprie Scuole dell’Infanzia.
Tale graduatoria è stata invece prorogata di anno in anno sino ad oggi (dunque per ben dieci anni) e – cosa assai più grave - non è stata mai riaperta.
Conseguenza di ciò è che per tutto questo tempo nessuno ha potuto inserirsi in tale graduatoria, la quale è – in definitiva - diventata un ‘circolo chiuso riservato’.
Ciò in maniera del tutto illegittima, dovendo le graduatorie essere costantemente riaperte ed aggiornate.
Non solo, ma tutti coloro che ogni anno sono stati chiamati ugualmente a svolgere servizio presso le Scuole dell’Infanzia del Comune, senza appartenere a tale graduatoria, bensì convocati dalle graduatorie statali o da quelle dell’asilo nido, sono stati costantemente discriminati per quanto riguarda il riconoscimento del loro servizio.
Solo nel 2001 il Comune di Roma ha deciso finalmente di indire due concorsi identici: uno riservato a tale graduatoria (definito ‘corso concorso’ come se fossero ‘interni’, anche se non lo erano).
Tutti gli altri hanno dovuto sostenere un concorso pubblico, con prove assai più difficili e una selezione alquanto più dura.
In tal modo, comunque, si sperava che il Comune di Roma avesse deciso di riportare la legalità all’interno dell’organizzazione scolastica (anche a fronte della parificazione con lo Stato).
Ma così non è stato.
Infatti, il corso concorso suddetto, assai facilitato, veniva espletato in pochi mesi e si formava la relativa graduatoria ad agosto 2002.
Un paio di mesi prima della formazione della graduatoria (giugno 2002) il Comune di Roma, tuttavia, d’accordo con i sindacati, emetteva una deliberazione, la quale trasformava tale graduatoria in permanente.
Nel frattempo, portava avanti con estrema lentezza il concorso pubblico.
Nelle more, sempre d’accordo con i sindacati, emanava una seconda deliberazione, nel giugno 2004, nella quale – per ‘sistemare’ anche tutte coloro che facevano ancora parte della vecchia graduatoria del 1996 (perché non erano riuscite ad entrare nella graduatoria permanente con il corso concorso) - si stabiliva che avrebbero sostenuto un ulteriore corso riservato per poter in questa maniera essere incluse nella graduatoria permanente insieme alle loro colleghe del corso concorso precedente e subito dopo di loro.
Invece, il Comune inseriva nella deliberazione suddetta la clausola che chi avesse fatto il concorso pubblico non sarebbe stato inserito nella graduatoria permanente, bensì la sua graduatoria sarebbe stata di durata triennale e alla scadenza coloro che avessero maturato un numero di giorni di supplenza (senza specificare quale!!!!!) avrebbero potuto accedere alla graduatoria permanente, ma dietro a tutti gli altri.
E così è stato.
Nel 2005 è stata pubblicata la graduatoria del concorso pubblico e il Comune ha dapprima illegittimamente precluso ai facenti parte di tale graduatoria di prendere gli incarichi di supplenza, affidandoli ancora una volta alla vecchia graduatoria, e poi ha comunicato esplicitamente tale intenzione, procedendo ad espletare tale corso concorso (consistente in pochissime ore di corso e tesina finale) a dicembre 2006.
In definitiva, il Comune di Roma, dopo avere speso moltissimo denaro pubblico per effettuare i concorsi suddetti, ha continuato esattamente come prima a privilegiare la vecchia graduatoria del 1996.
Insomma, non è cambiato nulla!
Il ‘circolo chiuso’ è rimasto tale!
I partecipanti al concorso pubblico dovranno ogni anno accontentarsi dei posti residui, se ci saranno. Altrimenti hanno sostenuto un concorso assolutamente inutile: infatti, è chiaro che se non potranno insegnare, non potranno neanche maturare i giorni necessari (quanti?) per poter accedere alla graduatoria permanente alla scadenza dei tre anni.
E’ evidente come il Comune abbia operato in maniera del tutto illegittima e irrazionale, creando un ordine di fasce del tutto incoerente: infatti, è chiaro che - a parità di concorso – i partecipanti al corso concorso e a quello pubblico abbiamo lo stesso diritto di far parte della graduatoria permanente e di essere inseriti nella stessa fascia (così come avviene nello Stato: la parificazione non deve rimanere solo sulla carta).
Non solo, ma anche se volessimo procedere a valutare l’anzianità di concorso ciò salta agli occhi: come si può stabilire di costituire una prima fascia permanente per coloro che hanno superato un corso concorso nel 2002 (riservato a ‘esterni’), una seconda fascia permanente per coloro che hanno superato un secondo corso concorso nel 2007 (riservato ai residui ‘esterni’) e ad ultimo una terza fascia (forse!) permanente per coloro che hanno superato il concorso pubblico nel 2005?
Ciò – lo ribadiamo - in assoluta violazione della parificazione scolastica con lo Stato, dove le regole sono ben diverse.
Questo si spiega solo con il preciso intento di ‘privilegiare’ alcuni lavoratori a danno degli altri, sebbene a parità o addirittura a superiorità di requisiti.
Dunque, la discriminazione perpetrata ora con la stabilizzazione si aggiunge a tutto ciò.
La ns. Carta Costituzionale prevede che agli impieghi pubblici si acceda tramite concorso pubblico. Questa norma costituzionale è diretta ad assicurare l’imparzialità e l’efficienza della Pubblica Amministrazione in quanto un concorso dovrebbe garantire la selezione di personale qualificato.
Come può il Comune di Roma sovvertire un principio costituzionale di tale portata, che da sempre viene applicato nelle pubbliche amministrazioni!
Provate ad aiutarci e non solo a parole ma con i fatti!!!!
firmato:
una, cento, duecento persone arrabbiate e deluse.
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Concorsi pubblici e meritocrazia

di Antonio Maglietta - 10 novembre 2007
Per i precari della pubblica amministrazione, secondo il Ministro per le riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, «non esiste alcuna sanatoria. Esiste - ha chiarito il Ministro a margine di un incontro al Com-Pa di Bologna - un sistema che era già previsto nella precedente legge Finanziaria secondo cui tutti coloro che avevano fatto un concorso e che erano a tempo determinato da almeno tre anni, potevano essere assunti in servizio. Ne abbiamo - ha specificato Nicolais - già assunti circa 10mila a livello centrale e un numero non ben definito a livello periferico». Nicolais ha poi ricordato che è stato presentato, quest'anno, un emendamento in cui si continua questo processo anche pensando a «una possibilità per coloro che hanno un contratto coordinato e continuativo di avere la possibilità di utilizzare questa loro esperienza come elemento preferenziale per la partecipazione ai concorsi della pubblica amministrazione». «Nella pubblica amministrazione - ha sottolineato e concluso il Ministro - si entra per concorso rigoroso e cerchiamo di mantenere questo indirizzo».
Ma verrebbe da chiedersi: perché, allora, proprio coloro che hanno già vinto (i vincitori) o superato (gli idonei) un concorso non vengono assunti e continuano ad essere relegati nel dimenticatoio dal governo di centrosinistra? Perché non si traducono in interventi operativi gli impegni presi in Parlamento con la mozione Baldelli (n. 1/00137), nonostante siano passati oramai quasi sette mesi dall'accoglimento del dispositivo che impegna il governo: «ad adottare iniziative urgenti per prevedere anche l'assunzione dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici, con riferimento alle graduatorie ancora in vigore coniugandola con il processo di stabilizzazione». Stiamo parlando di circa 140.000 giovani che hanno dimostrato, attraverso il superamento di una prova selettiva aperta, di meritare l'assunzione nella Pubblica Amministrazione. Si tratta di gente giovane e preparata e spesso altamente qualificata; in pratica stiamo parlando di una parte di quelle famose eccellenze professionali che spesso si evocano quando si discetta di modernizzazione e del futuro del nostro Paese.
Lasciare questi giovani nell'incertezza e nel dubbio di non essere mai assunti è degno di un Paese civile? E' facile parlare di meritocrazia nei convegni e nei comizi; quello che conta è la prova dei fatti e, in tema di reclutamento dei dipendenti pubblici, il governo di centrosinistra ha dimostrato di voler mortificare il criterio del merito. Purtroppo, in una situazione in cui il traballante governo Prodi è alla ricerca famelica di facili consensi nell'opinione pubblica, questi giovani sono penalizzati anche dal loro scarso appeal elettorale dovuto all'esiguità dei numeri: sono meno della metà del numero dei potenziali precari stabilizzabili con la Finanziaria 2007. Ma è un governo serio quello che inquadra i problemi del Paese nella sola ottica del consenso elettorale? Certamente no.
Le dinamiche relative al pubblico impiego non sono questioni marginali e la pantomima del governo sulla mancata assunzione di gente preparata e qualificata, come lo sono i vincitori e gli idonei dei concorsi, non è un dato di fatto senza conseguenza. L'apparato dello Stato ha bisogno di quei profili professionali per funzionare al meglio e per fornire servizi di alto livello a persone ed imprese. Nell'epoca del mercato globale, il buon andamento della Pubblica Amministrazione non è solo un importante principio dettato dalla Costituzione, ma è anche, e soprattutto, una questione essenziale nell'ambito della vita economica del Paese. Invece, ed è sotto gli occhi di tutti, con questo centrosinistra al governo la Pubblica Amministrazione nostrana viene continuamente mortificata e trattata solo come un ammortizzatore sociale ed un ufficio di collocamento di basse qualifiche professionali.
Antonio Maglietta
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mercoledì 31 ottobre 2007
IL GIORNALE 31/10 (pag. 10): ‘IL GOVERNO ASSUME I PRECARI E BLINDA TUTTI I SUOI MINISTRI’
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giovedì 18 ottobre 2007
RISPOSTA AL QUESTION TIME IN COMMISSIONE LAVORO SUL TEMA DEI VINCITORI DI CONCORSO E DEGLI IDONEI DEI CONCORSI PUBBLICI NON ASSUNTI
Commissione XI - Camera
17 ottobre 2007 – ore 15.00
Signor Presidente, onorevoli deputati
Come correttamente rappresentato dagli onorevoli interroganti, il Governo ha manifestato l’intenzione di conciliare le esigenze eccezionali di graduale eliminazione del lavoro precario nella pubblica amministrazione con quelle di reclutamento di personale mediante procedure concorsuali ordinarie.
Ritengo, dunque, utile ricordare brevemente quanto previsto, al riguardo, dalla legge finanziaria per il 2007 e , soprattutto, quanto previsto dal disegno di legge finanziaria per il 2008, attualmente all’esame del Parlamento.
Per quanto concerne la legge finanziaria 2007 il Governo non può che ribadire come il quadro dalla stessa delineato è stato in grado di contemperare – garantendo il necessario e giusto equilibrio giuridico e finanziario – le legittime pretese dei lavoratori precari con il diritto all’assunzione dei vincitori ed idonei di concorsi pubblici.
In particolare va ricordato che, per l’anno 2007, le pubbliche amministrazioni possono assumere nuovo personale, in deroga al blocco delle assunzioni disposto dalle finanziarie degli ultimi anni, a valere sugli stanziamenti di un apposito fondo istituito dalla finanziaria 2005 e , peraltro, incrementato dall’ultima legge finanziaria.
Nello specifico tali risorse sono destinate alle procedure di stabilizzazione dei lavoratori precari, in misura pari al 20 per cento – equivalente ad un importo di circa 30 milioni di euro – nonché alle assunzioni tramite procedure ordinarie, per il restante 80 per cento – corrispondente ad un importo di circa 120 milioni di euro – tale, dunque, da dimostrare con tutta evidenzia il favore del legislatore nei confronti delle assunzioni mediante pubblico concorso, nel pieno rispetto dell’art. 97 della Costituzione.
Allo stesso scopo, inoltre la legge finanziaria 2007 (comma 527) prevede, per ciascuna degli anni 2008 e 2009, l’istituzione di un apposito fondo destinato alle assunzioni di personale vincitore di concorso pubblico, per un importo pari a 75 milioni di euro per ciascuno dei suddetti anni.
Al riguardo è opportuno evidenziare che il disegno di legge finanziaria 2008 estende l’ambito di applicazione di tale norma prevedendo che la possibilità di assumere utilizzando il predetto fondo sia riconosciuta, non soltanto alle amministrazioni “non interessate da procedure di stabilizzazione”, ma anche a quelle che, al contrario, hanno attivato procedimenti finalizzati alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro precari.
Analogamente il termine di vigenza delle graduatorie dei concorsi pubblici viene prorogato a tre anni dalla data di pubblicazione, a fronte dei due anni previsti in precedenza. Inoltre viene previsto uno stanziamento pari a 50 milioni di euro per l’anno 2008, 120 milioni per il 2009 e 140 milioni per il 2010 finalizzato all’effettuazione di assunzioni per le esigenze connesse alla tutela dell’ordine pubblico, alla prevenzione ed al contrasto al crimine, alla repressione delle frodi e delle violazioni fiscali ed alla tutela del patrimonio agroforestale.
La stessa norma del disegno di legge autorizzata, altresì, assunzioni straordinarie connesse ad esigenze particolari, quali, ad esempio, quella di incrementare la fruizione dei luoghi ed istituti di cultura la tutela dei beni architettonici, archeologici e storico – artistici, nonché a funzioni relative alla materia politica economica, finanziaria e fiscali.
Con le citate disposizioni introdotte dal disegno di legge finanziaria 2008, il Governo, quindi, continua a dimostrare un rilevante interesse per le tematiche connesse al mondo del lavoro pubblico. In particolare – allo scopo di favorire un parziale superamento del cosiddetto blocco delle assunzioni – ha voluto riservare, anche con il suddetto disegno di legge, in linea con quanto già previsto dalla precedente manovra di bilancio, una specifica attenzione alle problematiche del pubblico impiego, favorendo, così come richiesto dagli interroganti, l’assunzione dei vincitori ed idonei dei concorsi pubblici.
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mercoledì 17 ottobre 2007
OGGI, ALLE H. 15, QUESTION TIME IN COMMISSIONE LAVORO SUI VINCITORI E GLI IDONEI DEI CONCORSI PUBBLICI NON ANCORA ASSUNTI
FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE AL SOTTOSEGRETARIO SCANU MANDANDO UNA EMAIL A segreteria.scanu@governo.it
Potete usare anche questo formato che vi consigliamo:
Egregio sottosegretario Scanu,
oggi in commissione Lavoro alla Camera ci sarà il question time sui vincitori e gli idonei dei concorsi pubblici non ancora assunti, promosso dall'onorevole Baldelli. Mi chiamo......... e sono .............. del concorso al.........Con al Finanziaria 2007 e con quella del 2008 siamo stati fortemente penalizzati. Chiediamo un atto concreto da parte del governo affinchè le nostre graduatorie scorrano completamente. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. Seguiamo i dibattiti in Parlamento e abbiamo visto che gli unici che hanno a cuore la sorte di TUTTI noi sono l'on. Baldelli di Forza Italia e appunto Lei, che comunque, in tutti gli interventi di specie, ci è sembrato interessato a dialogare per la risoluzione del nostro problema. Ora le chiediamo un atto concreto affinchè si sblocchi questa situazione. In Italia siamo 140.000 tra vincitori ed idonei ed aspettiamo risposte concrete. Fiduciosi dell'attenzione che vorrà rivolgerci e ringraziandola per quello che potrà fare, attendiamo con speranza un segnale per la pronta risoluzione del problema.
Cordiali saluti
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lunedì 3 settembre 2007
UN NUOVO BLOCCO DELLE ASSUNZIONI DOPO LA BEFFA DELLA FINANZIARIA 2007...?
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martedì 7 agosto 2007
RAGIONPOLITICA.IT: Pubblico impiego: una sanatoria tira l'altra?

di Antonio Maglietta - 7 agosto 2007
E' ormai noto che, con la Finanziaria 2007, il governo di centrosinistra, attraverso le cosiddette «stabilizzazioni» di tutti i lavoratori che non avevano un contratto a tempo indeterminato (ma che già prestavano la loro attività) nella Pubblica Amministrazione, ha promosso una vera e propria sanatoria nel pubblico impiego. I numeri di tale sanatoria sono ancora tutti da scoprire, perché, almeno per il momento, la norma più demagogica - quella che prevedeva la trasformazione a tempo indeterminato di tutti i contratti che non lo erano (articolo 1, comma 417) - sembra essere finita nel dimenticatoio. La situazione è resa ancor più caotica dalla presenza di circa 70.000 vincitori di concorso (ed altrettanti idonei che reclamano lo scorrimento delle graduatorie) in attesa da anni di firmare l'agognato contratto a tempo indeterminato, ma a cui il governo di centrosinistra, nonostante le continue sollecitazioni ricevute dal parlamento e le legittime aspettative di queste persone, sembra non dare ascolto. Come se non bastasse, è stato previsto che, per gli anni 2008 e 2009, per ogni 10 dipendenti pubblici che cesseranno il servizio saranno assunti 4 precari e solo 2 vincitori di prove selettive pubbliche: il rischio è che questi ultimi, dopo il veto degli anni scorsi dettato dalla presenza del blocco delle assunzioni, si ritrovino con un nuovo ostacolo ed ulteriori dilazioni nell'immissione in ruolo.
Non contenta del caos che si è creato, la sinistra ha pensato bene di porre le basi per una nuova, futura sanatoria, sotto forma di disegno di legge d'iniziativa parlamentare. Chi è il primo firmatario di questo nuovo atto all'insegna del «dentro tutti che c'è posto»? L'onorevole rifondarolo (indipendente), di lotta e di governo, Francesco Saverio Caruso. La proposta di legge reca il titolo: «Disposizioni per la stabilizzazione, attraverso la stipula di contratti a tempo indeterminato, dei lavoratori operanti nelle pubbliche amministrazioni con contratti di lavoro atipici, assegni di ricerca o similari, impegnati in lavori socialmente utili e dipendenti delle ditte o cooperative appaltatrici dei servizi pubblici». Premettiamo che la stabilizzazione di quelle posizioni lavorative che realmente vivono una situazione di precarietà da diversi anni è un atto dovuto, ma definire precariato tutte le forme di lavoro flessibile, senza l'aggiunta - tra le altre cose - del dato temporale, è vera e propria demagogia. All'equazione flessibilità=precariato ormai, in Italia e nel mondo, credono solo quelli delle sinistre «regressiste» - per usare un'espressione cara a Giampaolo Pansa.
Secondo Caruso, basterebbe avere un contratto diverso da quello a tempo indeterminato per essere qualificati come precari. Infatti, all'articolo 1 del suo disegno di legge l'onorevole no global stila con dovizia una lunga lista, tralasciando, come se fosse un inutile orpello, il dato temporale: lavoratori impiegati in lavori socialmente utili o in lavori di pubblica utilità (LSU-LPU); lavoratori con contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.); lavoratori con contratti a progetto; lavoratori interinali; lavoratori con contratti di formazione e lavoro; lavoratori con contratto a tempo determinato; titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze delle università o degli enti pubblici di ricerca; cantieristi; lavoratori dipendenti delle ditte e cooperative che gestiscono i cosiddetti «servizi pubblici esternalizzati». Insomma: un pò tutti. Ed il rispetto dell'articolo 97, comma 3, della Costituzione («Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge»)? Nessun problema: lo stesso disegno di legge (articolo 4) prevede che il governo disponga l'avvio di procedure concorsuali per soli titoli, con buona pace della meritocrazia e del buon andamento della Pubblica Amministrazione (articolo 97, comma 1, della Costituzione). Come se non bastasse, per l'accesso dall'esterno ai concorsi (o, nella dizione più giusta, pseudo-concorsi) il requisito richiesto è l'aver lavorato per dodici mesi nella Pubblica Amministrazione in una delle posizioni contrattuali già citate in precedenza.
Viene da chiedersi: se il governo deciderà di affossare il famoso, e già citato, comma 417 dell'articolo unico della Finanziaria 2007, la sinistra radicale farà pressioni sull'esecutivo per calendarizzare in parlamento una nuova sanatoria con il disegno di legge Caruso e magari, appoggiandone il contenuto, farlo divenire, senza colpo ferire, legge dello Stato? Paganini non replica, il governo di centrosinistra, invece, quando si tratta di sanatorie e di sprechi, ripete eccome.
LINK
http://www.ragionpolitica.it/testo.8132.pubblico_impiego_una_sanatoria_tira_altra.html
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giovedì 19 luglio 2007
IDONEI AL CONCORSO AGENZIA DELLE ENTRATE
Legislatura 15º - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 106 del 18/07/2007
FINANZE E TESORO (6ª)
MERCOLEDÌ 18 LUGLIO 2007
106ª Seduta
(...) Il sottosegretario GRANDI risponde all’interrogazione n. 3-00806, dei senatori Bonadonna e De Petris, presentata per chiedere chiarimenti in relazione alle eventuali assunzioni di personale da parte dell’Agenzia delle Entrate, rammentando, in via preliminare, che la problematica concernente lo scorrimento delle graduatorie ancora valide, nei concorsi già espletati, è già stata oggetto di una serie di atti di sindacato ispettivo svolti presso entrambi i rami del Parlamento.
In merito ai vari profili in tale occasione evidenziati, quali la decisione di avviare una nuova procedura selettiva e la pretesa all’assunzione da parte dei candidati idonei, il Sottosegretario precisa che l’Agenzia delle Entrate si richiama alle argomentazioni a suo tempo svolte a sostegno della tesi della piena legittimità della determinazione di indire un nuovo concorso.
Per quanto riguarda, invece, le assunzioni senza concorso, precisa che l’Agenzia delle Entrate non ne ha mai effettuate, né intende fare ricorso a tale modalità di reclutamento del personale, in quanto essa non è consentita dalla legge. Riferisce inoltre che, ad avviso della stessa Agenzia, il riferimento contenuto nell’interrogazione in svolgimento dovrebbe riguardare la società Equitalia, la quale, pur controllata dall’Agenzia, è un soggetto giuridicamente autonomo e caratterizzato da natura privatistica: in tale caso è quindi ammissibile procedere all’assunzione di personale secondo procedure diverse da quelle valevoli per la pubblica amministrazione.
In relazione al più generale quesito concernente l’assunzione di personale presso l’Amministrazione finanziaria, senza provvedere al previo espletamento di una procedura selettiva, il Sottosegretario comunica che tutte le autorità interessate (l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato nonché le Agenzie delle Dogane e del Territorio) hanno fatto presente di aver osservato la normativa vigente in materia di assunzioni, con l’effettuazione di concorsi pubblici, mentre soltanto l’Agenzia del Demanio ha osservato che le modalità di reclutamento attuate si correlano alle norme di diritto privato, successivamente alla propria trasformazione in ente pubblico economico. (...)
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sabato 17 marzo 2007
Aperto il nuovo forum del blog!
Cari amici, Care amiche,
A seguito dell'enorme successo del blog, abbiamo deciso di dare a voi che ci seguite un nuovo strumento d'interazione: un forum di discussione, dove potrete interagire direttamente con il comitato ed esporre le vostre idee in maniera da avere un efficace e rapido scambio di opinioni con tutti coloro che stanno seguendo insieme a noi la battaglia parlamentare.
IL FORUM
Saluti
lunedì 19 febbraio 2007
Interpellanza urgente al governo!
L'on. Simone Baldelli, insieme ad altri parlamentari di Forza Italia, ha presentato una interpellanza urgente al Governo sulle norme della legge finanziaria 2007 riguardanti le assunzioni a tempo indeterminato dei cosiddetti "precari" nella Pubblica Amministrazione, rilevando il problema dell'incostituzionalità di alcune norme, delle difficoltà finanziarie e gestionali di questa operazione, oltre alla discriminazione verso gli idonei che hanno superato un concorso pubblico.
Se anche tu hai superato un concorso pubblico, ma non sei stato assunto, invia una e-mail a vincitoridiconcorso@hotmail.it. Se conosci persone interessate a questo tema ti preghiamo di diffondere questa nota e l'indirizzo di posta elettronica cui inviare le e-mail di sostegno all'iniziativa.
Qui di seguito il testo dell'interpellanza:
Atto Camera
Interpellanza urgente 2-00374
presentata da
SIMONE BALDELLI
mercoledì 14 febbraio 2007 nella seduta n.109
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che:
il Governo, alla scopo di favorire la stabilizzazione del personale a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni ha introdotto nella legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006) una serie di norme non chiare e secondo gli interpellanti apparentemente incostituzionali, che stanno creando numerosi problemi in termini di contenzioso, di bilanci degli enti locali e di gestione anche a causa delle pressioni dirette ad assumere in maniera esclusiva tutti i cosiddetti «precari»;
la norma prevede la stabilizzazione del personale che ha fatto una selezione solo a tempo determinato e tale selezione non può valere per l'assunzione a tempo indeterminato, poiché alla selezione per incarichi a tempo determinato hanno partecipato solo candidati interessati ad un rapporto a termine, e a tal proposito si vedano le sentenze della Corte Costituzionale, 205/2006 e 363/2006;
i criteri individuati dai commi 417, 519, 558, 565, 566, 940 e 1156 lettera F sono diversi e non coerenti, e vanno a comprendere anche:
coloro che hanno meno di un anno di anzianità, visto che è sufficiente avere un contratto alla data del 29 settembre;
coloro che hanno avuto contratti con diverse amministrazioni in periodi diversi;
coloro che hanno lavorato nei gabinetti di incarichi politici;
coloro che non hanno fatto selezione, potendogliela fare dopo appositamente;
dopo anni di blocco e di relative proroghe di graduatorie vi sono oltre 70.000 vincitori di concorso ed altrettanti idonei che potrebbero vantare un diritto maggiore e costituzionalmente legittimo di essere assunti;
l'insieme di norme crea una disparità di trattamento in quanto le diverse amministrazioni possono derogare al concorso pubblico in modo diverso:
il comma 519 per i ministeri prevede solo il personale a tempo determinato con precisi limiti temporali già richiamati;
il comma 558 per regioni ed enti locali prevede anche gli LSU;
il comma 565 per le ASL fa riferimento a tutto ciò che non rientra nei contratti a tempo indeterminato (TD, co.co.co, somministrazione, LSU) senza prevedere una anzianità minima;
il comma 417 consente per tutte le amministrazioni la stabilizzazione di tutte le tipologie «non a tempo indeterminato» senza prevedere fattispecie e durata minima;
il comma 1156 consente ai comuni sotto i 5.000 abitanti di stabilizzare solo gli LSU che appartengano ai profili bassi;
tali differenze, non essendo fondate razionalmente, creano situazioni di disparità incostituzionali in quanto non razionali, consentendo alle amministrazioni di individuare i propri precari con regolamento;
quest'anno le amministrazioni sottoposte al Patto di stabilità comprenderanno in questo anche le spese di personale senza avere dei tetti specifici su tale spesa, ma solo un principio debole di riduzione della spesa (comma 557), senza obiettivi e sanzioni, e questo dato insieme alle norme sulla stabilizzazione porterà ad una crescita del personale e della relativa spesa, impedendo di fatto di poter fare il reclutamento necessario;
attraverso la stabilizzazione degli LSU, che appartengono alle categorie meno alte, le pubbliche amministrazioni dovranno ricreare i profili di basso livello che fanno riferimento a funzioni che ormai dovrebbero essere state esternalizzate anche attraverso la creazione di società partecipate dalle amministrazioni;
dopo aver portato le amministrazioni a ridurre gli organici, oggi, le stesse sono costrette a riempire i posti solo con il personale generico, dato che il 90 per cento del personale precario non ricopre profili specialistici, tranne negli enti di ricerca;
inoltre, le organizzazioni sindacali stanno dicendo che le assunzioni dei precari sono da computare, pur se riservate, come assunzioni esterne per consentire sui posti rimanenti di fare i concorsi riservati ai dipendenti interni, e questo impedirebbe di destinare i posti degli organici ai concorsi pubblici;
le norme per la stabilizzazione dei co.co.co nelle pubbliche amministrazioni, prevedendo che il 60 per cento dei posti messi a concorso per il tempo determinato vengano riservati, obbligatoriamente ai propri co.co.co., generano ulteriori aspettative in tale, personale, che avrà così avuto due rapporti con la stessa amministrazione -:
se il Governo non intenda assumere iniziative per correggere al più presto questa normativa che, manifestando possibili profili di incostituzionalità, crea disparità di trattamento, genera difficoltà di natura finanziaria, e comporta problemi di carattere gestionale all'interno del sistema pubblico.
(2-00374)
«Baldelli, Giacomoni, Pelino, Alfredo Vito, Cossiga, La Loggia, Mistrello Destro, Fedele, Fallica, Testoni, Vitali, Bruno, Picchi, Boscetto, Gregorio Fontana, Baiamonte, Bocciardo, Mazzaracchio, Azzolini, Paniz, Gardini, Ceccacci Rubino, Zanetta, Marinello, Sanza, Ricevuto, Palmieri, Della Vedova, Licastro Scardino, Uggè, Di Centa, Lainati, Minardo, Palumbo, Galli, Bertolini, Paoletti Tangheroni, Luciano Rossi, Rosso, Gianfranco Conte, Casero, Bondi, Valentini, Cesaro, Nicola Cosentino, Mondello, Gelmini, Aprea, Moroni, Ravetto, Scajola, Aracu, Crimi, Adornato, D'Ippolito Vitale, Giro, Pescante, Rivolta, Jannone, Martino, Iannarilli».
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