
L’ultimo blitz di Visco: 50 promozioni
di Gian Maria De Francesco
Roma - Vincenzo Visco lascerà un ricordo imperituro quando abbandonerà il posto di viceministro dell’Economia. Non solo nella memoria dei contribuenti, che negli ultimi due anni sono stati alle prese con una stretta fiscale di notevole entità. L’ex diessino e prossimo «pensionato» del Parlamento è riuscito anche a «immortalare» la sua opera concludendo a tempo di record (un mese e mezzo) il riassetto dell’Agenzia delle Entrate, inclusa la nomina di circa 50 dirigenti ai quali toccherà il compito di proseguire la sua lotta senza quartiere all’evasore.
Vincenzo Visco e il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Massimo Romano (già con Visco nel quinquennio ulivista, ndr) hanno, infatti, messo a segno un piccolo «blitz». Il 18 marzo scorso il comitato di gestione dell’Agenzia ha approvato il piano di riassetto organizzativo, un atto di notevole rilevanza emanato a distanza di circa due mesi dalla caduta del governo Prodi II. Il provvedimento è «pesante» perché ristruttura l’Agenzia tagliando 104 posizioni dirigenziali nelle direzioni regionali portandole da 1.352 a 1.248 e determinando passaggi di posizione dal secondo al primo livello per 51 uffici locali di maggiore rilevanza e i relativi capi area.
Ma c’è di più: i dirigenti «senza posto» che vogliono evitare il rischio del declassamento possono, se vicini all’età pensionabile, usufruire di un’indennità supplementare (di massime 24 mensilità) e ritirarsi dall’attività. La procedura si può attivare su base volontaria oppure da parte dell’Agenzia.
Il 26 e il 28 marzo, in due distinte riunioni svoltesi appena una settimana dopo l’ok al riassetto, il direttore centrale del personale dell’Agenzia ha sottoposto il piano di riassetto ai sindacati annunciando il conferimento di 49 dei 51 incarichi. Fin qui tutto potrebbe rientrare nell’ordinaria amministrazione, ma c’è una sorpresa. I dirigenti che intendono candidarsi alla guida degli uffici e conseguire una promozione hanno quindi pochissimo tempo a disposizione.
Il bando per l’autocandidatura, infatti, è stato pubblicato il 2 aprile e scade oggi, a tre settimane dal via libera alla riorganizzazione. Il candidato deve solo compilare un modulo indicando la destinazione che più gli interessa e aggiornare il suo curriculum on line. I direttori regionali dell’Agenzia dovranno formulare le proposte di conferimento degli incarichi entro il 21 aprile e il primo maggio, a tre giorni dall’insediamento del nuovo Parlamento, i «vincitori» saranno già in servizio nella nuova mansione.
Insomma, meno di due settimane per concludere la procedura paraconcorsuale (un mese e mezzo per tutto il riassetto; ndr): un tempo veramente molto ristretto per la pubblica amministrazione italiana che nel disbrigo delle pratiche molto spesso non è altrettanto rapida. Lo stesso vale per coloro che hanno deciso di approfittare di uno «scivolo» verso la pensione: ieri l’Agenzia ha formulato le ultime proposte ai dirigenti potenzialmente interessati, mentre coloro che vorranno ritirarsi volontariamente hanno tempo fino al 24 aprile per presentare la domanda. Entro il 9 maggio, comunque, tutto sarà concluso.
Insomma, tutto a tempo di record. Merito dell’utilizzazione del «metodo di Hay» (sistema di valutazione molto utilizzato nel settore privato; ndr) nell’assegnazione degli incarichi? Forse no. Dal verbale della concertazione con i sindacati emergono alcune perplessità. La Uil temeva una «eccessiva discrezionalità» e la Salfi chiedeva «garanzie di trasparenza». In ambienti sindacali, infatti, si teme che il risultato del procedimento possa tradursi in una «blindatura» delle posizioni dirigenziali con assegnazione degli incarichi a personaggi graditi all’attuale amministrazione finanziaria.
E qui il cerchio si chiude. Con l’insediamento del nuovo governo, molto probabilmente né Visco né Romano manterranno le loro prerogative, ma l’Agenzia delle Entrate continuerà a parlare la loro stessa lingua. Con buona pace dei successori.
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martedì 8 aprile 2008
Per gli amici idonei al concorso all'Agenzia delle Entrate...
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giovedì 6 dicembre 2007
LIBEROMERCATO: ANCHE IL SENATO IN RIVOLTA SUI NUOVI ISPETTORI DEL FISCO
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martedì 4 dicembre 2007
La sinistra contro Prodi: «Assumi quei precari»

di Redazione - martedì 04 dicembre 2007
da Milano
«Caro Romano Prodi, se passa l’emendamento contro gli idonei dell’Agenzia delle Entrate il rapporto di leale collaborazione tra il governo e la maggioranza che lo sostiene rischia di incrinarsi, con riflessi delicati sulla qualità e la forma nei quali tale rapporto si esplica». Firmato, Giorgio Benvenuto e altri 8 senatori di Prc, Svp, Pdm e Verdi, pronti a dare battaglia in Aula. La pietra dello scandalo è rappresentata dai cosiddetti «idonei», 2.300 trentenni che hanno superato una selezione bandita dal centrodestra e che sperano di essere «ripescati», come prevede la Finanziaria, visto che l’Unione ha intenzione di potenziare l’organico. Il Senato, d’accordo col governo, ha approvato una norma che obbliga l’Agenzia ad assumerli tutti. Ma il direttore generale Massimo Romano, uomo del viceministro Ds Vincenzo Visco, non ne vuole sapere: «Non possiamo ripiegare su scelte largamente al di sotto di traguardi di eccellenza - sostiene - solo i più intelligenti sono adatti a vincere la battaglia contro gli evasori». E così la Camera ha approvato un emendamento che riduce «al 10%» il ricorso alle graduatorie degli idonei. Ma Benvenuto e gli altri senatori, che davanti alla Corte dei Conti hanno già ipotizzato un possibile danno erariale rispetto all’eventuale mancato scorrimento, non ci arrendono: gli idonei vanno assunti, altrimenti sarà sfiducia. I ragazzi sorridono amaro: «Ci danno degli stupidi, ci discriminano perché molti di noi sono meridionali. E poi ci chiamano bamboccioni».
COMMEDIA SUI VINCITORI DI CONCORSO ITALIANI
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venerdì 30 novembre 2007
AGENZIA ENTRATE: BONADONNA, CAMERA ANNULLA ASSUNZIONE IDONEI
Roma, 30 nov. - Il Governo alla Camera annulla l'accordo approvato sull'assunzione di idonei all'Agenzia delle Entrate.
E' questa la denuncia del senatore di Rifondazione Comunista Salvatore Bonadonna per il quale si tratta di una "inaccettabile provocazione: il governo ha presentato alla Camera un emendamento alla Finanziaria con cui vanifica la norma approvata dal Senato e concordata con il governo". Una norma che consente "di procedere all'assunzione degli idonei delle graduatorie - nota Bonadonna - ai concorsi all'Agenzia delle Entrate e altre Agenzie fiscali".
Bonadonna accusa pertanto il Governo di 'doppiogiochismo' e parla di "un atto che mette in crisi la credibilita' dei rapporti tra governo e parlamento: e tutti noi membri della Commissione Finanze del Senato che abbiamo seguito puntualmente la vicenda, a partire dal suo presidente, abbiamo segnalato le
preoccupazioni legate agli intendimenti di 'qualcuno' di stravolgere quanto concordato al Senato in una lettera al presidente del consiglio. Faccio ora appello al presidente Prodi affinche' non consenta che un'offesa cosi' grave venga rivolta al pronunciamento del Senato, anche perche' essa - conclude - mette in forse la credibilita' del governo a fronte della stessa maggioranza al Senato".
Un possibile regalo di Natale?
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FINANZIARIA:GOVERNO,EVASIONE E'GIOCO A DUE, PIU' CHANCE FURBI
ROMA, 30 NOV - La lotta all'evasione? Come un gioco a due, vince chi e' piu' intelligente.
E' il senso della lunga relazione illustrativa all'emendamento del Governo alla Finanziaria che punta a
modificare le norme introdotte al Senato per assumere nuovi ispettori del Fisco all'Agenzia delle Entrate chiedendo di avere 'mani piu' libere' nella selezione del nuovo personale.
Infatti - si spiega - se la lotta all'evasione fosse un gioco sarebbe come ''un gioco a due'' e la caratteristica del gioco sarebbe che una delle due parti, il potenziale evasore, ''avrebbe molte piu' chance di vincere rispetto a chi interpreta la parte del Fisco''. Per questo dalla parte del Fisco ci vogliono persone 'furbe' anche perche' ''la variabile deterrenza'' e' influenzata ''fondamentalmente dal fattore intelligenza''. E ''il testo della disposizione approvata dal Senato non risponde all'esigenza prospettata''.
Tornando al 'gioco lotta all'evasione' il Governo spiega quindi che ''il giocatore che in questo gioco ha molte meno possibilita' di vincere non puo' permettersi di sbagliare le poche carte che ha e questo significa che deve saperle sfruttare dando fondo a tutte le sue migliori energie intellettuali. Che ovviamente sono giocabili solo se e in quanto se ne disponga''.
E proprio questo chiede il Governo: di disporre dei migliori.
Cioe' quelli che nei recenti concorsi hanno raggiunto un voto massimo (tra 27 e 30). Questa percentuale sarebbe del 40% negli ultimi concorsi ed appena dell'1% tra gli idonei dei vecchi concorsi.
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giovedì 29 novembre 2007
Entrate, Bonadonna (Prc): Non toccare norma su assunzione idonei
Roma, 29 NOV (Velino) - "Giunge notizia che il governo ha presentato alla Camera un emendamento all'articolo 14 della Finanziaria con il quale vanifica la norma, approvata dal Senato e concordata con il governo, per procedere all'assunzione degli idonei delle graduatorie ai concorsi all'agenzia delle Entrate e alle altre agenzie fiscali". Lo dichiara in una nota il senatore del Prc Salvatore Bonadonna, che aggiunge: "Considero una provocazione inaccettabile questo atto. Mette in crisi la credibilita' dei rapporti tra governo e Parlamento. Tutti noi membri della commissione Finanze del Senato che abbiamo seguito puntualmente la vicenda, a partire dal presidente Benvenuto, abbiamo avuto modo di segnalare le preoccupazioni legate agli intendimenti di 'qualcuno' di stravolgere quanto concordato al Senato".
Per questo motivo, conclude Bonadonna, "faccio appello al presidente Prodi affinche' non consenta che un'offesa cosi' grave venga rivolta al pronunciamento del Senato, anche perche' essa mette in forse la credibilita' del governo a fronte della stessa maggioranza al Senato".
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venerdì 19 ottobre 2007
ARTICOLO SUL CASO "IDONEI AL CONCORSO AGENZIA DELLE ENTRATE"
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giovedì 18 ottobre 2007
NUOVA INTERROGAZIONE (AL SENATO) SUL CASO 'IDONEI AGENZIA DELLE ENTRATE'
Atto n. 4-02828
Pubblicato il 17 ottobre 2007
Seduta n. 231
TOFANI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
alcuni organi di stampa hanno riportato le dichiarazioni del Direttore dell'Agenzia delle entrate Massimo Romano il quale avrebbe chiesto maggiori risorse per nuove assunzioni "in deroga" nell'amministrazione finanziaria, al fine di contrastare l'evasione e l'elusione fiscale. In particolare il dottor Romano avrebbe usato la frase: "assumere significa investire, non spendere", con evidente riferimento ai risultati, in termini di recupero di gettito, che le nuove assunzioni porterebbero;
in virtù delle disposizioni contenute nella legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per l'anno 2007), sono tuttora vigenti le graduatorie di un concorso pubblico bandito, nel novembre 2005, dall'Agenzia delle entrate;
in applicazione dell'art. 1, comma 530, della predetta legge finanziaria, che prevede la "possibilità di utilizzare graduatorie formate a seguito di procedure selettive già espletate", è possibile procedere allo scorrimento delle graduatorie del predetto concorso e assumere gli idonei, tutti giovani e preparati, al fine di dare immediato impulso e sostegno alla lotta all'evasione;
il Senato, nel corso della discussione di due mozioni dedicate all'argomento, svoltasi nella seduta pomeridiana del 12 settembre 2007, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno con il quale impegnava il Governo a prevedere, nella legge finanziaria per l'anno 2008, le risorse necessarie all'assunzione degli idonei, attingendo alle graduatorie in vigore, al fine di dotare le Agenzie fiscali degli organici necessari a potenziare le attività antielusive e antievasive;
viceversa, il dottor Romano, secondo quanto apparso sulla stampa, avrebbe chiesto consistenti risorse per procedere a nuove assunzioni negli anni 2008, 2009 e 2010 attraverso l'indizione di nuovi concorsi il cui svolgimento comporterebbe, da un lato, uno spreco di risorse pubbliche e, dall'altro, dati i tempi non brevi per il loro espletamento, un incomprensibile ritardo nella lotta all'evasione;
le richieste del dottor Romano confliggono in maniera evidente con le più elementari regole di economicità, efficacia ed efficienza che debbono informare l'attività della pubblica amministrazione,
si chiede di sapere come il Governo intenda dare seguito agli impegni assunti in Senato il 12 settembre 2007 in riferimento all'assunzione degli idonei.
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martedì 2 ottobre 2007
FINANZIARIA: AG.ENTRATE; LOTTA EVASIONE, SERVONO PIU'RISORSE
(ANSA) - ROMA, 2 OTT - ''Non si puo' fare la lotta all'evasione fiscale senza un rafforzamento delle risorse in campo'': il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, avverte cosi' sulle possibili conseguenze della decisione di non prevedere risorse per nuove assunzioni nell'amministrazione finanziaria.
La 'bozza' del decreto che accompagna la Finanziaria conteneva infatti uno stanziamento per l'Agenzia delle Entrate, l'Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza (per assunzioni in deroga) di circa 100 milioni nel 2008, 162 nel 2009 e 227,1 milioni nel 2010. Ma l'articolo (il 39) e' saltato nel corso della discussione nel Consiglio dei ministri di venerdi' notte.
Il direttore delle Entrate Romano aggiunge pero' di ''confidare nel Parlamento, nella sensibilita' delle forze politiche e dei parlamentari. Il vice ministro Visco - aggiunge - e' gia' intervenuto sulla vicenda in maniera chiara e netta''. Romano, nel corso di un convegno alle Entrate, fa notare che ''assunzioni nell'amministrazione finanziaria significano investire non aumentare la spesa; significano aumentare le entrate e questo e' dimostrato''. Maggiori entrate significano anche in prospettiva la possibilita' di abbassare le tasse, prosegue il numero uno dell'Agenzia.
L'Agenzia delle Entrate sottolinea la necessita' di 5.000 nuove assunzioni nel prossimo triennio: 2.000 in sostituzione delle 3.000 persone che nel periodo lasceranno l'amministrazione (per pensionamento o altri motivi) e 3.000 nuove assunzioni proprio per l'esigenza dell'aumento dei controlli fiscali. In ogni caso l'amministrazione chiede di poter puntare sulla qualita' delle professionalita'.
Poi un esame di quello che e' la storia della pianta organica del 'braccio armato' del fisco in Italia: ''Nel corso degli anni c'e' stato un depauperamento delle risorse umane, siamo diminuiti. C'e' poi un problema di professionalita' perche' il sistema tributario e' profondamente mutato. Allora l'Agenzia ha fatto una scelta chiara puntando alle assunzioni piu' qualificate possibili. Nostro obiettivo e' stato quello di assumere 'cervelli' perche' la nostra attivita' si basa su conoscenze e competenze specifiche. Adesso pero' c'e' un problema di risorse - conclude Romano - e confido nella sensibilita' dell'autorita' politica''.
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lunedì 17 settembre 2007
ARTICOLO DI "LIBEROMERCATO" SU CONCORSO AGENZIA DELLE ENTRATE
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giovedì 13 settembre 2007
CONCORSO AGENZIA DELLE ENTRATE: TESTO ORDINE DEL GIORNO APPROVATO AL SENATO
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giovedì 30 agosto 2007
ARTICOLO SUL CASO "AGENZIA DELLE ENTRATE" (riceviamo e pubblichiamo)
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domenica 5 agosto 2007
ITALIAOGGI del 3 agosto 2007 sugli idonei del concorso all'Agenzia delle Entrate
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mercoledì 1 agosto 2007
IL SOLE 24 ORE 31/07/07
31 luglio 2007
Entrate e commissione Finanze del Senato in lite sull'assunzione degli 007 del Fisco. Benvenuto scrive alla Corte dei conti
di Nicoletta Cottone
L'Agenzia delle entrate torna con un comunicato stampa sulla vicenda del concorso per l'assunzione di 500 funzionari bandito mentre erano ancora in corso di validità le graduatorie del precedente concorso lanciato nel 2005 per l'assunzione di 1.500 funzionari del Fisco. Graduatorie prorogate dalla Finanziaria per il 2007 alla fine del 2008. Sulla vicenda il presidente della commissione Finanze del Senato Giorgio Benvenuto, a nome di tutti i membri della commissione, ha scritto alla Corte dei conti, profilando l'ipotesi di danno erariale per lo spreco di risorse che comporta una nuova selezione. «La decisione di scrivere alla Corte dei conti - spiega il senatore Benvenuto - è stata una richiesta unanime di tutti i senatori della commissione di maggioranza e opposizione. Nella vicenda si è perso un anno, con alti costi per l'Erario: l'Agenzia ha vuoti di organico, superlavoro e al conteggio del costo del concorso si deve aggiungere tutta l'evasione non emersa grazie ai controlli in questo arco di tempo a causa delle mancate assunzioni». Proprio oggi sono state pubblicate le graduatorie regionali relative alla prova scritta del nuovo concorso per 500 posti indetto dalle Entrate.
Le ragioni dell'Agenzia
L'Agenzia, nel comunicato, ribadisce la legittimità della scelta del concorso, motivando il mancato scorrimento delle graduatorie con la necessità di potenziare gli uffici del Nord scegliendo i migliori 007 sulla piazza. Evidenziando la nuova strategia di ricerca dei giovani più qualificati residenti nelle zone dove l'Agenzia registra le maggiori carenze, basata su una comunicazione ad hoc presso le università. Una tattica per rispondere, spiega l'Agenzia, al fenomeno che vede spesso i nuovi vincitori di posti nelle regioni del Nord presentare la domanda di trasferimento verso altre Regioni. Uno dei freni allo scorrimento delle graduatorie è il fatto che nella lista degli idonei in Lombardia ci sono troppi ragazzi del Sud. Attualmente spiega l'Agenzia, in Lombardia si concentra circa il 25% della produzione della ricchezza nazionale, ma le Entrate riescono a dislocare lì solo il 12% del proprio organico. Tra gli idonei al concorso appena il 14% della graduatoria Lombardia, dove sono destinate 140 delle 500 nuove assunzioni, è residente nella Regione. L'obiettivo è quello di selezionare i migliori, sottolinea l'Agenzia, attingendo a una platea assai più ampia di candidati, che non sarebbe stato possibile raggiungere ricorrendo al semplice scorrimento delle graduatorie. «L'Agenzia cerca i migliori sulla piazza - dice Giuseppe Gallo, presidente del Comitato idonei Agenzia delle entrate (Co.i.ae) - ma per esempio in Lombardia lo scorrimento delle graduatorie avrebbe comportato l'assunzione di giovani in cui l'ultimo da contrattualizzare avrebbe avuto uno scarto di 1,25 punti rispetto all'ultimo assunto alla data di pubblicazione del bando». Molti ragazzi sottolineano che la residenza nella Regione non è un requisito richiesto. «La residenza nella Regione - dice Chiara Versanti, idonea nella graduatoria ligure - non è un requisito richiesto dai concorsi perché sarebbe fuorilegge». Alcuni degli idonei sono ricorsi al giudice del lavoro di Roma che ha riconosciuto il diritto all'assunzione obbligando la Pubblica amministrazione allo scorrimento delle graduatorie. L'Agenzia delle entrate ha impugnato il provvedimento d'urgenza.
La lettera alla Corte dei conti
Il viceministro Vincenzo Visco nel corso dell'audizione del 15 maggio dinanzi alla commissione Finanze del Senato ha difeso la decisione dell'Agenzia di bandire il nuovo concorso, sottolineando l'autonomia gestionale delle Entrate. La decisione di indire un nuovo concorso è stata fortemente contestata da parlamentari di maggioranza e opposizione, da Giorgio Benvenuto (Ulivo) a Oliviero Diliberto (Comunisti italiani), da Maurizio Eufemi (Udc) a Giovanni Russo Spena (Rifondazione comunista), da Salvatore Bonadonna (Rifondazione comunista) a Oreste Tofani (An). Sono state presentate una serie di interrogazioni parlamentari, la commissione Finanze del Senato ha adottato una risoluzione per chiedere lo scorrimento delle graduatorie, mentre il presidente della commissione Finanze del Senato Giorgio Benvenuto, su richiesta dei senatori della commissione, profilando l'ipotesi di danno erariale per lo spreco di risorse che comporta una nuova selezione, ha scritto una lettera al presidente della Corte dei conti Tullio Lazzaro per chiedere una valutazione specifica della Corte sul reclutamento di funzionari attraverso un nuovo concorso, invece di utilizzare la graduatoria degli idonei del precedente concorso. Da una quantificazione dei costi effettuata dalla stessa Agenzia delle entrate risulta che la nuova selezione costerà 1.550 euro per ciascuno dei posti da ricoprire, quindi una spesa indicativa di almeno 775mila euro. Sono state calendarizzate per il 12 settembre le mozioni parlamentari presentate dai senatori Salvatore Bonadonna (Rifondazione comunista) e Oreste Tofani (An). Bonadonna, insieme ad altri 18 parlamentari, chiede al Governo di adottare misure urgenti per l'assunzione dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici già espletati procedendo allo scorrimento delle graduatorie per dotare le Agenzie fiscali degli organici necessari alla lotta all'evasione e invita l'Esecutivo ad autorizzare l'assorbimento degli idonei anche in altre amministrazioni pubbliche, come l'Agenzia delle dogane, del demanio, del Territorio o presso l'Inail. Il senatore Tofani, insieme ad altri 7 senatori, chiede lo scorrimento delle graduatorie degli idonei del concorso 2005 per le nuove assunzioni da effettuare all'Agenzia delle entrate.
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http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/07/idonei-entrate.shtml?uuid=415592b2-3f89-11dc-a95a-00000e25108c&DocRulesView=Libero&area=box13
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martedì 31 luglio 2007
X GLI IDONEI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
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mercoledì 25 luglio 2007
ITALIAOGGI 24 LUGLIO (pag.5): Gli 007 fiscali che Visco non vuole arrivano alla Corte dei conti
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giovedì 19 luglio 2007
IDONEI AL CONCORSO AGENZIA DELLE ENTRATE
Legislatura 15º - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 106 del 18/07/2007
FINANZE E TESORO (6ª)
MERCOLEDÌ 18 LUGLIO 2007
106ª Seduta
(...) Il sottosegretario GRANDI risponde all’interrogazione n. 3-00806, dei senatori Bonadonna e De Petris, presentata per chiedere chiarimenti in relazione alle eventuali assunzioni di personale da parte dell’Agenzia delle Entrate, rammentando, in via preliminare, che la problematica concernente lo scorrimento delle graduatorie ancora valide, nei concorsi già espletati, è già stata oggetto di una serie di atti di sindacato ispettivo svolti presso entrambi i rami del Parlamento.
In merito ai vari profili in tale occasione evidenziati, quali la decisione di avviare una nuova procedura selettiva e la pretesa all’assunzione da parte dei candidati idonei, il Sottosegretario precisa che l’Agenzia delle Entrate si richiama alle argomentazioni a suo tempo svolte a sostegno della tesi della piena legittimità della determinazione di indire un nuovo concorso.
Per quanto riguarda, invece, le assunzioni senza concorso, precisa che l’Agenzia delle Entrate non ne ha mai effettuate, né intende fare ricorso a tale modalità di reclutamento del personale, in quanto essa non è consentita dalla legge. Riferisce inoltre che, ad avviso della stessa Agenzia, il riferimento contenuto nell’interrogazione in svolgimento dovrebbe riguardare la società Equitalia, la quale, pur controllata dall’Agenzia, è un soggetto giuridicamente autonomo e caratterizzato da natura privatistica: in tale caso è quindi ammissibile procedere all’assunzione di personale secondo procedure diverse da quelle valevoli per la pubblica amministrazione.
In relazione al più generale quesito concernente l’assunzione di personale presso l’Amministrazione finanziaria, senza provvedere al previo espletamento di una procedura selettiva, il Sottosegretario comunica che tutte le autorità interessate (l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato nonché le Agenzie delle Dogane e del Territorio) hanno fatto presente di aver osservato la normativa vigente in materia di assunzioni, con l’effettuazione di concorsi pubblici, mentre soltanto l’Agenzia del Demanio ha osservato che le modalità di reclutamento attuate si correlano alle norme di diritto privato, successivamente alla propria trasformazione in ente pubblico economico. (...)
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mercoledì 2 maggio 2007
POSIZIONE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE SU QUESTIONE IDONEI-CONCORSO 2005
ESTRATTO
CAMERA DEI DEPUTATI - XV LEGISLATURA
Resoconto della VI Commissione permanente
(Finanze)
Audizione del Direttore dell'Agenzia delle entrate, Massimo Romano, sulle problematiche relative all'operatività dell'Agenzia.
MASSIMO ROMANO, Direttore dell'Agenzia delle entrate. (…) Inoltre, devo sottolineare una situazione di sofferenza e anche di anomalia in cui si trova l'Agenzia delle entrate in particolare e, più in generale, la pubblica amministrazione italiana. La lettura che ha dato la nostra Corte costituzionale dell'articolo 97 della Costituzione non mi convince. Lo dico con molta franchezza, ma ho visto che persone più autorevoli di me hanno manifestato queste perplessità... (…)
(…) «Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso».
Secondo la lettura che ne è stata data, qualunque promozione, qualunque avanzamento interno si traduce in un accesso ai pubblici uffici e, quindi, si deve fare un concorso pubblico, esterno.
Onestamente credo che applicare questa regola in un'amministrazione di alto tecnicismo, dove fare il dirigente di un ufficio significa conoscere il lavoro, la materia tributaria e il ruolo e le funzioni di questi apparati, possa suscitare notevoli perplessità.
In passato si è tentato di introdurre forme di concorso che coniugassero le prescrizioni costituzionali con forme di valorizzazione all'interno, ma sono state censurate e tutto, in questi ultimi 5-6 anni, è rimasto invariato.
Spero che si possa lavorare per riavviare questi meccanismi di giusto riconoscimento, non arbitrariamente ma sulla base di valutazioni oggettive, secondo moderni sistemi di valorizzazione del personale.
Devo anche dire che l'Agenzia ha cercato di conformarsi, peraltro, ad un quadro normativo che già esiste, modificando recentemente il proprio regolamento di amministrazione, per consentire che incarichi dirigenziali, ex articolo 19, comma 6 del decreto n. 165, quindi conferibili a soggetti esterni all'amministrazione, vengano conferiti anche a funzionari interni. Noi abbiamo adeguato il nostro regolamento di amministrazione a questa prescrizione di legge, perché così pensiamo di risolvere quelle situazioni effettivamente critiche determinatesi, che hanno visto coinvolte persone che da anni (anche da 15 anni), svolgono funzioni dirigenziali senza ottenerne il riconoscimento, con un pregiudizio soprattutto in termini di prestazioni pensionistiche. Per l'interpretazione che viene data dagli organi di controllo, infatti, non compete loro il relativo trattamento pensionistico, pur essendo considerati dirigenti a tutti gli effetti, in termini di responsabilità.
Per quanto riguarda il conferimento a quelli che noi chiamiamo in gergo «reggenti», cioè coloro che, pur non essendo dirigenti, vengono chiamati a svolgere funzioni dirigenziali, escluderei che si possano conferire incarichi a persone che non hanno la qualificazione formale e sostanziale per svolgere queste attività.
Il nostro conferimento di incarichi è basato su procedure di interpello, che quindi portano a conoscenza delle realtà territoriali gli eventuali incarichi da conferire.
In ogni caso, è stata segnalata una circostanza ed io mi farò carico di verificare la situazione reale per capire quali sono i problemi.
Innanzitutto proverò a rispondere sul problema dei concorsi, mentre riguardo alle altre questioni vi farò avere delle risposte più specifiche.
Quanto al problema del reclutamento dei 500 nuovi funzionari credo che vi sia stato, probabilmente, da parte nostra, un difetto di comunicazione. Ci troviamo di fronte alla realtà di un'amministrazione che sta cambiando. Da quando esiste l'Agenzia, sono stati assunti 4000 nuovi funzionari e sono andati via in 7000. Tutti i nuovi assunti sono funzionari di elevata professionalità - in termini di potenzialità, perché parliamo di giovani -, che sono stati assunti con forme di tirocinio e con varie modalità, che comportavano tutte un'attenta osservazione. Si è fatto ricorso a buone procedure selettive, che richiedevano però anche una precisa valutazione a valle.
Questo è un dato oggettivo che trova riscontro un po' in tutte le realtà territoriali dove sono stati inseriti questi giovani. Abbiamo, come già ricordato, una situazione territoriale molto differenziata, tant'è che gran parte di questi reclutamenti sono stati concentrati nelle regioni centro-settentrionali. Non potrebbe esserci - e sarebbe folle pensarlo - alcuna discriminazione di ordine territoriale.
Noi crediamo - e l'esperienza ce lo ha confermato - che vi sia un'attenzione storica dei giovani del sud all'impiego pubblico e una disattenzione cronica nel nord. Basta considerare che le edicole al sud sono tappezzate di giornali di concorsi, mentre al nord ne sono pressoché sguarnite.
Nella precedente selezione, in particolare il Veneto ha svolto un'importante funzione di stimolo, raggiungendo una percentuale di vincitori di concorso pari al 54 per cento dei residenti nella regione, che è assolutamente simmetrica ai partecipanti. Dunque non c'è stata alcuna discriminazione - e non avrebbe potuto essere che così - nei confronti della provenienza o della residenza dei soggetti.
Riteniamo che questa sia la strada, nel senso che non possiamo perseguire quel disegno di amministrazione moderna, efficiente, in grado di rispondere ai bisogni della collettività, con un tasso di residenti nella regione che, come sarebbe accaduto con il meccanismo degli idonei nella regione Lombardia, si sarebbe attestato al 15 per cento. Avremmo assunto soltanto il 15 per cento di residenti nella regione,impedendo anche la possibilità di un ricambio (sappiamo, infatti, che anche tra gli attuali funzionari in servizio molti aspirano al trasferimento al sud). Se continuassimo a perpetuare questo modello organizzativo, ci troveremmo senza una via d'uscita.
Crediamo che la strada sia quella di operare un miglior reclutamento territoriale, una più attenta sensibilizzazione delle varie realtà, cercando comunque - ed è questa la parola d'ordine - di selezionare i migliori. La lotta all'evasione fiscale non si può fare con chiunque: devo essere molto franco, altrimenti direi delle cose che non penso. Per la lotta all'evasione fiscale occorre personale di eccellenza. Oggi la complessità del sistema e delle indagini, la delicatezza delle situazioni che si devono governare nel campo del controllo fiscale - ma direi in generale nel campo della fiscalità - sono tali da richiedere il meglio che il mercato del lavoro offre in quel determinato momento.
Lo spirito che ha guidato la nostra scelta è stato assolutamente questo. Ricordiamoci che con l'assunzione di una persona facciamo un investimento quarantennale: quella persona, al 90 per cento, rimarrà in servizio per quarant'anni. Non stiamo facendo, quindi, un investimento a breve termine, che si esaurisce con un breve periodo presso l'amministrazione pubblica. Questo è lo sforzo che abbiamo compiuto, pur rendendoci conto delle difficoltà e delle delusioni che questa decisione comporta nei confronti di chi aveva conseguito l'idoneità.
Per estrema franchezza, devo anche dire - lo abbiamo ricordato incidentalmente nella relazione - che, oltre al punteggio complessivo del concorso, vi è anche un punteggio assegnato in seguito al colloquio, che è la parte più qualificata della selezione. I giovani sono abituati ai meccanismi a risposta multipla, a blocco chiuso, perché su di essi in molti casi costruiscono la loro esperienza universitaria. Il differenziale nel punteggio riportato al colloquio, che spesso è notevole, denota una diversità di esperienze, di formazione e di attitudini. Ovviamente esprimo giudizi non assoluti sulle persone, ma di tipo statistico.
Concludo qui il mio intervento, riservandomi di inviare risposte scritte alle altre questioni sollevate.
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mercoledì 18 aprile 2007
Il Governo risponde a muso duro anche agli amici...
Seduta n. 146 del 18/4/2007
(Iniziative per l'assunzione degli idonei del concorso per funzionari dell'Agenzia delle entrate bandito nell'ottobre 2005 - n. 3-00821)
PRESIDENTE. L'onorevole Mungo ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00821 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 11).
DONATELLA MUNGO. Signor Presidente, spenderò poche parole per illustrare una vicenda abbastanza nota, poiché è stata anche oggetto di numerosi atti parlamentari presentati, nelle scorse settimane, sia alla Camera sia al Senato. Ad essi è stata data risposta in un momento precedente all'emanazione di un nuovo bando di concorso per l'Agenzia delle entrate e pertanto ripropongo tale argomento in questa sede.Vorrei chiedere al signor ministro se sia possibile un intervento che vada incontro alle legittime aspettative degli idonei della graduatoria per il concorso bandito due anni fa, nel rispetto degli impegni assunti con la legge finanziaria, che prevedevano la possibilità di attingere alle graduatorie già esistenti per rafforzare la lotta all'evasione e all'elusione fiscale, senza costi aggiuntivi.
PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, Tommaso Padoa Schioppa, ha facoltà di rispondere.
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