mercoledì 25 aprile 2007

Diffondete il blog e le sue notizie!

Cari amici,
vi rivolgiamo l'invito a diffondere le notizie di questo blog (ed ovviamente anche il link del blog) perchè più saremo e più le nostre istanze avranno peso. Abbiamo già raggiunto, grazie all'on.Baldelli ma soprattutto grazie a tutti voi che ci seguite (e siete davvero tanti), un risultato storico!Continuiamo così e cerchiamo di allargare il più possibile la cerchia degli amici "di sventura"...per fare in modo che questo blog sia solo un ricordo e con l'augurio che presto si trasformi in qualcosa tipo "neoassunti della PA" :)!!!

Ecco come è andata (estrapolato dal Resoconto stenografico della Camera)...

Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 148 del 23/4/2007

(Discussione sulle linee generali)

PRESIDENTE.Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali delle mozioni. È iscritto a parlare il deputato Baldelli, che illustrerà anche la sua mozione n. 1-00137. Ne ha facoltà.

SIMONE BALDELLI. Signor Presidente, discutiamo su un argomento che in parte è già stato affrontato in sede di sindacato ispettivo, in particolare di interpellanze urgenti e di question time. Mi sia concessa l'occasione per ringraziare il sottosegretario Scanu per la sua presenza, e di sottolineare, al pari della sua presenza, sempre molto cortese, e della competenza con cui affronta i temi posti dalla nostra parte politica in relazione al precariato nel pubblico impiego, come contestualmente si registrino un'assenza e una «latitanza», piuttosto evidenti e chiare, da parte del ministro. Chiediamo al sottosegretario Scanu, se ne ha la possibilità, di capire, anche nel corso di note trasmissioni del servizio pubblico come Chi l'ha visto, se vi siano tracce del ministro della funzione pubblica, ovvero delle riforme e delle innovazioni nella pubblica amministrazione, come viene ora definito, affinché possa chiarire la posizione ufficiale del Governo ed apparire in quest'aula in carne ed ossa; ciò al fine di giustificare le posizioni, spesso contraddittorie, assunte dal suo dicastero, nonché di dimostrare che si occupa di ascoltare anche il Parlamento, oltre che i sindacati, con i quali sembra avere il piacere di stipulare, attraverso foglietti portati a conoscenza dell'opinione pubblica mediante articoli di giornali, accordi sottobanco insieme al sottosegretario Sartor. Tornando alle mozioni in esame, il gruppo di Forza Italia ha presentato il documento di cui sono primo firmatario nella convinzione che si debba finalmente creare in questo Parlamento un'occasione per discutere in maniera approfondita e definitiva su un problema che riguarda decine di migliaia di lavoratori, nonché in generale il sistema del pubblico impiego, il suo funzionamento e la sua efficienza. Si tratta di un problema che origina da un «pasticcio», vale a dire l'inserimento, da parte del Governo, nella legge finanziaria di norme irrazionali, contraddittorie e, a nostro avviso, viziate da un forte sospetto di incostituzionalità. Tali norme sono volte a sanare situazioni di fatto relative ai lavoratori flessibili presso le pubbliche amministrazioni, che in generale definiamo, non sempre propriamente, «precari». Abbiamo valutato che a fronte di circa 300 mila unità complessivamente interessate nell'ambito di diverse tipologie, che vanno dai contratti a termine, ai contratti di formazione lavoro, ai co.co.co., ai contratti a tempo determinato, ai lavori socialmente utili (vale a dire tutto l'arcipelago delle varie tipologie di lavoro), soltanto poche migliaia di lavoratori rientrano nelle figure dei «precari storici», ossia di coloro che da un notevole numero di anni sono alle dipendenze dello Stato in maniera flessibile ed esterna rispetto ai dipendenti pubblici propriamente detti. Circa il 90 per cento di tali cosiddetti «precari» è legato, è alle dipendenze di regioni, servizio sanitario ed enti locali. Del resto, per stessa ammissione del ministro Nicolais, fatta ad inizio mandato, il pubblico impiego registra oggi 400 mila eccedenze (e 400 mila eccedenze, al costo di 33 mila euro per dipendente pubblico, significano fra i 12 e i 13 miliardi di euro di servizi non corrisposti). All'interno della legge finanziaria sono state introdotte norme irragionevoli che prevedevano percorsi di stabilizzazione per soggetti con situazioni assai diverse fra loro: coloro che hanno un contratto alla data del 29 settembre 2006, indipendentemente dall'anzianità; coloro che hanno solo tre anni di servizio, anche non continuativi e senza contratti in corso; coloro che hanno avuto contratti con diverse amministrazioni in periodi diversi; coloro che hanno lavorato nei gabinetti di ministri, sottosegretari, presidenti ed assessori (come indirettamente confermato da una circolare dell'ANCI, frettolosamente ritirata); coloro che non hanno mai sostenuto una prova selettiva, in favore dei quali se ne organizzerebbe una riservata ed evidentemente fittizia. Vi è inoltre il problema - creatosi dopo i molti anni di blocco delle assunzioni nel pubblico impiego - dei 70 mila vincitori di concorso e dei 70 mila idonei. L'articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001 esclude che la violazione di norme imperative relative a forme contrattuali flessibili da parte delle pubbliche amministrazioni possa in ogni caso dar vita alla trasformazione del rapporto di lavoro in rapporto a tempo indeterminato. Com'è noto, la diffusione di contratti di lavoro flessibili è dovuta al fatto che tali contratti sono stati adoperati come strumenti per eludere il blocco delle assunzioni e per arginare un'eccessiva rigidità delle prestazioni dei dipendenti pubblici (dovuta in larga parte, dobbiamo ammetterlo, all'atteggiamento di contrapposizione del sindacato). Se infatti avessimo avuto una maggiore possibilità di introdurre orari flessibili, e se avessimo incentivato di più l'utilizzo degli straordinari, probabilmente non vi sarebbe stato un così vasto ricorso alla flessibilità. Ci si trova dunque in una situazione difficile, poiché vi è stato un uso distorto della flessibilità e - attraverso le citate previsioni della legge finanziaria - si è ingenerata un'aspettativa di stabilizzazione. Chiediamo pertanto che il Governo si impegni - in questo senso va il dispositivo della mozione in esame - ad affrontare il problema della stabilizzazione secondo il principio della meritocrazia, attraverso prove selettive aperte (ove esse non siano state già svolte). Chiediamo inoltre che si distingua fra i casi di vero precariato e quelli nei quali tale espressione non si può adoperare. Infatti - colleghi e soprattutto colleghi della maggioranza - non possiamo parlare di precariato in tutti i casi. Ad esempio, una persona che abbia avuto un contratto a partire dal 1o settembre dell'anno scorso non è un precario. Dividiamo dunque i veri precari dai falsi. Inoltre, chiediamo che la stabilizzazione non diventi una sorta di sanatoria generalizzata in cui vengano inclusi, un poco di soppiatto, anche i portaborse di coloro che svolgono incarichi politici. Credo che vi sia su questo punto la buona volontà, se non altro per decenza, anche del Governo; certo vi è la condivisione dei colleghi di Alleanza Nazionale e della Casa delle libertà, ma credo di tutto l'arco parlamentare (di cui non mi faccio portavoce: se così sarà, saranno loro a dirlo). Parlo di sanatoria perché in realtà proprio di ciò si tratta. Naturalmente, è innegabile che parliamo di persone che prestano servizio in maniera assai nobile, efficace ed attiva nell'ambito del settore pubblico a livello statale o locale (probabilmente, anzi, questa efficienza è legata alla situazione di flessibilità e di incertezza contrattuale che caratterizza tali lavoratori). Tuttavia, vi è anche da dire che queste persone, spesso, sono state chiamate anche in deroga al buonsenso, alle discipline normative, nonché alle effettive esigenze, o, comunque, sono il frutto dell'utilizzazione, spesso distorta (altrimenti non registreremmo questi numeri), della flessibilità da parte dei dirigenti o dell'autorità politica che, attraverso i dirigenti, ha permesso l'assunzione di tale personale. Quindi, vi è un problema di responsabilità. Vi sono dei responsabili per quanto riguarda le sacche di precariato e dovremmo fare chiarezza in merito! Queste stabilizzazioni dovrebbero essere commisurate alle esigenze di organico, senza caricare la macchina pubblica in maniera inefficiente dove non vi è bisogno. Bisogna fare in modo che le assunzioni vengano effettuate parallelamente a questo percorso, attivandone uno per gli idonei e per i vincitori di concorso; ve ne sono tanti che rivendicano il diritto sacrosanto alla meritocrazia, e nessuno li protegge e li tutela. Crediamo che sia un errore, perché sono giovani che studiano, si preparano, partecipano e vincono le prove selettive, e che si pongono delle domande di fronte ad un processo di sanatoria di questo genere. Pertanto, non lasciamoli soli; aiutiamoli ad essere assunti nei posti per i quali hanno vinto meritatamente un concorso (sono giovani che hanno studiato ma, magari, non sono figli di amici di dirigenti, o comunque non hanno amicizie tali per cui possono sperare in un'assunzione a chiamata) e comportiamoci da persone serie, che rispettano la legge e la Costituzione, anche perché, di fronte a norme palesemente incostituzionali, si rischiano ricorsi che inficeranno queste norme e le aspettative ingenerate saranno disattese. Bisogna promuovere la mobilità, la flessibilità dei dipendenti, perché quando si rispettano queste condizioni il ricorso all'esterno si riduce. Bisogna impedire la formazione di nuove sacche di precariato, perché, colleghi, se affrontiamo la questione in maniera superficiale o in termini di sanatoria una tantum, potremmo ritrovarci di fronte allo stesso identico problema. Pertanto, dobbiamo valutare la responsabilità contabile e amministrativa dei dirigenti. In parte già c'è, ma vogliamo che sia rafforzata; dobbiamo trovare il modo di chiudere questi rubinetti, altrimenti, ciclicamente, ogni 2, 3, 4 o 5 anni, ci ritroveremo di fronte allo stesso problema, che non sarà più l'eccezione ma la norma, ed una disposizione di questo genere non potrà entrare a regime. Occorre, inoltre, permettere al lavoratore che presta la propria opera nel sistema pubblico di riproporsi sul mercato, perché, altrimenti, è ovvio che l'unica aspettativa che si ingenera è quella dell'assunzione a tempo indeterminato. Quindi, credo che, da questo punto di vista, si possa e si debba fare molto, così com'è stato fatto, per esempio, per quanto riguarda il servizio di leva, con riferimento al quale si poteva scegliere se seguire la carriera all'interno del servizio o un periodo di ferma breve, maturando competenze da spendere sul mercato. Occorre, inoltre, adottare iniziative normative al fine di predisporre un sistema di valutazione dell'efficienza e del rendimento degli impiegati pubblici, per promuovere il ruolo dei dirigenti. Crediamo, infatti, che i dirigenti non siano, come sostiene il ministro Ferrero, la causa del «fannullismo» del pubblico impiego in tante amministrazioni (paradossalmente, questa sinistra ne rappresenta la bandiera, il nume tutelare, anche se, almeno in termini di facciata, dichiara di combatterlo). In tale contesto, non possiamo immaginare nessun altro strumento se non quello della responsabilizzazione dei dirigenti. Riteniamo che si debba fare qualcosa in ordine a questo problema. Per tale motivo, alcuni di noi hanno sostenuto la proposta Ichino che, a nostro modesto avviso, ha tuttavia il limite di introdurre una nuova autorità; sebbene, infatti, vi sia un ente terzo, essa comporterebbe l'istituzione di un nuovo ente. Come dicevo, tale proposta, comunque, va nel senso giusto, individuando meccanismi di valutazione. Crediamo che nel memorandum ciò sia stato svilito attraverso un meccanismo di concertazione complessiva con il sindacato.
Riteniamo che sia interesse anche del Governo lavorare per una maggiore efficienza e per una maggiore produttività del pubblico impiego, rappresentando, in qualche modo, l'interesse pubblico, senza «svenderlo» in cambio di un accordo sottobanco con il sindacato. È ciò che sta accadendo riguardo al contratto del pubblico impiego, rispetto al quale si è ormai in un regime di contrattazione permanente, costante e continua, in cui è penalizzato l'interesse pubblico, dei cittadini, degli utenti e dei consumatori, perché non si riesce ad ottenere che si stabilisca che, a fronte di aumenti, si deve rendere più produttivo il pubblico impiego. Non si riesce a fissare un criterio sulla valutazione dei dipendenti pubblici. Non si riesce ad ottenere nulla di tutto ciò, perché si continua con la vecchia logica del finanziamento «a pioggia» e della contrattazione permanente, perché, addirittura, si contratta la direttiva che deve essere inviata all'Aran (anche quest'agenzia è ormai tutta governata, nel consiglio di amministrazione, da persone che provengono dal sindacato) e perché, nel contrattare tale la direttiva, - si passa attraverso una contrattazione preventiva ed una successiva. Gli stadi di contrattazione, cioè, sono innumerevoli, con il risultato di impegnare molti soldi non ottenendo nulla in cambio. Ci piacerebbe, inoltre, capire, considerato che altre mozioni sollevano il problema in modo importante, a che punto è la citata direttiva. I colleghi di Rifondazione comunista-Sinistra europea e dei Comunisti Italiani ponevano una questione relativa all'articolo 417. È un articolo che Rifondazione comunista-Sinistra europea e i Comunisti italiani hanno fortemente voluto e su cui il Governo deve fare chiarezza. Chi rientra nella stabilizzazione e chi non vi rientra? Noi sosteniamo che si può fare una distinzione tra veri precari e falsi precari, ma qualcuno dovrà dirci, vivaddio, chi rientra in tale stabilizzazione! Altre mozioni chiedono addirittura la stabilizzazione dei dirigenti del personale scolastico, delle consulenze prestate dai liberi professionisti, e chi più ne ha, più ne metta: chi ha più fantasia, proponga! Lo ripeto: noi riteniamo che bisognerebbe fare chiarezza su tale aspetto. Il ministro Chiti è venuto a «venderci» un DPCM che, in realtà, non è nulla di più che la prosecuzione di un'iniziativa perseguita dall'allora ministro Baccini e già finanziata dal Governo di Berlusconi, quella che riguarda 6.900 - su 8 mila - statali. Sono stati aggiunti 800 statali, ma, lo ripeto, l'iniziativa è stata dell'allora ministro Baccini. Vi è l'esigenza di capire quando sarà attuata la direttiva sul precariato nel pubblico impiego. A che punto siamo, signor sottosegretario? Cosa sta facendo il Governo, cosa abbiamo prodotto? Quali risposte diamo sulla stabilizzazione? Ci pare di capire che non è pronta nemmeno una bozza. Nel fondo del precariato residuano 5 milioni di euro, che servono alla stabilizzazione di circa 120-130 persone. Il problema, quindi, esiste ed è all'ordine del giorno, la programmazione che si può fare va fatta all'interno di una mappatura dei fabbisogni. Vogliamo, dunque, capire se esiste una mappatura dei fabbisogni, se tale mappatura è attuale e che cosa pensa il Governo in ordine, ad esempio, alla riserva del 60 per cento a favore dei co.co.co. nei concorsi per i posti a tempo determinato. Anche in tale ambito si rischia, infatti, di raddoppiare la prestazione precaria e di ampliare nuovamente la sacca del precariato, senza offrire certezze, ma ingenerando ulteriori aspettative. In tal senso credo, dunque, che le mozioni presentate da Forza Italia e dagli altri gruppi della Casa delle libertà siano molto ragionevoli, in quanto pongono problemi che sono sotto gli occhi di tutti. È nostro interesse ragionare con pacatezza, ma anche con grande serietà su tali problemi, perché abbiamo di fronte le aspettative di decine di migliaia di lavoratori. Crediamo che si debba avere rispetto per questi lavoratori, dando loro non illusioni che non possono tradursi nella realizzazione di un sogno, magari instillato per puri scopi politici, ma risposte concrete,
attendibili. Dobbiamo evitare di aprire un contenzioso tra poveri, tenendo quindi presenti le esigenze di tutti: vincitori di concorso, idonei e precari. Mi riferisco ai precari veri, non ai portaborse dei politici, né a quelli inseriti per amicizie verso forze politiche o per potere di lobby in qualcosa che non è più definibile come una stabilizzazione. Si tratterebbe, infatti, di una sanatoria indiscriminata di cui tutti i cittadini - persino quelli che rischiano con le imprese, quelli che pagano le tasse e che non hanno la certezza dello stipendio a fine mese perché operano sul mercato - saranno costretti a pagare le conseguenze, insieme alle nuove generazioni, che rischiano di avere a che fare con un pubblico impiego affaticato, appesantito per colpa di chi non ha saputo dire di no quando occorreva, e non ha saputo dire di sì a quelli a cui invece ciò andava detto (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).

GIAN PIERO SCANU, Sottosegretario di Stato per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. Signor Presidente, onorevoli deputati, ritengo sia mio dovere rappresentare la posizione del Governo, con la più ampia disponibilità ad esprimere una valutazione complessiva sulle argomentazioni che sono state svolte, allorché sono state illustrate e commentate le mozioni all'ordine del giorno, rifuggendo dalla tentazione - posto che ne fossi capace - di trincerarmi dietro pseudotecnicismi, al solo scopo di fuggire dal significato vero dei problemi che sono stati posti. Se mi posso permettere, credo che abbia ragione l'onorevole Rocchi quando esprime riconoscenza nei confronti del collega Baldelli per aver offerto all'aula un'importante occasione, presentando la mozione a sua firma, per discutere non soltanto di precarietà, ma complessivamente anche di lavoro. Anch'io che, come è facilmente intuibile, non ho condiviso tutte le considerazioni svolte dall'onorevole Baldelli, a mia volta, gli sono personalmente grato, perché effettivamente vi era e vi è grande bisogno di un dibattito di questo tipo. Credo si debba partire dalla novità costituita dai commi presenti nella legge finanziaria che regolano le competenze, attribuite in capo al Parlamento e al Governo per le proprie responsabilità, in materia di precariato, sottolineando il fatto che, finalmente, nella legge finanziaria, il problema del precariato viene affrontato con onestà intellettuale. Se mi è consentito - lo faccio sommessamente, ma con il tentativo mi auguro non sgradito di rispondere alla vostra attenzione ideale e passione civile con altrettante dotazioni d'animo - credo che serva molta onestà intellettuale per affrontare in maniera serena e costruttiva il problema del precariato. Tale problema, infatti, comporta tali e tante implicazioni di carattere etico, starei per dire anche di carattere morale, da meritare il massimo dell'attenzione e pretendere che esso non sia liquidato con «tecnicalità», o, peggio ancora, con giudizi che si sostanzino in una frettolosa liquidazione della materia. La politica è chiamata a dare delle risposte che debbono passare attraverso una declinazione onesta, intelligibile e chiara delle volontà della stessa politica. Ritengo che si debba partire innanzitutto dalla necessità di riconoscere l'ampiezza del problema e dalla necessità di attribuire a quanti si trovino nella situazione di precariato una condizione personale e professionale la cui natura non va certamente ricondotta alla loro volontà, bensì, lasciatemelo dire, alla volontà delle pubbliche amministrazioni che hanno posto in essere i provvedimenti di assunzione. Se vogliamo essere «crudi» nel trattare questa materia, dobbiamo riconoscere ciò che è ovvio ma che, a quanto pare, non sempre viene ricordato: i precari della pubblica amministrazione sono diventati tali in ragione di provvedimenti di assunzione posti in essere dall'apparato statale, dal sistema delle autonomie e da tutte quelle altre fonti pubbliche che sono governate da rappresentanti del popolo e che inscrivono la loro azione nel quadro dell'impianto statuale. Non stiamo parlando di «abusivi», bensì di persone che hanno risposto a chiamate di tipo pubblico, che si sono sottoposte a verifiche di tipo pubblico e che, in ragione di un principio giuslavoristico elementare, hanno semplicemente - l'uso di quest'avverbio in questo caso è volutamente provocatorio - cercato di uscire dalla condizione di disoccupati per cercare di lavorare, per trovare cioè un'occupazione. È vero - come è stato efficacemente ricordato dagli intervenuti, in modo particolare dagli onorevoli Baldelli e Lo Presti - che si deve cercare di evitare un corto circuito, una guerra fra poveri, e, come da ultimo è stato detto anche dall'onorevole Rocchi, una contrapposizione fra disoccupati, precari, vincitori e idonei a concorso. Il Governo - sia chiaro - non intende indiscriminatamente piegarsi ad eventuali suggestioni di sanatorie: non è previsto dalla legge che si proceda indiscriminatamente verso forme di sanatoria. La legge - la circolare che sta per essere emessa lo ribadirà in termini dettagliati, assolutamente chiari ed intelligibili - stabilisce tutta una serie di condizioni effettivamente necessarie, direi indispensabili, per poter essere riconosciuti precari e per poter essere immessi in un contesto di stabilizzazione, che risponde a tutti i dettami costituzionali. Ciò non significa, onorevoli Baldelli e Lo Presti, che il Governo non intenda tenere in conto alcuno il problema dei vincitori dei concorsi o degli idonei, né che i posti che verranno legittimamente, allorché se ne verificheranno le condizioni, attribuiti alle persone in grado di essere stabilizzate, debbano essere coperti a loro danno. Il Governo è impegnato, avendo le idee chiare sulla pubblica amministrazione, a favorire l'immissione più ampia possibile negli organici della pubblica amministrazione di quanti hanno regolarmente vinto i concorsi. Ciò, però, evitando accuratamente che si creino contrapposizioni, conflitti e che si attribuiscano patenti di abusivismo a coloro che, in ragione di leggi cogenti per il tramite della stabilizzazione, hanno la facoltà di uscire da una condizione di precariato. Occorre ricordare che il Parlamento italiano, che ha dato incarico al Governo di agire, ha ritenuto di dover affrontare la questione del precariato non solo per superare un'emergenza (che il Governo si augura possa essere assorbita e superata entro la legislatura), ma anche perché ha un'opinione molto netta e chiara riguardo a ciò che deve essere la pubblica amministrazione. La pubblica amministrazione (di cui si occupa non solo l'articolo 97 della Costituzione; vorrei al riguardo richiamare la vostra attenzione anche su quanto riportato dagli articoli 2 e 3 della Costituzione) è un apparato servente grazie al quale sono declinate, attuate e inverate nella realtà quotidiana le libertà che la Costituzione riconosce e garantisce. Non è possibile, pertanto, affiancare il ruolo della pubblica amministrazione a qualcosa di ingombrante, noioso, pachidermico o, peggio ancora, ad un luogo che sia abitato da persone accidiose o nullafacenti, senza far torto al disposto costituzionale e a ciò che oggettivamente nella realtà dovrebbe essere considerato. Il problema della stabilizzazione, del superamento delle condizioni di precariato risponde anche alla volontà di potenziare la pubblica amministrazione, di rafforzarla, di restituirle quello spirito e slancio di cui necessita. Signor Presidente, onorevoli deputati, ritengo che sia vero quanto efficacemente sostenuto dall'onorevole Bodega, allorché, con molta correttezza, invita il Parlamento a riconoscere la complessità della materia e a non rinunciare a trovare punti di incontro. Sono d'accordo con lei: la materia è talmente complessa e ha tali implicazioni di carattere che definirei prepolitico, addirittura afferenti lo stesso diritto naturale, da non potere essere liquidata in maniera schematica o faziosa. È per questo, signor Presidente, che mi permetto di rivolgere alla Camera, accingendoci a concludere la fase della discussione, l'auspicio che si pervenga alla presentazione di un atto di indirizzo unitario. Come da ultimo ricordava l'onorevole Rocchi, ma è stato detto da tutti i presentatori delle mozioni, questa sarebbe un'occasione e un'opportunità per fare innanzitutto chiarezza su come vogliamo che sia la pubblica amministrazione e su come intendiamo garantire la dignità di quanti operano al servizio del nostro Paese: che si tratti di lavoratori ministeriali, delle agenzie, delle regioni, delle province, dei comuni, stiamo sempre parlando, comunque, di pubblica amministrazione. Sarebbe bello se si potesse pervenire strategicamente ad un patto condiviso sulla pubblica amministrazione. Credo che questa sera sarebbe molto significativo pervenire ad una unificazione delle mozioni, le quali, ancorché originate da motivi, valutazioni e ragionamenti diversi, giungano a conclusioni tali che, per il tramite dei rispettivi dispositivi, possano consentire al Governo, allorché mi sarà consentito, di esprimere parere favorevole. Ovviamente, signor Presidente, mi riservo di esprimere il parere sulle mozioni a momento debito.

GIAN PIERO SCANU, Sottosegretario di Stato per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. Signor Presidente, il Governo esprime parere favorevole sulla mozione Franceschini ed altri n. 1-00152. Per quanto riguarda la mozione Baldelli ed altri n. 1-00137, se fosse presentata richiesta di votazione per parti separate, il Governo sarebbe disponibile a specificare la propria posizione.

PRESIDENTE. Signor sottosegretario, se lo ritiene, può esprimere fin d'ora il parere con riferimento alle specifiche parti della mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione).

GIAN PIERO SCANU, Sottosegretario di Stato per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. Per quanto riguarda il primo capoverso del dispositivo, con il quale si impegna il Governo «ad adottare iniziative urgenti volte ad individuare, nel percorso della stabilizzazione delle posizioni contrattuali flessibili nella pubblica amministrazione, che dovrà necessariamente prevedere, secondo il principio della meritocrazia, prove selettive aperte, ove non siano già state svolte, i casi di effettivo precariato, in relazione alla durata e alla natura del rapporto», il Governo esprime parere contrario. Il Governo esprime invece parere favorevole sul secondo capoverso del dispositivo, che impegna il Governo «ad adottare iniziative urgenti per chiarire che in nessun caso la stabilizzazione potrà riguardare il rapporto di lavoro con gli uffici di diretta collaborazione di incarichi politici (...)» (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia). Per quanto riguarda il terzo capoverso del dispositivo, che impegna il Governo «ad adottare iniziative urgenti per garantire che la stabilizzazione dei precari sia comunque finalizzata a coprire le carenze di organico delle amministrazioni e non si risolva nell'ulteriore rigonfiamento» dei ruoli delle amministrazioni, il Governo esprime parere favorevole, così come sul quarto capoverso del dispositivo, che impegna il Governo ad «adottare iniziative urgenti per prevedere anche l'assunzione
dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici, con riferimento alle graduatorie ancora in vigore, coniugandola con il processo di stabilizzazione». Il Governo esprime invece parere contrario sul quinto capoverso del dispositivo, che impegna il Governo «ad adottare iniziative normative urgenti per consentire che, attraverso la mobilità dei dipendenti pubblici, la flessibilità dei turni e degli orari e l'incentivazione degli straordinari, le amministrazioni possano far fronte alle proprie esigenze organizzative mediante il personale di ruolo». Il Governo esprime, inoltre, parere contrario sul sesto capoverso del dispositivo, che impegna il Governo «ad adottare iniziative normative urgenti volte innanzitutto ad impedire il formarsi di nuove sacche di precariato nella pubblica amministrazione, prevedendo, in particolare, un regime di responsabilità amministrativa contabile per il dirigente pubblico che stipuli un contratto di lavoro flessibile, al di fuori delle condizioni e dei termini previsti in via generale per tale tipologia di contratto». Il parere invece è favorevole sui capoversi settimo ed ottavo del dispositivo, che impegnano il Governo, rispettivamente, «ad assumere le iniziative volte a permettere al lavoratore, che presta la propria attività lavorativa presso la pubblica amministrazione con un contratto flessibile, di poter spendere sul mercato, in maniera proficua, questa esperienza lavorativa, senza che si ingeneri l'aspettativa di una sicura assunzione a tempo indeterminato nell'ambito dell'apparato amministrativo dello Stato»; e «ad adottare iniziative normative al fine di predisporre un sistema di valutazione dell'efficienza e del rendimento degli impiegati pubblici che promuova il ruolo dei dirigenti» (Applausi del deputato Baldelli).

PRESIDENTE. La invito ad esprimere il parere del Governo anche sulla premessa della mozione. La ringrazio.

GIAN PIERO SCANU, Sottosegretario di Stato per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. Signor Presidente, il parere sulla premessa è contrario.

SIMONE BALDELLI. Signor Presidente, in sede di dichiarazione di voto sulle due mozioni in esame, quella della Casa delle libertà, la n. 1-00137 (Nuova formulazione), di cui ho l'onore di essere primo firmatario, e quella presentata dai colleghi del centrosinistra, la n. 1-00152, a prima firma dell'onorevole Franceschini, desidero rivolgere un ringraziamento al sottosegretario Scanu sia per la sua presenza in Assemblea sia per la competenza con cui ha affrontato un argomento così importante sul quale oggi siamo chiamati a confrontarci. Il rappresentante del Governo ha dato, infatti, dimostrazione, seppur nelle difficoltà politiche presenti all'interno della maggioranza, nelle spaccature, negli equivoci e nelle diverse interpretazioni del concetto di precariato, sia in ambito privato sia in ambito pubblico, di onestà intellettuale, di disponibilità a confrontarsi, come Governo, su temi concreti e su nostri appunti, che abbiamo formulato in maniera chiara al Governo e che abbiamo voluto portare in quest'aula, consentendo al Parlamento di valutare e discutere serenamente su un tema, lo ripeto, particolarmente rilevante perché riguarda una platea che, anche se ancora non bene identificata, consta di svariate decine di migliaia di persone, di lavoratori, in particolar modo di giovani. Credo che il centrosinistra avrebbe dovuto e potuto fare di più. Ho letto il testo della mozione unitaria del centrosinistra: francamente mi sembra che non aggiunga nulla a considerazioni ovvie, vale a dire che il Governo deve fare in modo di applicare la legge e di rispettare gli impegni che si è assunto. In realtà essa non dà, come invece una mozione dovrebbe, un indirizzo chiaro al Governo su come interpretare queste norme, che - mi permetta il rappresentante del Governo presente in aula una correzione non tanto formale quanto sostanziale - sono state sì approvate dalle Camere, ma non si può dire che il Parlamento abbia dato mandato al Governo di attuarle, perché tali norme sono state inserite come commi in un maxiemendamento che ne comprendeva millecinquecento, di cui il Parlamento non ha avuto, né nelle Commissioni - il presidente Pagliarini lo sa bene - né in Assemblea possibilità di discutere. Credo che ci sia un problema di fondo, una spaccatura che nel centrosinistra percorre tutta la linea della politica sul lavoro pubblico e privato, e che essa emerga anche in quest'occasione. La genericità della mozione dell'onorevole Franceschini è tale e tanta da non permettere nemmeno allo strumento di indirizzo al Governo di dare degli orientamenti chiari. Noi ci aspettiamo delle risposte, aspettiamo una direttiva. La preghiamo, signor sottosegretario, di riferirlo ad un ministro ormai sempre più latitante (il suo coraggio e la sua presenza in aula ci confortano): il ministro Nicolais che, per quello che ne sappiamo, da quello che leggiamo dai foglietti che stipula a margine della contrattazione con il sindacato dovrebbe essere ancora in carica. Non si può concordare tutto e soltanto con il sindacato! Dovremmo tutti rallegrarci, a partire dal presidente Pagliarini, ai membri della Commissione lavoro, ai colleghi di tutti i gruppi parlamentari, che finalmente abbiamo l'occasione per discutere in Parlamento di un provvedimento così importante. Ci aspettiamo (ed è riportato anche nelle indicazioni sul monitoraggio) che il Parlamento sappia quali sono i contenuti delle direttive che il Governo non può continuare a concordare solo con il sindacato. Crediamo che gli amici, i colleghi del gruppo della Rosa nel Pugno abbiano evidenziato, con grande onestà intellettuale, i problemi che sono condivisi in ordine al funzionamento delle pubbliche amministrazioni e alle valutazioni dei pubblici dipendenti. Su ciò si devono dare risposte senza demagogia, con grande serenità, ma si deve cominciare subito. Crediamo che il ruolo dei dirigenti vada valorizzato: essi devono essere valutati per primi, ma poi il loro ruolo e la loro responsabilità dovrebbero consistere nel valutare gli impiegati pubblici e far funzionare la macchina organizzativa, come dice il collega Rocchi. Si dovrebbe cominciare con il responsabilizzare proprio i dirigenti perché non pensiamo, come il ministro Ferrero, che essi sono la causa ma la soluzione a questo problema. Ci fa piacere che finalmente si sia chiarito che non si sta facendo la sanatoria dei portaborse (una mozione lo evidenzia) e ringrazio il Governo e quei tanti che si sono espressi a favore di questo punto. Ben venga questa occasione perché finalmente si riesce a capire che cosa sarà dei vincitori dei concorsi e degli idonei che da anni aspettano una risposta e che, grazie a questo processo di stabilizzazione, cominceranno ad avere delle risposte. Abbiamo anche l'occasione di sapere che il Governo non «gonfierà» nuovamente i ruoli delle amministrazioni, ma valuterà le esigenze di organico. Un altro punto molto importante consiste nella possibilità di spendere sul mercato, a livello di curriculum e di competenza, le esperienze nel pubblico di quei lavoratori che, diceva giustamente il sottosegretario Scanu, non sono abusivi perché qualcuno li ha chiamati. Quindi, colleghi, cominciamo ad affrontare in maniera onesta questo messaggio: non sono abusivi, ma chi li ha chiamati, magari in violazione delle leggi, deve avere la responsabilità di aver violato il blocco del turn over. Non possiamo accettarlo. Il blocco del turn over, cari colleghi del centrosinistra, nasce alla fine degli anni novanta, non l'ha inventato il Governo Berlusconi. E ringraziamo il blocco del turn over, perché le casse dello Stato non sono state svuotate e il nostro debito non si è raddoppiato. Il blocco del turn over è stato una norma di rigore virtuosa, non una norma di rigore viziosa. Chi ha utilizzato la flessibilità per arginare una norma prevista dalla legge finanziaria, ha commesso un errore, ha violato la legge e non ha favorito i precari, ma li ha messi in condizioni di difficoltà. Poiché non vogliamo combattere una guerra tra poveri, si deve fare chiarezza. Al ministro Nicolais chiedo di inviare anche a noi, oltre che ai sindacati, quella circolare dove finalmente si riesce a capire chi sono i veri precari; chi sono coloro che hanno una situazione difficile che si protrae da anni con contratti continuati e ripetuti nel pubblico impiego, e quelli che invece hanno solo un contratto, che sono a contratto da pochi mesi. Per esempio, la questione dei tre anni è retroattiva o vale per il futuro? Non ha senso sistemare qualcuno che ha un contratto dal 1o settembre. Allora - lo dico ai colleghi Pagliarini, Rocchi e a quelli che dimostrano di avere una sensibilità maggiore che spesso il Governo disattende perché non ha risorse nei confronti di un certo precariato - cerchiamo di capire chi sono i veri precari e impediamo che questa situazione continui a verificarsi per non trovarci fra due o tre anni a discutere un'altra volta della sanatoria e dei precari. Evitiamo che questo accada. Approviamo delle norme rigorose e applichiamole. E relativamente ai punti per noi importanti - l'incentivazione degli straordinari e la flessibilità dei turni - su cui il Governo si è espresso negativamente, facciamo in modo che il precariato e la flessibilità all'esterno non siano un modo per «rattoppare» quegli spazi impediti dalla troppa rigidità nel pubblico impiego. Il sindaco che vuole aprire gli uffici per più tempo o riesce a contrattare una maggiore flessibilità con il sindacato e con il personale o ricorre agli esterni. In tal senso il ruolo del sindacato diventa fondamentale. Mi rivolgo allora ai colleghi che sono vicini alla storia sindacale, una storia importante: cercate anche voi di influire su queste dinamiche per fare in modo che il sindacato rappresenti uno strumento di miglioramento del paese e non soltanto, in sede di contrattazione, una controparte che troppo spesso chiede di più in cambio di nulla. Ci vuole onestà intellettuale per parlare di pubblico impiego, è un grande bagaglio che dobbiamo consegnare migliorato alle nuove generazioni. Ringrazio, a partire dai colleghi della Rosa nel Pugno, che hanno avuto onestà intellettuale, tutti coloro che hanno dato merito ai firmatari di questa mozione di aver sollevato un dibattito. A tutti coloro che sono intervenuti con onestà intellettuale e convinzione nelle proprie ragioni do altrettanto merito di una battaglia che, comunque vada, deve evolversi a beneficio di tutti, senza illudere persone che in qualche modo si trovate coinvolte in questo meccanismo. Sottosegretario Scanu, lo ricordi al ministro Nicolais: su questo punto abbiamo il dovere di pronunciare una parola chiara perché la politica non si può assumere la responsabilità di prendere in giro migliaia di cittadini, di giovani e di lavoratori (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).

(Votazioni)

PRESIDENTE. Avverto che è stata chiesta la votazione per parti separate della mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione), nel senso di votare separatamente la premessa e ciascuno dei capoversi della parte dispositiva. Ricordo che il Governo ha espresso parere contrario sulla premessa e sul primo, quinto e sesto capoverso del dispositivo ed ha espresso parere favorevole sui restanti capoversi. Avverto altresì che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione), limitatamente alla premessa, non accettata dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge.
(Presenti 424 Votanti 422 Astenuti 2 Maggioranza 212 Hanno votato sì 184 Hanno votato no 238).

Prendo atto che la deputata Goisis non è riuscita a votare ed avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione), limitatamente al primo capoverso del dispositivo, non accettato dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge.
(Presenti 424 Votanti 423 Astenuti 1 Maggioranza 212 Hanno votato sì 186 Hanno votato no 237).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione), limitatamente al secondo capoverso del dispositivo, accettato dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera approva.
(Presenti 423 Votanti 420 Astenuti 3 Maggioranza 211 Hanno votato sì 410 Hanno votato no 10).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione), limitatamente al terzo capoverso del dispositivo, accettato dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera approva.
(Presenti 432 Votanti 427 Astenuti 5 Maggioranza 214 Hanno votato sì 422 Hanno votato no 5).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione), limitatamente al quarto capoverso del dispositivo, accettato dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera approva.
(Presenti 433 Votanti 431 Astenuti 2 Maggioranza 216 Hanno votato sì 422 Hanno votato no 9).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione), limitatamente al quinto capoverso del dispositivo, non accettato dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge.
(Presenti 431 Votanti 430 Astenuti 1 Maggioranza 216 Hanno votato sì 192 Hanno votato no 238).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione), limitatamente al sesto capoverso del dispositivo, non accettato dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge.
(Presenti 431 Votanti 428 Astenuti 3 Maggioranza 215 Hanno votato sì 186 Hanno votato no 242).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione), limitatamente al settimo capoverso del dispositivo, accettato dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva.
(Presenti 416 Votanti 379 Astenuti 37 Maggioranza 190 Hanno votato sì 375 Hanno votato no 4).

Prendo atto che i deputati Goisis e Satta non sono riusciti a votare. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Baldelli ed altri n. 1-00137 (Nuova formulazione), limitatamente all'ottavo capoverso del dispositivo, accettato dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera approva.
(Presenti 430 Votanti 379 Astenuti 51 Maggioranza 190 Hanno votato sì 374 Hanno votato no 5).

martedì 24 aprile 2007

MOZIONE ACCOLTA DELLA CDL SUL PRECARIATO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - MOZIONE ORIGINARIA BALDELLI E ALTRI SOTTOSCRITTA DA TUTTI I PARTITI CDL

IN EVIDENZA LE PARTI ACCOLTE

MOZIONE CDL SUL PRECARIATO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
(MOZIONE ORIGINARIA BALDELLI E ALTRI SOTTOSCRITTA DA TUTTI I PARTITI DELLA CASA DELLE LIBERTA’ NEL CORSO DELLA SEDUTA)

La Camera,
premesso che:
il Governo ha introdotto nella legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006) una serie di norme non chiare e, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, di dubbia costituzionalità, dirette a consentire l'inquadramento nei ruoli delle pubbliche amministrazioni del personale cosiddetto precario;
non esistono dati ufficiali certi sulla consistenza numerica del suddetto personale, il quale, comunque, secondo le stime più attendibili, dovrebbe abbondantemente superare le 300.000 unità, senza considerare i cosiddetti precari della scuola;
in tale ambito confluiscono situazioni assolutamente eterogenee, tra le quali, accanto ai contratti a termine ed ai contratti di formazione e lavoro, si registrano situazioni con un carattere di stabilità assai minore, quali le collaborazioni coordinate e continuative, o caratterizzate da una finalità essenzialmente assistenziale, quali i lavori socialmente utili, o che non sono nemmeno qualificabili come rapporti di lavoro in senso tecnico, quali gli assegnisti di lavoro;
il problema dei cosiddetti «precari storici», ovvero di quei lavoratori il cui contratto viene rinnovato sistematicamente da molti anni, rappresenta una percentuale minima del problema (il numero di precari che lavorano nelle pubblica amministrazione da più di sei anni può essere stimato in 10.000 unità, rispetto alle 300.000 totali);
oltre il 90 per cento dei suddetti 300.000 precari si registra presso le amministrazioni non statali, in particolare presso regioni, servizio sanitario e amministrazioni locali;
ogni dipendente pubblico costa alle tasche dei cittadini e della collettività circa 33 mila euro l'anno. Con quattrocentomila eccedenze, stiamo parlando di circa 13 miliardi di curo di servizi che non vengono svolti;
i criteri individuati dalla legge finanziaria per il 2007 consentiranno, di fatto, l'assunzione di tutti i precari delle pubbliche amministrazioni, anche nei casi nei quali è del tutto evidente l'irragionevolezza di tale soluzione, come ad esempio nel caso di:
a) tutti coloro che hanno un contratto alla data del 29 settembre 2006, indipendentemente dall'anzianità; b) coloro che hanno solo tre anni di servizio, anche non continuativi e senza contratto in corso; c) coloro che hanno avuto contratti con diverse amministrazioni in periodi diversi; d) coloro che hanno lavorato nei gabinetti di ministri, sottosegretari, presidenti ed assessori (come indirettamente confermato da una circolare dell'Anci, frettolosamente ritirata al solo fine di evitare polemiche); e) coloro che non hanno mai sostenuto una procedura selettiva, in favore dei quali se ne organizzerebbe una riservata evidentemente fittizia;
dopo anni di blocco e di relative proroghe di graduatorie, vi sono oltre 70.000 vincitori di concorso ed altrettanti idonei che potrebbero vantare un diritto maggiore e costituzionalmente legittimo di essere assunti e che, soprattutto, potrebbero rappresentare l'ingresso di energie giovani, motivate e preparate nella pubblica amministrazione, energie indispensabili se si vuole realmente perseguire l'obiettivo della modernizzazione;
in ottemperanza al principio di cui all'articolo 97 della Costituzione, l'articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001 esclude che la violazione di norme imperative relative a forme contrattuali flessibili da parte delle pubbliche amministrazioni possa in ogni caso dar vita alla trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro;
la diffusione di forme contrattuali flessibili nel pubblico impiego è stato sostanzialmente un modo per le pubbliche amministrazioni per eludere le norme di legge dirette a contenere il numero dei pubblici dipendenti (attraverso limitazioni al turn over), nonché il vincolo costituzionale del pubblico concorso;
l'altro potente incentivo al ricorso a forme flessibili di lavoro, anche per soddisfare esigenze ordinarie di funzionamento delle amministrazioni, è stato storicamente rappresentato dall'eccessiva rigidità del lavoro pubblico, sia in termini di mobilità, che in termini di orario di lavoro (basti pensare all'incomprensibile penalizzazione dei compensi per il lavoro straordinario che si registra in tutti i contratti collettivi del pubblico impiego), tematiche affidate alla contrattazione con i sindacati, i quali sono del tutto indisponibili sul punto, nonostante il gran parlare di incentivazione della produttività;
l'insieme di norme crea un'incostituzionale disparità di trattamento, in quanto diverse sono le tipologie di lavoratori che possono essere stabilizzate dalle varie amministrazioni, senza che tali differenze abbiano un fondamento razionale;
la situazione dì confusione è ulteriormente destinata ad aumentare, considerata la facoltà per le amministrazioni di individuare i propri precari con regolamento;
quest'anno le amministrazioni sottoposte al patto di stabilità comprenderanno in questo anche le spese di personale, senza avere dei tetti specifici su tale spesa, ma solo un principio debole di riduzione della spesa (comma 557 della legge finanziaria per il 2007), senza obiettivi e sanzioni, e questo dato, insieme alle norme sulla stabilizzazione, porterà ad una crescita del personale e della relativa spesa, impedendo, di fatto, di poter fare il reclutamento necessario;
attraverso la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, che appartengono alle categorie professionali meno elevate, le pubbliche amministrazioni dovranno ricreare i profili di basso livello, che fanno riferimento a funzioni che ormai dovrebbero essere state esternalizzate;
dopo aver portato le amministrazioni a ridurre gli organici, oggi le stesse sono costrette a riempire i posti solo con il personale generico, dato che la maggioranza del personale precario non ricopre profili specialistici;
inoltre, secondo le organizzazioni sindacali, le assunzioni dei precari sarebbero da considerare come assunzioni esterne e, quindi, i posti rimanenti dovranno essere riservati alle progressioni interne e ciò determinerebbe un ulteriore danno per i giovani, laureati e non, in cerca di occupazione e un'ulteriore dequalificazione per le amministrazioni;
nella giornata di mercoledì 21 marzo 2007 si è avuta la notizia di un'intesa raggiunta dal Governo con Cgil, Cisl e Uil, per dare in tempi ristrettissimi un'attuazione estensiva alla stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni;
nell'ambito dell'XI Commissione della Camera dei deputati è in corso un'indagine conoscitiva «sulle cause e le dimensioni del precariato nel mondo del lavoro» e, dall'audizione dei vari operatori del mercato del lavoro, sta emergendo che il teorema della sovrapponibilità del concetto di precariato con quello della flessibilità non è proponibile;
mentre nel settore privato l'uso dei contratti cosiddetti flessibili è un canale che agevola l'ingresso nel mondo del lavoro e che, nel tempo, queste forme contrattuali tendono a trasformarsi in posizioni lavorative stabili, nel pubblico, invece, non essendo possibile lo stesso percorso di stabilizzazione, occorre mettere dei paletti normativi affinché, innanzitutto, si possa porre urgentemente rimedio all'uso distorto dei contratti cosiddetti flessibili, che, attraverso rinnovi reiterati, vengono utilizzati non per un fabbisogno momentaneo, ma per un fabbisogno stabile e duraturo nel tempo e, quindi, in ultima istanza per aggirare il blocco delle assunzioni o l'indizione dei concorsi;
l'uso distorto della flessibilità nell'ambito del pubblico impiego ingenera la falsa aspettativa di una sicura futura stabilizzazione in tutti coloro che prestano la propria attività lavorativa nell'ambito della pubblica amministrazione con un contratto diverso da quello a tempo indeterminato e per questo motivo sarebbe opportuno rendere realmente spendibile sul mercato questo tipo di prestazioni lavorative;

impegna il Governo:

ad adottare iniziative urgenti volte ad individuare, nel percorso della stabilizzazione delle posizioni contrattuali flessibili nella pubblica amministrazione, che dovrà necessariamente prevedere, secondo il principio della meritocrazia, prove selettive aperte, ove non siano già state svolte, i casi di effettivo precariato, in relazione alla durata e alla natura del rapporto;
ad adottare iniziative urgenti per chiarire che in nessun caso la stabilizzazione potrà riguardare il rapporto di lavoro con gli uffici di diretta collaborazione di incarichi politici (dai ministri ai sindaci), scongiurando l'ipotesi di una sorta di maxi-assunzione dei cosiddetti «portaborse»;
ad adottare iniziative urgenti per garantire che la stabilizzazione dei precari sia comunque finalizzata a coprire le carenze di organico delle amministrazioni e non si risolva nell'ulteriore rigonfiamento di ruoli di amministrazioni che presentano esuberi;
ad adottare iniziative urgenti per prevedere anche l'assunzione dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici, con riferimento alle graduatorie ancora in vigore, coniugandola con il processo di stabilizzazione;
ad adottare iniziative normative urgenti per consentire che, attraverso la mobilità dei dipendenti pubblici, la flessibilità dei turni e degli orari e l'incentivazione degli straordinari, le amministrazioni possano far fronte alle proprie esigenze organizzative mediante il personale di ruolo;
ad adottare iniziative normative urgenti volte innanzitutto ad impedire il formarsi di nuove sacche di precariato nella pubblica amministrazione, prevedendo, in particolare, un regime di responsabilità amministrativa e contabile per il dirigente pubblico che stipuli un contratto di lavoro flessibile, al di fuori delle condizioni e dei termini previsti in via generale per tali tipologie di contratto;
ad assumere le iniziative volte a permettere al lavoratore, che presta la propria attività lavorativa presso la pubblica amministrazione con un contratto flessibile, di poter spendere sul mercato, in maniera proficua, questa esperienza lavorativa, senza che si ingeneri l'aspettativa di una sicura assunzione a tempo indeterminato nell'ambito dell'apparato amministrativo dello Stato;
ad adottare iniziative normative al fine di predisporre un sistema di valutazione dell'efficienza e del rendimento degli impiegati pubblici che promuova il ruolo dei dirigenti.
(1-00137) (Nuova formulazione) «Baldelli, Lo Presti, Buontempo, Filipponio Tatarella, Frassinetti, Germontani, Holzmann, Pedrizzi, Antonio Pepe, Proietti Cosimi, Raisi, Formisano, Bodega, La Loggia, Martino, Prestigiacomo, Fabbri, Aprea, Osvaldo Napoli, Mistrello Destro, Galli, Griacomoni, Pelino, Rosso, Della Vedova, Gianfranco Conte, Santelli».
(29 marzo 2007)

P.A.: LO PRESTI (AN), MOZIONE PRECARI E' VITTORIA DELLA CDL

P.A.: LO PRESTI (AN), MOZIONE PRECARI E' VITTORIA DELLA CDL
(ANSA) - ROMA, 23 APR - Nino Lo Presti, capogruppo di An nella commissione lavoro della Camera, rivendica come una ''vittoria'' dell'opposizione l'approvazione della mozione sulla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, perche' ''grazie ad An e Forza Italia e' stata approvata una parte della mozione comune della Cdl''.
Lo Presti sostiene che ''finalmente e' stato chiarito che la stabilizzazione dei precari non interessera' i portaborse dei ministeri o i consulenti dei sindaci, quanto invece piuttosto si terra' conto delle esigenza di migliaia di giovani vincitori di concorso che attendono di entrare nella pubblica amministrazione''.
E' stata quindi ''smascherata - cosi' afferma Lo Presti - l'operazione demagogica del governo Prodi, che nella finanziaria aveva promesso con un grande effetto annuncio la stabilizzazione indiscriminata dei precari del pubblico impiego, senza pero' disporre delle risorse sufficienti e ingenerando false aspettative in lavoratori che gia' soffrono per la loro condizione''. (ANSA).

PA:CAMERA;FORMISANO (UDC),GOVERNO PENSI DAVVERO A LAVORATORI

PA:CAMERA;FORMISANO (UDC),GOVERNO PENSI DAVVERO A LAVORATORI
(ANSA) - ROMA, 23 APR - ''Questo Governo faccia meno campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori: si occupi piu' del merito e meno delle pressioni sindacali o, peggio, delle clientele''.
Lo ha detto Anna Teresa Formisano (Udc), nella dichiarazione di voto alla Camera relativa alla mozione sul precariato nelle Pubbliche amministrazioni.
''La sanatoria che il Governo aveva promesso a centinaia di migliaia di dipendenti pubblici senza regolare contratto - ha osservato la deputata centrista - sta rivelando ora le magagne di cui era portatore sin dall'inizio. La stabilizzazione non prende in considerazione alcuni comparti del settore pubblico, come per esempio quello dell'Universita' per cui non si sa che fine faranno i contratti dei ricercatori, che sono border line nella tipologia dei contratti a tempo determinato. Poi, c e' il problema dei circa 35mila lavoratori socialmente utili, per i quali le risorse stanziate dalla Finanziaria sarebbero sufficienti per assumerne meno del 10%. C'e' il problema dei contratti dei co.co.co. e del sacrosanto diritto dei vincitori di concorsi che si vedono scavalcati da chi ha sostenuto non meglio precisate 'prove selettive di natura concorsuale'. E ancora: quei 30mila giovani delle Forze Armate, giovani volontari, molti dei quali hanno gia' superato i concorsi interni, che non verranno stabilizzati''.
''E' chiaro - ha concluso Formisano - che la coalizione di Governo e' animata da un sentimento ostile verso le stellette e non e' certamente favorevole ad aumentare le potenzialita' delle nostre Forze Armate''. (ANSA).

Attendiamo fiduciosi!Continueremo a vigilare e ad informarvi su tutte le news in proposito

Cari amici,
ieri è stata una giornata storica.Abbiamo portato a casa l'impegno FORMALE E VINCOLANTE del Governo ad assumere iniziative urgenti per l'assunzione dei vincitori e degli idonei. Ora, molto probabilmente, il Governo emanerà in tempi brevi un atto di indirizzo per inquadrare tali assunzioni nell'operazione generale di stabilizzazione dei precari.Ricordiamo che il tassello mancante era proprio l'inquadramento del problema "vincitori di concorso ed idonei" nell'ambito generale della stabilizzazione prevista nella Finanziaria 2007.Infatti in quel testo non vi era traccia del nostro problema e quindi gli enti potevano benissimo risponderci a muso duro perchè non vi era nemmeno uno straccio di indirizzo politico o regolamentare.Ora, grazie alle continue ed innumerevoli pressioni dell'onorevole Simone Baldelli che durano oramai da diversi mesi, il Governo si è impegnato ad accogliere le nostre istanze.
COMUNQUE NOI CONTINUEREMO A VIGILARE AFFINCHE' IL GOVERNO ATTUI IN TEMPI BREVI L'IMPEGNO PRESO E VI TERREMO INFORMATI SU TUTTE LE NEWS A RIGUARDO.

lunedì 23 aprile 2007

Apc-CAMERA/ SI' A MOZIONI SU PRECARIATO PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Apc-CAMERA/ SI' A MOZIONI SU PRECARIATO PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Approvata quella Cdl. Baldelli: grande vittoria su esecutivo

Roma, 23 apr. (APCom) - L'Aula della Camera ha approvato la mozione di Dario Franceschini, capogruppo dell'Ulivo, sul precariato nelle pubbliche amministrazioni. Via libera di Montecitorio anche a parti della mozione sullo stesso tema dell'azzurro Simone Baldelli. "Con questa nostra mozione - spiega
Baldelli, primo firmatario della mozione della CdL insieme a Lo Presti (An), Formisano (Udc) e Bodega (Lega Nord) - abbiamo portato in Parlamento il problema della stabilizzazione dei cosiddetti precari della Pubblica Amministrazione e, a fronte di un centro-sinistra gravemente spaccato e capace solo di formulare una mozione generica senza poter dare indirizzi concreti al governo, abbiamo ottenuto una grande vittoria perché abbiamo costretto l'esecutivo a darci ragione su alcuni punti
fondamentali e controversi". "Sulla necessità di assumere i vincitori di concorso e gli idonei - elenca Baldelli - sulla valorizzazione del ruolo dei dirigenti pubblici nel contrasto del fenomeno dei cosiddetti fannulloni ed infine sull'esclusione dalla sanatoria dei cosiddetti portaborse dei politici all'interno delle stabilizzazioni previste dalla Finanziaria 2007. L'Aula di Montecitorio, ricorda Baldelli, ha approvato la mozione di Forza Italia che impegna il governo ad adottare iniziative urgenti: per chiarire che in nessun caso la stabilizzazione potrà riguardare il rapporto di lavoro con gli uffici di diretta collaborazione di incarichi politici (dai ministri ai sindaci), scongiurando l'ipotesi di una sorta di maxi-assunzione dei cosiddetti portaborse; per garantire che la stabilizzazione dei precari sia comunque finalizzata a coprire le carenze di organico delle amministrazioni e non si risolva nell'ulteriore rigonfiamento di ruoli di amministrazioni che presentano esuberi; per prevedere anche l'assunzione dei vincitori e gli idonei dei concorsi pubblici, con riferimento alle graduatorie ancora in vigore, coniugandola con il processo di stabilizzazione. E ancora, si impegna il governo a permettere al lavoratore, che
presta la propria attività lavorativa presso la pubblica amministrazione con un contratto flessibile, di poter spendere sul mercato, in maniera proficua, questa esperienza lavorativa, senza che si ingeneri l'aspettativa di una sicura assunzione a
tempo indeterminato nell'ambito dell'apparato amministrativo dello Stato; al fine di predisporre un sistema di valutazione dell'efficienza e del rendimento degli impiegati pubblici che promuova il ruolo dei dirigenti.

CAMERA: PA; SI' A MOZIONI SUL PRECARIATO

CAMERA: PA; SI' A MOZIONI SUL PRECARIATO

(ANSA) - ROMA, 23 APR - Si' dell'Aula della Camera alla mozione di Dario Franceschini (Ulivo) sul precariato nelle pubbliche amministrazioni. Il testo e' stato approvato con 246 si', 179 no e un astenuto.
L'Assemblea di Montecitorio ha anche approvato parti della mozione sullo stesso tema di Simone Baldelli (Fi). Nelle parti approvate il governo viene impegnato ''ad adottare iniziative urgenti per chiarire che in nessun caso la stabilizzazione potra' riguardare il rapporto di lavoro con gli uffici di diretta collaborazione di incarichi politici (dai Ministri ai sindaci), scongiurando l'ipotesi di una sorta di maxi-assunzione dei cosiddetti 'portaborse'; ad adottare iniziative urgenti per garantire che la stabilizzazione dei precari sia comunque finalizzata a coprire le carenze di organico delle amministrazioni e non si risolva nell'ulteriore rigonfiamento di ruoli di amministrazioni che presentano esuberi; ad adottare iniziative urgenti per prevedere l'assunzione dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici, con riferimento alle graduatorie ancora in vigore; ad assumere le iniziative volte a permettere al lavoratore, che presta la propria attivita' lavorativa presso la pubblica amministrazione con un contratto flessibile, di poter spendere sul mercato, in maniera proficua, questa esperienza lavorativa, senza che si ingeneri l'aspettativa di una sicura assunzione a tempo indeterminato nell'ambito dell'apparato amministrativo dello Stato; ad adottare iniziative normative al fine di predisporre un sistema di valutazione dell'efficienza e del rendimento degli impiegati pubblici che promuova il ruolo dei dirigenti, fortemente penalizzati dal cosiddetto memorandum sul lavoro pubblico
sottoscritto nel mese di gennaio 2007''.
''Con questa nostra mozione - ha commentato Simone Baldelli - abbiamo portato in Parlamento il problema della stabilizzazione dei cosiddetti precari della Pubblica Amministrazione e, a fronte di un centrosinistra gravemente spaccato e capace solo di formulare una mozione generica senza poter dare indirizzi concreti al Governo, abbiamo ottenuto una grande vittoria perche' abbiamo costretto l'Esecutivo a darci ragione su alcuni punti fondamentali e controversi: sulla necessita' di assumere i vincitori di concorso e gli idonei; sulla valorizzazione del ruolo dei dirigenti pubblici nel contrasto del fenomeno dei cosiddetti fannulloni ed infine sull'esclusione dalla sanatoria dei cosiddetti portaborse dei politici all'interno delle stabilizzazioni previste dalla Finanziaria 2007''. (ANSA).

VITTORIA!!GRAZIE BALDELLI

Oggi la Camera ha approvato alcuni punti della mozione dell'on.Simone Baldelli sul pubblico impiego ed IL GOVERNO SI E' IMPEGNATO FORMALMENTE ED IN MANIERA VINCOLANTE:

ad adottare iniziative urgenti per chiarire che in nessun caso la stabilizzazione potrà riguardare il rapporto di lavoro con gli uffici di diretta collaborazione di incarichi politici (dai ministri ai sindaci), scongiurando l'ipotesi di una sorta di maxi-assunzione dei cosiddetti portaborse;
ad adottare iniziative urgenti per garantire che la stabilizzazione dei precari sia comunque finalizzata a coprire le carenze di organico delle amministrazioni e non si risolva nell'ulteriore rigonfiamento di ruoli di amministrazioni che presentano esuberi;
ad adottare iniziative urgenti per prevedere anche l'assunzione dei vincitori e gli idonei dei concorsi pubblici, con riferimento alle graduatorie ancora in vigore, coniugandola con il processo di stabilizzazione;
ad assumere le iniziative volte a permettere al lavoratore, che presta la propria attività lavorativa presso la pubblica amministrazione con un contratto flessibile, di poter spendere sul mercato, in maniera proficua, questa esperienza lavorativa, senza che si ingeneri l'aspettativa di una sicura assunzione a tempo indeterminato nell'ambito dell'apparato amministrativo dello Stato;
ad adottare iniziative normative al fine di predisporre un sistema di valutazione dell'efficienza e del rendimento degli impiegati pubblici che promuova il ruolo dei dirigenti.

Oggi alla Camera si discuterà della mozione sul pubblico impiego dell'on.Simone Baldelli

Oggi in tarda mattinata alla Camera ci sarà la discussione sulla mozione sul pubblico impiego dell'on.Simone Baldelli.Nel pomeriggio (verso le 16) ci sarà la votazione da parte dell'Aula. Gli altri parlamentari (soprattutto della maggioranza) voteranno contro o a favore?Oggi vi aggiorneremo costantemente sull'esito di questa iniziativa parlamentare.

sabato 21 aprile 2007

Lunedì alla Camera si discuterà della mozione dell'on.Simone Baldelli.Quali impegni prenderà il Governo?

Atto Camera
Mozione 1-00137
presentata da SIMONE BALDELLI
giovedì 29 marzo 2007 nella seduta n.137
La Camera,
premesso che:

il Governo ha introdotto nella legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006) una serie di norme non chiare e ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo di dubbia costituzionalità, dirette a consentire l'inquadramento nei ruoli delle pubbliche amministrazioni del personale cosiddetto precario;
non esistono dati ufficiali certi sulla consistenza numerica del suddetto personale, il quale comunque secondo le stime più attendibili dovrebbe abbondantemente superare le 300.000 unità, senza considerare i cosiddetti precari della scuola;
in tale ambito confluiscono situazioni assolutamente eterogenee, tra le quali accanto ai contratti a termine ed ai contratti di formazione e lavoro, si registrano situazioni con un carattere di stabilità assai minore quali le collaborazioni coordinate e continuative, o caratterizzate da una finalità essenzialmente assistenziale, quali i lavori socialmente utili, o che non sono nemmeno qualificabili come rapporti di lavoro in senso tecnico, quali gli assegnisti di lavoro;
il problema dei cosiddetti «precari storici», ovvero di quei lavoratori il cui contratto venga rinnovato sistematicamente da molti anni, rappresenta una percentuale minima del problema (il numero di precari che lavorano nelle pubblica amministrazione da più di sei anni può essere stimato in 10.000 unità rispetto alle 300.000 totali);
oltre il 90 per cento dei suddetti 300.000 precari si registra presso le amministrazioni non statali, ed in particolare presso regioni, servizio sanitario e amministrazioni locali;
ogni dipendente pubblico costa alle tasche dei cittadini e della collettività circa 33 mila euro l'anno. Con quattrocentomila eccedenze, stiamo parlando di circa 13 miliardi di servizi che non vengono svolti;
i criteri individuati dalla legge finanziaria per il 2007 consentiranno di fatto l'assunzione di tutti i precari delle pubbliche amministrazioni, anche nei casi nei quali è del tutto evidente l'irragionevolezza di tale soluzione, come ad esempio nel caso di: tutti coloro che hanno un contratto alla data del 29 settembre, indipendentemente dall'anzianità; coloro che hanno solo tre anni di servizio, anche non continuativi e senza contratto in corso; coloro che hanno avuto contratti con diverse amministrazioni in periodi diversi; coloro che hanno lavorato nei gabinetti di ministri, sottosegretari, presidenti ed assessori (come indirettamente confermato da una circolare dell'Anci frettolosamente ritirata nei giorni scorsi al solo fine di evitare polemiche); coloro che non hanno mai sostenuto una procedura selettiva, in favore dei quali se ne organizzerebbe una riservata evidentemente fittizia;
dopo anni di blocco e di relative proroghe di graduatorie vi sono oltre 70.000 vincitori di concorso ed altrettanti idonei che potrebbero vantare un diritto maggiore e costituzionalmente legittimo di essere assunti e che, soprattutto potrebbero rappresentare l'ingresso di energie giovani, motivate e preparate nella pubblica amministrazione, energie indispensabili se si vuole realmente perseguire l'obiettivo della modernizzazione;
in ottemperanza al principio di cui all'articolo 97 della Costituzione, l'articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001 esclude che la violazione di norme imperative relative a forme contrattuali flessibili da parte delle pubbliche amministrazioni possa in ogni caso dar vita alla trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro;
la diffusione di forme contrattuali flessibili nel pubblico impiego sia stato sostanzialmente un modo per le pubbliche amministrazioni per eludere le norme di legge dirette a contenere il numero dei pubblici dipendenti (attraverso limitazioni al turn over) nonché il vincolo costituzionale del pubblico concorso;
l'altro potente incentivo al ricorso a forme flessibili di lavoro anche per soddisfare esigenze ordinarie di funzionamento delle amministrazioni sia stato storicamente rappresentato dalla eccessiva rigidità del lavoro pubblico sia in termini di mobilità, che in termini di orario di lavoro (basti pensare all'incomprensibile penalizzazione dei compensi per il lavoro straordinario che si registra in tutti i contratti collettivi del pubblico impiego), tematiche affidate alla contrattazione con i sindacati, i quali sono del tutto indisponibili sul punto, nonostante il gran «parlare» di incentivazione della produttività;
l'insieme di norme crea una incostituzionale disparità di trattamento in quanto diverse sono le tipologie di lavoratori che possono essere stabilizzate dalle varie amministrazioni senza che tali differenze, abbiano un fondamento razionale;
la situazione di confusione è ulteriormente destinata ad aumentare considerata la facoltà per le amministrazioni di individuare i propri precari con regolamento; quest'anno le amministrazioni sottoposte al patto di stabilità comprenderanno in questo anche le spese di personale senza avere dei tetti specifici su tale spesa, ma solo un principio debole di riduzione della spesa (comma 557), senza obiettivi e sanzioni, e questo dato insieme alle norme sulla stabilizzazione porterà ad una crescita del personale e della relativa spesa, impedendo di fatto di poter fare il reclutamento necessario;
attraverso la stabilizzazione degli LSU, che appartengono alle categorie professionali meno elevate, le pubbliche amministrazioni dovranno ricreare i profili di basso livello che fanno riferimento a funzioni che ormai dovrebbero essere state esternalizzate;
dopo aver portato le amministrazioni a ridurre gli organici, oggi le stesse sono costrette a riempire i posti solo con il personale generico, dato che la maggioranza del personale precario non ricopre profili specialistici;
inoltre, secondo le organizzazioni sindacali le assunzioni dei precari sarebbero da considerare come assunzioni esterne, e quindi, i posti rimanenti dovranno essere riservati alle progressioni interne, e ciò determinerebbe un ulteriore danno per i giovarti, laureati e non, in cerca di occupazione e un ulteriore dequalificazione per le amministrazioni;
nella giornata di mercoledì 21 marzo si è avuta la notizia di un'intesa raggiunta dal Governo con CGIL, CISL e UIL, per dare in tempi ristrettissimi un'attuazione estensiva alla stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni;
nell'ambito dei lavori dell'XI Commissione alla Camera è in corso una indagine conoscitiva «sulle cause e le dimensioni del precariato nel mondo del lavoro» e che, dall'audizione dei vari operatori dei mercato del lavoro, sta emergendo che il teorema della sovrapponibilità del concetto di precariato con quello della flessibilità non è proponibile;
mentre nel settore privato l'uso dei contratti cosiddetti flessibili è un canale che agevola l'ingresso nel mondo del lavoro e che, nel tempo, queste forme contrattuali tendono a trasformarsi in posizioni lavorative stabili, nel pubblico, invece, non essendo possibile lo stesso percorso di stabilizzazione, occorre mettere dei paletti normativi affinché, innanzitutto, si possa porre urgentemente rimedio all'uso distorto dei contratti cosiddetti flessibili, che, attraverso rinnovi reiterati, vengono utilizzati non per un fabbisogno momentaneo ma per un fabbisogno stabile e duraturo nel tempo e quindi in ultima istanza, per aggirare il blocco delle assunzioni o l'indizione dei concorsi;
l'uso distorto della flessibilità nell'ambito del pubblico impiego ingenera la falsa aspettativa di una sicura futura stabilizzazione in tutti coloro che prestano la propria attività lavorativa nell'ambito della pubblica amministrazione con un contratto diverso da quello a tempo indeterminato e per questo motivo, sarebbe opportuno rendere realmente spendibile sul mercato questo tipo di prestazioni lavorative;
impegna il Governo:
ad adottare iniziative urgenti volte ad individuare, nel percorso della stabilizzazione delle posizioni contrattuali flessibili nella pubblica amministrazione, che dovrà necessariamente prevedere, secondo il principio della meritocrazia, prove selettive aperte ove non siano già state svolte, i casi di effettivo precariato, in relazione alla durata e alla natura del rapporto;
ad adottare iniziative urgenti per chiarire che in nessun caso la stabilizzazione potrà riguardare il rapporto di lavoro con gli uffici di diretta collaborazione di incarichi politici (dai ministri ai sindaci), scongiurando l'ipotesi di una sorta di maxi-assunzione dei cosiddetti portaborse;
ad adottare iniziative urgenti per garantire che la stabilizzazione dei precari sia comunque finalizzata a coprire le carenze di organico delle amministrazioni e non si risolva nell'ulteriore rigonfiamento di ruoli di amministrazioni che presentano esuberi;
ad adottare iniziative urgenti per prevedere l'assunzione dei vincitori e gli idonei dei concorsi pubblici, con riferimento alle graduatorie ancora in vigore;
ad adottare iniziative normative urgenti per consentire che, attraverso la mobilità dei dipendenti pubblici, la flessibilità dei turni e degli orari e l'incentivazione degli straordinari, le amministrazioni possano far fronte alle proprie esigenze organizzative mediante il personale di ruolo;
ad adottare iniziative normative urgenti volte innanzitutto ad impedire il formarsi di nuove sacche di precariato nella pubblica amministrazione, prevedendo in particolare un regime di responsabilità amministrativa e contabile per il dirigente pubblico che stipuli un contratto di lavoro flessibile, al di fuori delle condizioni e dei termini previsti in via generale per tali tipologie di contratto;
ad assumere le iniziative volte a permettere al lavoratore, che presta la propria attività lavorativa presso la pubblica amministrazione con un contratto flessibile, di poter spendere sul mercato, in maniera proficua, questa esperienza lavorativa, senza che si ingeneri l'aspettativa di una sicura assunzione a tempo indeterminato nell'ambito dell'apparato amministrativo dello Stato;
ad adottare iniziative normative al fine di predisporre un sistema di valutazione dell'efficienza e del rendimento degli impiegati pubblici che promuova il ruolo dei dirigenti, fortemente penalizzati dal cosiddetto «memorandum» sul lavoro pubblico sottoscritto lo scorso gennaio. (1-00137) «Baldelli, La Loggia, Martino, Prestigiacomo, Fabbri, Aprea, Osvaldo Napoli, Mistrello Destro, Galli, Giacomoni, Pelino, Rosso, Della Vedova, Gianfranco Conte, Santelli».

giovedì 19 aprile 2007

Apc-STATALI/ PADOA-SCHIOPPA: NIENTE AUMENTI SENZA RIFORME (CORSERA)

Apc-STATALI/ PADOA-SCHIOPPA: NIENTE AUMENTI SENZA RIFORME (CORSERA)
Welfare, per sindacato opportunità unica di riforma Roma, 19 apr. (Apcom) - Prima di far scattare gli aumenti contrattuali per il pubblico impiego occorre adeguare la parte normativa dei contratti al memorandum sottoscritto da governo e parti sociali. A sottolinearlo, in un colloquio con il Corriere della Sera, è il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa.
"Chi pensa che prima si danno i soldi e poi si fanno le riforme - dice il ministro - ha sbagliato i suoi conti. Il governo ha sottoscritto un memorandum e stanziato le risorse, ma gli aumenti saranno pagati con la firma del contratto. E il contratto non sarà firmato se la parte normativa non sarà allineata con i principi stabiliti da quel documento".
Per Padoa-Schioppa il sindacato, impegnato nella trattativa con il governo sulla riforma del welfare, ha "un'occasione da non perdere", con "l'opportunità storica di contribuire a risistemare lo stato sociale e a riformare la pubblica amministrazione".
Ritornando poi al pubblico impiego, il titolare di via Venti settembre aggiunge che "siamo nella logica di un negoziato e finchè non è concluso nulla è definitivo. Il memorandum è un documento certamente impegnativo, ma un momento dopo si comincia a discutere la sua interpretazione". Per il ministro è stata abbandonata la logica dei premi a pioggia "introducendo la meritocrazia ufficio per ufficio". A proposito, inoltre delle risorse a disposizione per il rinnovo del contratto, 1,7 mld, il ministro precisa che devono comprendere tutto. Se gli enti locali vogliono concedere aumenti ulteriori legati alla produttività "devono reperire autonomamente i fondi necessari".

mercoledì 18 aprile 2007

Il Governo risponde a muso duro anche agli amici...

Stenografico Aula in corso di seduta
Seduta n. 146 del 18/4/2007

(Iniziative per l'assunzione degli idonei del concorso per funzionari dell'Agenzia delle entrate bandito nell'ottobre 2005 - n. 3-00821)

PRESIDENTE. L'onorevole Mungo ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00821 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 11).
DONATELLA MUNGO. Signor Presidente, spenderò poche parole per illustrare una vicenda abbastanza nota, poiché è stata anche oggetto di numerosi atti parlamentari presentati, nelle scorse settimane, sia alla Camera sia al Senato. Ad essi è stata data risposta in un momento precedente all'emanazione di un nuovo bando di concorso per l'Agenzia delle entrate e pertanto ripropongo tale argomento in questa sede.Vorrei chiedere al signor ministro se sia possibile un intervento che vada incontro alle legittime aspettative degli idonei della graduatoria per il concorso bandito due anni fa, nel rispetto degli impegni assunti con la legge finanziaria, che prevedevano la possibilità di attingere alle graduatorie già esistenti per rafforzare la lotta all'evasione e all'elusione fiscale, senza costi aggiuntivi.
PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, Tommaso Padoa Schioppa, ha facoltà di rispondere.
TOMMASO PADOA SCHIOPPA, Ministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, risponderò molto brevemente. L'onorevole interrogante sa che le pubbliche amministrazioni non sono tenute a norma di legge a procedere allo scorrimento di una graduatoria concorsuale ancora efficace e, nell'esercizio del proprio potere discrezionale, possono decidere di bandire un nuovo concorso. Il vantaggio di un nuovo concorso è quello di poter procedere ad una selezione in grado di offrire un'opportunità a coloro che non avevano potuto partecipare al concorso precedente, consentendo quindi un reclutamento di qualità più elevata proprio per l'afflusso di nuovi candidati. Nel caso specifico, l'Agenzia ha precisato che esistono, infatti, ragioni di opportunità, di equità e di convenienza che indicano come l'eventuale decisione di bandire un nuovo concorso configurerebbe un esercizio corretto del potere discrezionale a cui ho accennato. Per queste ragioni, penso sia equo procedere nel modo in cui stiamo facendo, vale a dire bandire un nuovo concorso ed assicurare in questo modo una qualità dei neoassunti pari alla posta in gioco. Infatti, qui si tratta di avere funzionari che abbiano la capacità, attraverso la loro competenza tecnica, di aumentare in maniera consistente il flusso delle entrate attraverso un'operazione più efficace di contrasto all'evasione fiscale.

CONCERTAZIONE: PRODI, NON VOGLIO CHE SI PERDA TEMPO

CONCERTAZIONE: PRODI, NON VOGLIO CHE SI PERDA TEMPO(ANSA) - TOKYO, 18 APR - ''Vorrei che non si perdesse tempo per cio' che e' estremamente importante per aumentare il livello di competitivita''. Lo ha detto Romano Prodi oggi da Seoul ricordando che a Roma si e' svolto un primo incontro ''nell'ambito della concertazione'' nel quale si e' parlato di ''ammortizzatori sociali, previdenza e di mercato del lavoro''. Secondo il presidente del Consiglio, si e' trattato ''di una prima non esaustiva applicazione delle linee guida'' da lui indicate ''nella lettera al Corriere della sera''. (ANSA).

WELFARE:PADOA-SCHIOPPA,2,5 MLD AD AMMORTIZZATORI E CONTRATTI(2)

WELFARE:PADOA-SCHIOPPA,2,5 MLD AD AMMORTIZZATORI E CONTRATTI(2)
(ANSA) - ROMA, 18 APR - Il ministro - sempre secondo quanto si apprende - avrebbe pero' escluso da questo pacchetto di risorse i lavoratori del pubblico impiego. Per loro e per il loro rinnovo contrattuale - avrebbe sottolineato il ministro - c'e' un tavolo specifico, con risorse specifiche.(ANSA).

Statali, FI: Su fannulloni governo predica male, razzola peggio

Statali, FI: Su fannulloni governo predica male, razzola peggio
Roma, 18 APR (Velino) - ''Sui fannulloni il Governo, per bocca del Ministro Nicolais, predica male e razzola peggio. Il Ministro dapprima si abbandona ad una excusatio non petita sui fannulloni del pubblico impiego e poi si giustifica addebitando la colpa alla presunta mancanza di una cultura della valutazione e dei meccanismi di controllo.
Quando una cultura non c'e', la si crea: questo e' il compito piu' nobile della politica. Per questo, avremmo voluto sentire dal Ministro altre parole: che s'intende da un lato incentivare economicamente i dipendenti pubblici che lavorano di piu' e meglio, anche differenziando le loro retribuzioni accessorie; dall'altro individuare e sanzionare i comportamenti dei "fannulloni". È quanto affermano Simone Baldelli, componente del direttivo di Forza Italia alla Camera e membro della commissione Lavoro, e Gaetano Quagliariello, componente del direttivo di Forza Italia al Senato e membro della commissione Affari Costituzionali.
"Sappiamo che, per far questo, sarebbe necessario arginare lo strapotere sindacale che, invece, questo Governo sta lasciando irresponsabilmente dilagare - proseguono i due azzurri -. Non si tratta, dunque, di 'cultura' ma di scelta politica: il governo sappia assumersene la responsabilita'.
Per quanto riguarda l'individuazione dei titolari della valutazione, la nostra proposta e' semplice, chiara e diretta a responsabilizzare maggiormente le figure dirigenziali dando loro piu' poteri. Apprendiamo che, invece, il Ministro Nicolais vorrebbe affidare questo compito al Cnel: un modo per dilazionare il problema e, seppure solo in teoria - concludono Baldelli e Quaglieriello -, per ricondurre il compito della valutazione a un organo composto in maggioranza da rappresentanze sindacali''. (com/mpi)

martedì 17 aprile 2007

LAVORO: DAMIANO, 3 MILIONI DI LAVORATORI PRECARI

LAVORO: DAMIANO, 3 MILIONI DI LAVORATORI PRECARI
(ANSA) - ROMA, 17 APR - In Italia ci sono 3 milioni di lavoratori con contratto non standard (quello a tempo pieno e indeterminato), 1,5 dei quali impegnati un rapporto di lavoro a progetto. I dati arrivano dal ministro del lavoro, Cesare Damiano, che oggi in una audizione alla Camera sul lavoro precario ha ricordato le iniziative del governo sul fronte della stabilizzazione dei lavoratori precari a partire dai vantaggi sul cuneo fiscale utilizzabili solo dai lavoratori con contratto a tempo indeterminato. (ANSA).

P.I.: TABACCI, FANNULLONI ANCHE TRA CHI FA POLITICA SINDACALE =

P.I.: TABACCI, FANNULLONI ANCHE TRA CHI FA POLITICA SINDACALE =
Roma, 17 apr. - (Adnkronos) - "In Italia ci sono 6-700 mila persone che vivono di politica sindacale, mi sembrano un po' troppi...
Credo che chi prende lo stipendio senza lavorare faccia parte, anche lui della platea di fannulloni, che esiste". E' quanto ha dichiarato il deputato dell'Udc Bruno Tabacci a margine della tavola rotonda sull'efficienza della Pubblica amministrazione.
Quanto agli statali Tabacci ha aggiunto che i loro stipendi sono "delle rendite quando non si danno servizi efficienti. Altro che apertura dei mercati -ha aggiunto- in un Paese fondato sulle rendite dove ognuno pensa a difenderle dai tassisti ai parrucchieri".

STATALI: NICOLAIS, NON FANNULLONI, VALUTAZIONE SIA OGGETTIVA

(ANSA) - ROMA, 17 APR - ''In Italia non esiste una cultura della valutazione, ogni volta che se ne parla immediatamente intervengono sistemi collaterali a bloccare la procedura''. Lo afferma il ministro per le Riforme e l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, il quale tuttavia respinge la qualifica di fannulloni a carico dei dipendenti pubblici. ''Non dobbiamo pensare veramente che siamo un esercito di fannulloni, questo e' falso'' ha detto intervenendo ad un convegno su questi temi. Per il ministro ''questa mentalita' deve cambiare. Quando parliamo di fannulloni e' perche' non sappiamo valutare. Invece c'e' bisogno di una valutazione oggettiva e adeguata sulla pubblica amministrazione perche' serve a tutti, soprattutto a quelli che lavorano bene, e sono tanti, che non hanno bisogno di spinte dalla politica''.
Ma alla base dei criteri valutativi occorrono dati certi sui quali lavorare. In questo senso, il ministro indica nel Cnel, ''che ha bisogno di un rilancio'', l'ente terzo con l'incarico di monitorare e valutare. Nicolais, rispondendo ai giornalisti, si e' anche soffermato sulle proposte scaturite in questi giorni dal dibattito sull'assenteismo e in particolare sui primi tre giorni di malattia. ''E' un problema che riguarda anche il sistema medico - ha osservato - io attualmente non ho valutazioni in merito, e' un problema che va analizzato in tutta la sua complessita' ma che sicuramente approfondiremo in tempi rapidi''. (ANSA).

SOCIALE/CAMERA: PRECARIATO, OGGI AUDIZIONE MINISTRO DAMIANO

SOCIALE/CAMERA: PRECARIATO, OGGI AUDIZIONE MINISTRO DAMIANO =
(ASCA) - Roma, 17 apr - Nell'ambito della indagine conoscitiva che da tempo la Lavoro sta conducendo sulle cause e le dimensioni del precariato sara' ascoltato oggi alle ore 14 il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano.
CONDIZIONI SOCIALI FAMIGLIE: oggi e domani la Affari Sociali proseguira' nella messa a punto del documento conclusivo della indagine condotta sulle condizioni sociali delle famiglie italiane. Lo schema di documento, gia' delineato nei primi giorni di aprile, deve essere integrato con le numerose osservazioni fatte da deputati di maggioranza e di opposizione intervenuti nella discussione.
PARTO E TUTELA NEONATO: la stessa Commissione e' impegnata da giovedi' nella discussione e votazione degli emendamenti - il termine di presentazione e' scaduto ieri - riguardanti il nuovo testo unificato del ddl governativo 1923 e delle numerose pdl connesse in materia di tutela della partoriente e del neonato, sostegno al parto naturale anche in forma domiciliare, inserimento nei Livelli di Assistenza delle piu' moderne terapie di contrasto dei dolori del travaglio. L'iter preparatorio ha sinora fatto registrare in merito una notevole convergenza di consensi.

SOCIALE/CAMERA: PRECARIATO, OGGI AUDIZIONE MINISTRO DAMIANO (2) =
(ASCA) - Roma, 17 apr - CENTRALINISTI NON VEDENTI: riprende oggi in Commissione Lavoro l'iter della pdl 58 e delle connesse proposte dirette a rivedere la vigente normativa per ampliare le possibilita' di utilizzo di non vedenti nei centralini grazie anche alle moderne tecnologie che connotano molti cal center.

STATALI: NICOLAIS, PER INCONTRO SINDACATI ASPETTIAMO PRODI

STATALI: NICOLAIS, PER INCONTRO SINDACATI ASPETTIAMO PRODI
(ANSA) - ROMA, 17 APR - ''Abbiamo rimandato l'incontro con le categorie: aspettiamo Prodi''. Lo ha detto il ministro per le Riforme e l'innovazione nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais.
Per quanto riguarda la direttiva-quadro, ''l'ordine e' - ha precisato il ministro a margine di un convegno - prima lo Stato, appena dopo la scuola, man mano le agenzie. Mandero' sicuramente la direttiva-quadro insieme a quella degli statali. Dovremmo farla - ha aggiunto ancora - per il fine settimana, al massimo per lunedi'''. (ANSA).

lunedì 16 aprile 2007

P.I.: NICOLAIS, GOVERNO ONORERA' IMPEGNI SU STATALI =

P.I.: NICOLAIS, GOVERNO ONORERA' IMPEGNI SU STATALI =
FORSE DOMANI INCONTREREMO CATEGORIE
Roma, 16 apr. (Adnkronos) - "Il governo onorera' gli impegni sottoscritti con il sindacato sul Pubblico impiego. Noi gli impegni li manteniamo". A dichiararlo all'ADNKRONOS e' il ministro delle Riforme e delle innovazioni della Pubblica amministrazione rispondendo indirettamente a quanto lamentato dai sindacati che chiedono chiarimenti e un incontro con Prodi.
"Mi hanno chiesto un incontro anche con Prodi che pero' e' in Giappone - afferma il ministro - forse domani incontreremo le categorie io e Letta". "Le tensioni con i sindacati sono determinate da una errata interpretazione di quanto c'e' scritto nella direttiva quadro - sostiene Nicolais - forse non si e' bene inteso quello che c'era scritto nel testo". Il ministro annuncia quindi che il Dipartimento sta predisponendo le direttive per i singoli comparti.
"In quella sede sara' possibile specificare meglio la parte relativa alle clausole sulla contrattazione integrativa - spiega - la direttiva madre ha solo un significato politico. Le direttive operative sono quelle di comparto".

STATALI:BONANNI, PER SCIOPERO ASPETTIAMO ULTIME PAROLE PRODI

STATALI:BONANNI, PER SCIOPERO ASPETTIAMO ULTIME PAROLE PRODI
(ANSA) - ROMA, 16 APR - Il sindacato decidera' se fare uno sciopero della pubblica amministrazione dopo aver sentito cosa avra' da dire il presidente del Consiglio. ''Aspettiamo il ritorno di Prodi a cui chiederemo un' ultima parola sulla vicenda del contratto'', ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ripetendo che solo dalla posizione che prendera' il presidente del Consiglio ''dipendera' quello che faremo''.
Sulla vicenda del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, Bonanni ha ripetuto che il sindacato ''e' stanco di balletti e docce scozzesi. Non c' e' mai stato un momento cosi' difficile nei rapporti con la politica neppure con il Governo di centrodestra''. Secondo Bonanni, infatti, e' in corso, da parte del Governo, ''un comportamento cosi' subdolo che alterna disponibilita' con docce scozzesi. Il livello raggiunto nelle relazioni con il Governo - ha concluso - e' da guinness dei primati''. (ANSA).

STATALI: EPIFANI, SUBITO CHIARIMENTO CON PREMIER

STATALI: EPIFANI, SUBITO CHIARIMENTO CON PREMIER
(ANSA) - ROMA, 16 APR - ''Abbiamo chiesto un chiarimento con il presidente del Consiglio, perche' sono subentrate delle difficolta' su come fare la direttiva'' per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. Lo ha detto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che sta tenendo una conferenza stampa insieme al segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni e al segretario confederale della Uil Paolo Pirani sulla vertenza degli statali.
Epifani, quindi, ha sottolineato la necessita' che i contratti siano chiusi entro l'estate e che siano rispettati gli accordi.
Riguardo alla stretta sulla contrattazione integrativa sui rinnovi contrattuali, Epifani ha sottolineato come si sia scatenato un ''elemento di confusione in giro''. ''Senza contrattazione integrativa - ha aggiunto - non fai la lotta per la produttivita'. C'e' una contraddizione tra quello che dice il governo e cio' che lo stesso propone. Le risorse sono previste dagli accordi, chiediamo quanto pattuito un anno fa''.
Quanto alla data dell'incontro richiesto, Epifani ha detto: aspettiamo che il governo ci faccia sapere''. (ANSA).

venerdì 13 aprile 2007

STATALI: NICOLAIS, DIRETTIVA SCIOGLIERA' DUBBIO SCIOPERO

STATALI: NICOLAIS, DIRETTIVA SCIOGLIERA' DUBBIO SCIOPERO
(ANSA) - NAPOLI, 13 APR - La direttiva di comparto per il rinnovo del contratto degli statali e' in fase di completamento e dovrebbe essere pronta alla fine della prossima settimana. Lo riferisce, da Napoli, il ministro dell'Innovazione nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais.
''Stiamo ultimando la direttiva che prevede gli aumenti degli stipendi in base all'accordo siglato con i sindacati. Dovrebbe essere pronta per la fine della prossima settimana - ha auspicato Nicolais - speriamo che in quella data saranno messe da parte le resistenze e penso si sciogliera' questo dubbio sullo sciopero di maggio''. (ANSA).

CONTI PUBBLICI: PADOA SCHIOPPA A P.A., EVITATE AUMENTO SPESE =


CONTI PUBBLICI: PADOA SCHIOPPA A P.A., EVITATE AUMENTO SPESE =
(AGI) - Roma, 13 apr. - Un invito alle amministrazioni pubbliche a tenere sotto controllo la spesa arriva dal Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, nell'ultima circolare inviata in vista dell'assestamento di bilancio. "E' indispensabile che ciascuna amministrazione adotti un comportamento costruttivo e consapevole, evitando proposte di aumenti di spesa non compensate e non vagliate con severita'", scrive il titolare di via XX Settembre sollecitando quindi il ricorso ad "un efficiente criterio selettivo" di spesa. Insomma, le amministrazioni statali devono verificare in primo luogo se gli stanziamenti dei singoli capitoli, in relazione con l'andamento della spesa nei primi mesi dell'anno, "possano essere ridotti". E in vista dell'assestamento di bilancio, dovranno anche stare attente per far si' che i
livelli di spesa, sia di competenza sia di cassa, non vengano "incrementati". (AGI)

STATALI: ANGELETTI, A RISCHIO ESITO ALTRI TAVOLI

STATALI: ANGELETTI, A RISCHIO ESITO ALTRI TAVOLI
(ANSA) - ROMA, 13 APR - ''Se il governo non ritorna alle vecchie intese si arriva allo sciopero e questo rischia di provocare un'incrinatura seria anche su tutti gli altri tavoli tra le organizzazioni sindacali e il governo''. A lanciare l'allarme e' il leader della Uil Luigi Angeletti nel corso della puntata di Economix-Raieducational, augurandosi di chiudere tutti i tavoli e ''di arrivare ad un accordo positivo per il paese e non per il governo e i sindacati''.
''Abbiamo cercato - ha precisato Angeletti - di fare un accordo con il governo per evitare lo sciopero e ci sembrava di averlo realizzato, ma poi il governo ha fatto delle direttive all'Aran cambiando le regole del gioco e questo non e' accettabile''. (ANSA).

giovedì 12 aprile 2007

STATALI: BALDELLI, MANCATA REVOCA SCIOPERO COLPA GOVERNO

STATALI: BALDELLI, MANCATA REVOCA SCIOPERO COLPA GOVERNO
(ANSA) - ROMA, 12 APR - ''Il probabile rinvio dello sciopero, del pubblico impiego anziche' la sua revoca, e' frutto dell'ennesimo grave errore politico e strategico del Governo in tema di rinnovo del contratto'': lo afferma l'azzurro Simone Baldelli componente della commissione Lavoro della Camera.
''Fino ad ora - aggiunge - il Governo ha ceduto molto sulla parte economica, ed inviando ai sindacati, in un clima di cogestione permanente, la direttiva ancora prima di inviarla all'Aran, ha ottenuto l'ennesima sfavorevole apertura di una trattativa politica, stavolta sulla contrattazione decentrata.
Al di la' delle chiacchiere sulla meritocrazia e la produttivita' nel pubblico impiego - prosegue Baldelli - il Governo ancora una volta, come avevamo facilmente previsto, si ritrova con un pugno di mosche in mano e con una situazione di conflitto sindacale aperto. A questo punto - conclude - anche lo scavalcamento dell'Aran appare una delegittimazione di questo organo, di cui il Governo, evidentemente ritiene di poter fare a meno''.(ANSA).

Apc-*STATALI/ SINDACATI: NO A DIRETTIVA, TRADISCE CONTENUTI

Apc-*STATALI/ SINDACATI: NO A DIRETTIVA, TRADISCE CONTENUTI
Segretari generali promuovano incontro con governo
Roma, 12 apr. (APCom) - La direttiva madre sul contratto del pubblico impiego, emanata dal governo, tradisce i contenuti delle intese raggiunte il 5 e 6 aprile a Palazzo Chigi. A sostenerlo sono i sindacati del settore, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl sottolineando che "il conflitto apertosi col governo non può dirsi risolto e va considerata grave la lacerazione intervenuta nei rapporti tra le parti che riguarda ormai non solo le categorie, ma i livelli confederali". Pertanto, le segreterie nazionali delle categorie hanno richiesto ai segretari confederali del settore pubblico, ed ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, di promuovere congiuntamente una conferenza stampa ed un incontro di chiarificazione con il governo.
Parallelamente, allo scopo di determinarne la migliore riuscita, le segreterie hanno avviato un confronto con la Commissione di Garanzia per verificare le modalità attraverso le quali lo sciopero, già previsto per il 16 aprile, possa essere riproclamato per il mese di maggio.
Tornando alla direttiva, secondo i sindacati, non risponde alle intese raggiunte l'indicizzazione di un tetto massimo di incremento salariale, comprensivo anche della contrattazione integrativa. Questa misura, se confermata, "viola non solo i richiamati accordi, ma soprattutto l'attuale sistema di relazioni sindacali (luglio93), sospendendo di fatto, nella totalità del settore pubblico, la contrattazione integrativa e con essa ogni possibilità di riorganizzare i servizi e le amministrazioni". Non vi è infine traccia nella direttiva, secondo i sindacati, della necessità di dotare i contratti di strumenti che rendano possibili e impegnative le affermazioni del Memorandum, sulle riorganizzazioni, il blocco delle esternalizzazioni, e l'introduzione di reali strumenti di innovazione, di misurazione della produttività e del grado di soddisfazione dei cittadini sui servizi erogati.
"Il blocco della contrattazione integrativa, dunque, impedisce peraltro l'adozione di misure che riconoscano davvero l'apporto individuale al processo produttivo".

STATALI:NICOLAIS A SINDACATI,PIU'SPAZI IN DIRETTIVE COMPARTO

STATALI:NICOLAIS A SINDACATI,PIU'SPAZI IN DIRETTIVE COMPARTO
(ANSA) - ROMA, 12 APR - ''Mi sentiro' con i sindacati. Devo capire perche' fanno sciopero''. Lo ha detto il ministro per l'Innovazione nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, in merito alla conferma dell'agitazione degli statali. ''La direttiva - spiega - e' un po' severa sugli integrativi, che considera attivita' eccezionale e non normale di contrattazione''. Nicolais precisando che ''la direttiva madre da' i paletti per tutte le altre'' ha comunque spiegato che ''ci possono essere spazi di manovra in quelle per comparto'', per venire incontro ad eventuali richieste dei sindacati''.(ANSA).

PUBBLICO IMPIEGO: NICOLAIS,ENTRO PROSSIMA SETTIMANA DIRETTIVA SU PRECARI =

PUBBLICO IMPIEGO: NICOLAIS,ENTRO PROSSIMA SETTIMANA DIRETTIVA SU PRECARI =
(ASCA) - Roma, 12 apr - Entro la prossima settimana sara' presentata la direttiva sulla stabilizzazione dei precari nella Pubblica Amministrazione. Lo ha assicurato il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais.
''La direttiva per la stabilizzazione dei precari - ha detto a margine di un convegno - e' stata mandata a tutte le sigle sindacali, penso di poterla emanare entro la fine della prossima settimana''.