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giovedì 13 dicembre 2007

PUBBLICHIAMO SU RICHIESTA DI UN NOSTRO UTENTE

Vorrei mettere a conoscenza dell'opinione pubblica delle istituzioni e dei mass media un'ingiustizia che lo Stato sta facendo a me e ad altre 300 persone.
Il problema è questo:
Il Ministero della Difesa ha emanato, in data 4 Giugno 2002, un decreto di arruolamento nell’anno 2003 di n° 12500 volontari in ferma breve nell’Esercito Italiano, nella Marina Militare e nell’Aeronautica Militare, con possibilità di immissione, al termine di detta ferma, nelle carriere iniziali delle stesse Forze Armate, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, del Corpo Forestale dello Stato e del Corpo dei Vigili del Fuoco.
Nel decreto sono previsti tre bandi di arruolamento.
Per quanto riguarda la immissione nelle carriere iniziali della Polizia di Stato, sono previsti nel terzo bando di arruolamento, all’art 16, n° 350 posti resi disponibili per coloro che ne abbiano fatto richiesta nella domanda di arruolamento e che abbiano prestato servizio per almeno tre anni nelle Forze Armate.Si stabilisce inoltre, all’art.13 n° 7, in merito alla definizione del personale volontario da immettere nelle carriere iniziali delle Forze di Polizia che “nel caso in cui, dopo l’incorporazione del personale sia necessario incrementare l’entità dei posti disponibili indicati all’art. 16, alla copertura degli ulteriori posti resi disponibili si provvederà prioritariamente attingendo dagli idonei della Forza di Polizia che presenta necessità di incremento.”
Ma il 30 Ottobre 2006 è stato bandito un altro concorso per titoli ed esami per il reclutamento di 1507 allievi agenti della Polizia di Stato contravvenendo l’obbligo di immettere prioritariamente, in forza del disposto di cui al richiamato art. 13
n° 7, gli aspiranti compresi nella graduatoria e già dichiarati idonei (CIOE' NOI).Qualsiasi assunzione di personale diverso pertanto è illegittima perché deliberata in violazione della priorità stabilita nel citato art. 13 n° 7, articolo che è parte integrante del decreto di arruolamento al quale gli aspiranti si sono sottoposti all’atto della presentazione della domanda di arruolamento. Così noi ci troviamo,dopo aver trascorso più di 3 anni chi nell'Esercito chi nella Marina e chi nell'Aeronatuica, con i rischi che ne seguono, senza la sicurezza di un posto di lavoro che che ci spetta per legge. Da notare che alcuni di noi hanno già una famiglia e dei figli che non sanno più se potranno mantenere. Grazie distinti saluti.


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LETTERA FIRMATA

mercoledì 21 novembre 2007

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO (la responsabilità del contenuto è dell'autore dell'email)

Illustrissimo Sig. Sindaco di Sassari Gianfranco Ganau,

le scrivo con la speranza che possa leggere le mie parole e prendere atto della mia posizione.
Come ben sa nel Nostro Comune è stato recentemente espletato un concorso per 7 posti di agente di Polizia Municipale a tempo indeterminato.
Io ho riversato le mie speranza per poter costruire un futuro fatto di certezze in questo concorso e con dei sacrifici ho studiato e alla fine sono risultato idoneo posizionandomi sedicesimo in graduatoria .
Ora, alla luce della finanziaria 2007 e di quella del 2008 e soprattutto in virtù della delibera di giunta del 6 novembre 2007 avente ad oggetto “Programma triennale fabbisogno personale 2007/2009 – integrazione e modifica” che prevede la stabilizzazione di 3 agenti di P.M. precari, provo una certa preoccupazione nel considerare la possibilità di subire un’ingiustizia nel vedere sopraffatta la meritocrazia che è lecito aspettarsi.
Dico questo perchè i cosiddetti “precari” della Polizia Municipale di Sassari hanno partecipato allo stesso concorso, volto a constatare l’idoneità per ricoprire il ruolo di Agente a tempo indeterminato, a cui ho partecipato io e molti di questi non sono risultati idonei. Perciò mi pare assolutamente lecito e legittimo considerare ingiusto che questi vengano assunti scavalcando gli idonei della graduatoria valida.
Aggiungo inoltre che io alle precedenti selezioni per il ruolo di Agente di Polizia Municipale non ho preso parte perché consapevole della natura a termine del contratto di lavoro.
Mi domando anche se un idoneo o vincitore di concorso in attesa di una chiamata, magari disoccupato, che non percepisce un centesimo sia da tutelare meno rispetto ad uno che almeno per un periodo (e consapevole che sarebbe stato per un periodo definito) quel posto di lavoro lo ha avuto.
Ho sempre creduto nelle Istituzioni e nel loro ruolo e mi auguro vivamente di non dovermi ricredere.
Nella speranza che Lei possa prendere per lo meno in considerazione quanto da me esposto, ringrazio e colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

Sassari, 20/11/2007

LETTERA FIRMATA

domenica 11 novembre 2007

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO (la responsabilità del contenuto è dell'autore dell'email)

Buonasera,
Siamo noi, quelle poche ed insignificanti persone che hanno superato il concorso pubblico per 150 posti di insegnante scuola dell'infanzia del Comune di Roma e che sono state mollate li' a se stesse da amministrazione e sindacati (non vale la pena battersi per soli 195 voti, vero?).
Sappiamo benissimo che il motivo e' quello, non neghiamo l'evidenza.
Battersi per noi e' quello che qualche sindacato (se non tutti) avrebbero dovuto fare, per i nostri diritti costituzionali.
L'assunzione degli idonei al concorso pubblico, accanto e parallelamente alla tanto famosa stabilizzazione, e' questo che avrebbe dovuto fare l’amministrazione!!!
Invece, noncurante della ns. presenza, ha stabilizzato e stabilizzerà, facendoli divenire insegnanti di Scuola dell’Infanzia, tutti coloro che – precari – hanno prestato servizio nell’amministrazione comunale (persino coloro che hanno lavorato sui pulmini), ma senza le relative competenze.
Noi che, invece, abbiamo superato un apposito e difficilissimo concorso pubblico, per svolgere una professione così delicata, con tutti i requisiti richiesti (titoli di studio, ecc.), resteremo a guardare!!!
E ancora per poco, visto che oramai si avvicina la scadenza della graduatoria.

Ma la disparità di trattamento nei ns. confronti ha radici lontane.
Cosi’ ha inizio tutta la storia:
Il Comune di Roma nel 1996 ha iniziato ad attingere da una graduatoria formulata su domanda dei soggetti interessati e provvisoria (per gli anni scolastici 96-97 e 97-98) per tutte le supplenze all’interno delle proprie Scuole dell’Infanzia.
Tale graduatoria è stata invece prorogata di anno in anno sino ad oggi (dunque per ben dieci anni) e – cosa assai più grave - non è stata mai riaperta.
Conseguenza di ciò è che per tutto questo tempo nessuno ha potuto inserirsi in tale graduatoria, la quale è – in definitiva - diventata un ‘circolo chiuso riservato’.
Ciò in maniera del tutto illegittima, dovendo le graduatorie essere costantemente riaperte ed aggiornate.
Non solo, ma tutti coloro che ogni anno sono stati chiamati ugualmente a svolgere servizio presso le Scuole dell’Infanzia del Comune, senza appartenere a tale graduatoria, bensì convocati dalle graduatorie statali o da quelle dell’asilo nido, sono stati costantemente discriminati per quanto riguarda il riconoscimento del loro servizio.
Solo nel 2001 il Comune di Roma ha deciso finalmente di indire due concorsi identici: uno riservato a tale graduatoria (definito ‘corso concorso’ come se fossero ‘interni’, anche se non lo erano).
Tutti gli altri hanno dovuto sostenere un concorso pubblico, con prove assai più difficili e una selezione alquanto più dura.
In tal modo, comunque, si sperava che il Comune di Roma avesse deciso di riportare la legalità all’interno dell’organizzazione scolastica (anche a fronte della parificazione con lo Stato).
Ma così non è stato.
Infatti, il corso concorso suddetto, assai facilitato, veniva espletato in pochi mesi e si formava la relativa graduatoria ad agosto 2002.
Un paio di mesi prima della formazione della graduatoria (giugno 2002) il Comune di Roma, tuttavia, d’accordo con i sindacati, emetteva una deliberazione, la quale trasformava tale graduatoria in permanente.
Nel frattempo, portava avanti con estrema lentezza il concorso pubblico.
Nelle more, sempre d’accordo con i sindacati, emanava una seconda deliberazione, nel giugno 2004, nella quale – per ‘sistemare’ anche tutte coloro che facevano ancora parte della vecchia graduatoria del 1996 (perché non erano riuscite ad entrare nella graduatoria permanente con il corso concorso) - si stabiliva che avrebbero sostenuto un ulteriore corso riservato per poter in questa maniera essere incluse nella graduatoria permanente insieme alle loro colleghe del corso concorso precedente e subito dopo di loro.
Invece, il Comune inseriva nella deliberazione suddetta la clausola che chi avesse fatto il concorso pubblico non sarebbe stato inserito nella graduatoria permanente, bensì la sua graduatoria sarebbe stata di durata triennale e alla scadenza coloro che avessero maturato un numero di giorni di supplenza (senza specificare quale!!!!!) avrebbero potuto accedere alla graduatoria permanente, ma dietro a tutti gli altri.
E così è stato.
Nel 2005 è stata pubblicata la graduatoria del concorso pubblico e il Comune ha dapprima illegittimamente precluso ai facenti parte di tale graduatoria di prendere gli incarichi di supplenza, affidandoli ancora una volta alla vecchia graduatoria, e poi ha comunicato esplicitamente tale intenzione, procedendo ad espletare tale corso concorso (consistente in pochissime ore di corso e tesina finale) a dicembre 2006.
In definitiva, il Comune di Roma, dopo avere speso moltissimo denaro pubblico per effettuare i concorsi suddetti, ha continuato esattamente come prima a privilegiare la vecchia graduatoria del 1996.
Insomma, non è cambiato nulla!
Il ‘circolo chiuso’ è rimasto tale!
I partecipanti al concorso pubblico dovranno ogni anno accontentarsi dei posti residui, se ci saranno. Altrimenti hanno sostenuto un concorso assolutamente inutile: infatti, è chiaro che se non potranno insegnare, non potranno neanche maturare i giorni necessari (quanti?) per poter accedere alla graduatoria permanente alla scadenza dei tre anni.
E’ evidente come il Comune abbia operato in maniera del tutto illegittima e irrazionale, creando un ordine di fasce del tutto incoerente: infatti, è chiaro che - a parità di concorso – i partecipanti al corso concorso e a quello pubblico abbiamo lo stesso diritto di far parte della graduatoria permanente e di essere inseriti nella stessa fascia (così come avviene nello Stato: la parificazione non deve rimanere solo sulla carta).
Non solo, ma anche se volessimo procedere a valutare l’anzianità di concorso ciò salta agli occhi: come si può stabilire di costituire una prima fascia permanente per coloro che hanno superato un corso concorso nel 2002 (riservato a ‘esterni’), una seconda fascia permanente per coloro che hanno superato un secondo corso concorso nel 2007 (riservato ai residui ‘esterni’) e ad ultimo una terza fascia (forse!) permanente per coloro che hanno superato il concorso pubblico nel 2005?
Ciò – lo ribadiamo - in assoluta violazione della parificazione scolastica con lo Stato, dove le regole sono ben diverse.
Questo si spiega solo con il preciso intento di ‘privilegiare’ alcuni lavoratori a danno degli altri, sebbene a parità o addirittura a superiorità di requisiti.

Dunque, la discriminazione perpetrata ora con la stabilizzazione si aggiunge a tutto ciò.
La ns. Carta Costituzionale prevede che agli impieghi pubblici si acceda tramite concorso pubblico. Questa norma costituzionale è diretta ad assicurare l’imparzialità e l’efficienza della Pubblica Amministrazione in quanto un concorso dovrebbe garantire la selezione di personale qualificato.
Come può il Comune di Roma sovvertire un principio costituzionale di tale portata, che da sempre viene applicato nelle pubbliche amministrazioni!

Provate ad aiutarci e non solo a parole ma con i fatti!!!!

firmato:
una, cento, duecento persone arrabbiate e deluse.

martedì 6 novembre 2007

Lettera al "Messaggero"

Vincitori contro precari?

Perché nessuno si occupa dei soprusi del governo verso i vincitori di concorso? Incostituzionalmente, per soli fini propagandistici ed elettorali, si cerca di assumere i precari che sono i figli del clientelismo e del sistema della prima repubblica, quando invece si tengono congelati migliaia di vincitori di concorso che attendono pazienti da anni il posto guadagnato secondo le regole costituzionali… e che sicuramente vedranno morire ogni loro speranza. E' possibile che in Italia si possano cambiare sempre le regole del gioco a seconda dei venti politici? In cosa dobbiamo credere? Dateci voce! Siamo oltre 70.000!

Giorgio Toto

Fonte: Il Messaggero

giovedì 30 agosto 2007

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO (la responsabilità del contenuto è dell'autore dell'email)

E’ una vergogna che in Italia si vincano i concorsi e non si venga assunti! Io ho partecipato, nel 2004, al concorso per il reclutamento di 24 Sottotenenti di Amministrazione e Commissariato dell'Esercito in Servizio Permanente Effettivo del Ruolo Speciale, classificandomi 17° e non sono stato assunto perché con la Finanziaria 2005 venne effettuato un “taglio” sui posti messi a concorso per risparmiare sulla spesa pubblica: una riduzione di circa l'80% (furono assunti soltanto i primi 6 della graduatoria). Ad oggi, nonostante siamo rimasti soltanto in 18 ad essere idonei non assunti, il Ministero della Difesa non si è preoccupato per niente di far scorrere le graduatorie, riconoscendoci così il sacro santo diritto all’assunzione. Addirittura, negli anni seguenti (2005-2006-2007) il Dicastero ha continuato a bandire altri concorsi per gli stessi ruoli (oltre il danno anche la beffa), effettuando ancora tagli sul numero dei vincitori da assumere. Se ieri potevo essere orgoglioso di servire la Patria, oggi mi vergogno di essere italiano, visto che nessun politico si è mai preoccupato di tutelare un nostro sacrosanto diritto, acquisito vincendo un pubblico concorso che è costato tanto impegno in termini di studio (ben 14 le materie tra Contabilità generale dello Stato, Economia politica, Scienza delle Finanze, e tutte le materie militari), di allenamento (per sostenere tutte le prove fisiche) e di sacrificio economico (considerando le spese sostenute per le sinossi, i viaggi in treno per raggiungere Foligno ed i pernottamenti in albergo). In questi anni sono state fatte alcune interrogazioni parlamentari, che non hanno portato a nessun risultato: soltanto fiumi di pura demagogia per fare campagna elettorale. Insomma, sedotti, sfruttati ed abbandonati al nostro destino da un Ministero che pubblicizza la carriera militare come un investimento sicuro per il futuro dei giovani, ma che all’atto pratico è una vera e propria macchina per il precariato (saranno circa 30.000 i militari che a breve verranno buttati in mezzo ad una strada… e molti di questi sono professionisti che hanno prestato servizio almeno per 3 anni, ed alcuni di essi addirittura per 7-8 anni). Spero tanto pubblichiate questa mia mail per far conoscere alla gente la dura realtà che stanno vivendo i “precari” delle forze armate in Italia per quanto concerne i concorsi del Ministero della Difesa. Grazie.

LETTERA FIRMATA

u.favoino@domofinance.it

martedì 3 luglio 2007

LETTERA PUBBLICATA SUL CORRIERE DELLA SERA E SEGNALATACI GENTILMENTE DALL'AUTORE. GRANDE!E GRAZIE DA PARTE DI TUTTI!!



Vincitori beffati

La mia è l'ennesima noiosa testimonianza di disoccupazione «all'italiana». Ho una laurea in Chimica, votazione più che discreta (110/110), in un'ottima Università italiana (Pisa). Appena laureato ebbi la fortuna di vincere un concorso al ministero della Difesa (Funzionario chimico): vincitore, non idoneo in graduatoria. Malgrado ciò da più di 4 anni aspetto di essere assunto, a causa del blocco delle assunzioni nel pubblico impiego, che oramai vige da non si sa bene quanti anni. Lo Stato smette di assumere però continua a fare concorsi, dando aspettative disattese. La scelta di stabilizzare i precari storici della pubblica amministrazione (sacrosanta e più che meritata!) rischia di trasformarsi in un sopruso per noi «vincitori di concorso in attesa di assunzione » perché adesso queste persone si ritrovano addirittura a passare a tempo indeterminato scavalcandoci. Siamo proprio nel Paese di Pulcinella dove ogni giorno è più facile convincersi che impegnarsi nello studio e nel lavoro non solo non serve ma, peggio, crea solo false aspettative.

LETTERA FIRMATA