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martedì 10 marzo 2009

"Atipici nelle P.A.,vederci chiaro"

10/3/2009
"Atipici nelle P.A.,vederci chiaro"
Brunetta a Tgcom:"Faremo luce"


Nel consueto appuntamento del martedì, il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, intervistato dal direttore di Tgcom Paolo Liguori, ha parlato dei lavoratori atipici nel settore pubblico. "Faremo luce sui contratti a termine, per vedere se sono necessari, questi rapporti non devono per forza trasformarsi a tempo indeterminato", ha detto. "Censiremo le situazioni per capire se ci può essere una spinta clientelare", ha aggiunto.
Nella quinta chiacchierata di "Brunetta 2.0", l'ormai consueta rubrica del martedì del Tgcom, il ministro si è soffermato su diversi spunti proposti dai lettori con le loro domande. Ha iniziato proprio con il lavoro atipico negli enti pubblici finendo poi per parlare anche di piano casa, età pensionalbile delle donne e stipendi dei parlamentari.

"Non chiamateli precari!"
"Nella Pubblica amministrazione esistono lavoratori atipici e flessibili assimilabili a quelli del settore privato, ma non chiamateli precari", ha esordito Brunetta rispondendo alla domanda sul censimento che il suo ministero vuole fare proprio su questa categoria. "Stiamo cercando di capire la natura di questi contratti a termine per ruoli specifici, la loro necessità", ha aggiunto. E ancora: "Secondo il sindacalismo estremo questi rapporti devono per forza diventare a tempo indeterminato, ma non è detto, se appunto la loro stagionalità è legata a un compito da svolgere in un lasso di tempo preciso".

"Ora cercheremo di capire quanti sono, cosa fanno questi lavoratori e per quanto tempo, non vorrei che per colpa di alcuni di loro, i vincitori di concorso siano rimasti spiazzati e senza lavoro, anche perché temo che un po' di questa gente lavori con 'chiamata diretta' figlia di un brutto rapporto clientelare", ha detto ancora il ministro.
Brunetta ha aggiunto che il censimento è partito, sarà aggiornato settimana dopo settimana e durerà un mese. "Io non voglio licenziare nessuno, voglio che la P.A. funzioni perché il pubblico non rappresenta un ammortizzatore sociale, voglio mantenere i lavoratori atipici 'seri' e allo stesso tempo garantire chi deve essere garantito".

L'assegno di disoccupazione ai co.co.pro
Rispondendo a una specifica domanda di un lettore, il ministro ha affermato di stare pensando a delle misure per dare una mano ai co.co.pro rimasti senza lavoro. "Sulla carta -ha affermato- si tratta di lavoratori autonomi e come tali non hanno diritto a un assegno di disoccupazione. Di fatto in molti casi è finto lavoro autonomo perché il committente è uno e si configura una sorta di rapporto di dipendenza. Stiamo pensando a un ammortizzatore sociale per questa categoria che comprende circa 150mila persone, ma non è facile".

LINK ARTICOLO TGCOM

sabato 18 ottobre 2008

No Gelmini day e i co.co.co della scuola...



Come rispondere a questa signora? Scrivetelo nei commenti

martedì 30 settembre 2008

Roma, 30 set. - (Adnkronos)- Valentina Benni e' brava, certo, ma non ha vinto il concorso e nella pubblica amministrazione si entra solo per concorso. Cosi' il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in un'intervista a "La Repubblica", ritorna sul caso della precaria Valentina Benni, premiata per i suoi meriti ma che non ha ottenuto l'assunzione a tempo indeterminato in base ad una norma collegata alla Finanziaria che blocca la stabilizzazione di 50mila dipendenti pubblici anche se gia' inseriti in graduatoria. "Dovra' vincere un concorso -dice Brunetta- non lo dico io ma la Costituzione".

"In Italia -aggiunge il ministro- nello Stato si entra per concorso e quando ci sono posti disponibii. Non sarebbe giusto scavalcare chi lo ha gia' vinto come non e' giusto creare illusioni in chi cerca un impiego a tempo pieno". E per i meritevoli ma precari da anni la speranza arriva, dice il ministro, "in base a una norma da me proposta ma che dovra' essere approvata dal Parlamento" grazie alla quale "potranno esserci concorsi riservati per una quota del 40%, e destinati a chi ha gia' lavorato nella funzione pubblica con contratti atipici".

Riguardo la trattativa con i sindacati per i contratti del pubblico impiego, Brunetta aggiunge: "Non c'e' alcun ultimatum. La partita e' ancora tutta da giocare riguardo a come le risorse previste dalla Finanziaria in termini di produttivita', efficienza e meriti. I contratti non sono prendere o lasciare, la manovra - e le cifre stanziate - invece si': ci sono tre miliardi, niente di piu', niente di meno e non c'e' spazio per balletti di cifre".

LINK NOTIZIA
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LA REPUBBLICA DEL 30 SETTEMBRE 2008: STATALI, SI ENTRA SOLO PER CONCORSO

CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO CON L'INTERVISTA AL MINISTRO BRUNETTA

sabato 26 luglio 2008

Nella finanziaria norma contro le stabilizzazioni dei precari

Stop ad assunzione dopo controversie

La manovra "anti-precari" appena approdata in Senato contiene una misura che, una volta diventata legge, renderà "permanente" la loro condizione. Secondo quanto apprende l'agenzia Agi, un emendamento del governo, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera e recepito dal maxiemendamento, preclude in sostanza ai lavoratori precari la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del loro rapporto di lavoro.

Finora il giudice, che riscontrava irregolarità sul ricorso ad uno o più contratti a termine, poteva obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Ma sembra non sarà più così.

La manovra prevede che il giudice dovrà limitarsi ad applicare all'azienda una sanzione di entità variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità (la stessa prevista per le imprese al di sotto dei 15 dipendenti). La nuova norma, sempre che il Senato non modificherà il testo, si dovrà applicare anche ai giudizi in corso all'entrata in vigore della legge.

Stando così le cose, il datore di lavoro potrà effettuare una serie pressoché infinita di contratti a termine rischiando al massimo una sanzione di importo pari a sei mensilità.(

Confindustria: "Direzione giusta"
La norma "anti-precari", contenuta nella manovra ora all'esame del Senato, "va nella giusta direzione": questo il giudizio del direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta, in merito alla misura che preclude per il lavoratore precario la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del contratto, in caso di irregolarità accertate. "Un po' di semplificazione - spiega Beretta - e di minor rigidità è quello che serve al mercato del lavoro. In questo, come in altri casi, non è di sanzioni che abbiamo bisogno ma di norme praticabili, che abbiano un senso logico rispetto alla reale situazione".

Cgil: "La norma è iniqua"
"Si aumenta la disparità tra lavoratori e imprese", dando a queste ultime "mano libera" sull'utilizzo dei contratti a termine, spiega Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil con delega al mercato del lavoro. La norma prevede, in caso di irregolarità nella causale di utilizzo del contatto a termine, l'obbligo per le imprese di indennizzare il lavoratore precario, ma non di riammetterlo al posto di lavoro. E' una misura "molto negativa - aggiunge Fammoni - che lascia aperta ogni possibilità per le aziende sull'uso del contratto a termine, senza che, in caso di irregolarità, queste abbiano alcuna ripercussione futura".

Fonte: Tgcom
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lunedì 17 dicembre 2007

SACCONI (FI): La finanziaria amplia la stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni

La norma contenuta nel maxiemendamento alla legge finanziaria "amplia ancor piu’ pericolosamente la stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni, perche’ da’ forza di legge a tutte le intese locali". Lo ha dichiarato in una nota il senatore di Forza Italia, Maurizio Sacconi. Molte di queste intese locali "contengono l’opposto dell’emendamento D’Amico, approvato dal Senato, ovvero la riserva totale ai precari delle nuove assunzioni con esclusione quindi dei vincitori di concorso e tanto piu’ degli idonei. Che dira’ ora il senatore D’Amico?".

lunedì 19 novembre 2007

La Finanziaria 2008 e i precari del pubblico impiego


di Antonio Maglietta - 17 novembre 2007

La Finanziaria 2008, dopo l'approvazione al Senato, passerà alla Camera. Durante il dibattito a Palazzo Madama è stato chiaro l'imbarazzo di molti moderati del centrosinistra nel votare sì ad alcuni articoli molto discutibili come, ad esempio, l'articolo 93 sulle norme in materia di reclutamento nel pubblico impiego. Il nucleo del citato articolo riguarda, soprattutto, alcune modifiche all'impianto della Finanziaria 2007 sulla sanatoria dei precari del pubblico impiego. E' stato pubblicizzato come un successo epocale l'aver previsto che i precari reclutati nella Pubblica Amministrazione, senza aver superato un concorso, ora avranno l'obbligo di farne uno qualora beneficiassero delle procedure di stabilizzazione, dimenticando però, colpevolmente, che senza la previsione di alcuna procedura selettiva, le norme sulle stabilizzazioni, come già asserito fin da subito da esponenti di Forza Italia, con riferimento alla Finanziaria 2007, sono palesemente incostituzionali. Infatti la sentenza n. 205 del 2004 della Corte Costituzionale sancisce che: «Anche in regime di impiego pubblico privatizzato, infatti, il collocamento in ruolo costituisce la modalità attraverso la quale si realizza l'inserimento stabile dell'impiegato in un posto della pianta organica di una pubblica amministrazione, cosicché la garanzia del concorso pubblico non può che riguardare anche l'ipotesi di mera trasformazione di un rapporto contrattuale a tempo indeterminato in rapporto di ruolo, allorché - come si è detto - l'accesso al suddetto rapporto non di ruolo non sia a sua volta avvenuto mediante una procedura concorsuale».
Ma le criticità dell'articolo 93 della Finanziaria 2008 non finiscono qui. Ad esempio si sposta alla data del 28 settembre 2007, differendola di un anno, il limite temporale prima del quale la stipula del contratto a tempo determinato permette l'acquisto, da parte del lavoratore, del beneficio di poter accedere alle procedure di stabilizzazione. In pratica, un dipendente pubblico che ha stipulato un contratto a tempo determinato, ad esempio, alla data del 27 settembre di quest'anno, si ritroverà l'impropria patente di «precario» in tasca, con solo qualche mese di anzianità lavorativa alle spalle, e la possibilità di venire stabilizzato secondo il combinato disposto Finanziaria 2007 e 2008. Una vera e propria presa in giro nei confronti dei precari storici con tanti anni di anzianità di servizio sul groppone. La formulazione dell'articolo, così come è, determinerà con tutta probabilità anche un pericoloso aumento del contenzioso con le pubbliche amministrazioni, con grave danno alle casse dello Stato. Infatti, a dispetto di un fondo esiguo (60 milioni di euro in tre anni - 20 milioni ogni anno - che si aggiungono ai 50 milioni già stanziati con la manovra 2007), con il quale sarebbero possibili solo 2/3000 stabilizzazioni, si promette il «paradiso» del posto fisso ad una potenziale platea di circa 120.000 impiegati pubblici con contratto a tempo determinato.
Insomma, dopo aver cestinato il criterio del merito, dimenticando la questione aperta dei vincitori di concorso e degli idonei non assunti, il governo sta affrontando la questione «precari del pubblico impiego» con la sindrome «dottor Jeckyll e Mr. Hyde». Infatti, si traveste da buon dottor Jeckyll quando promette il paradiso del posto fisso a circa 120.000 impiegati pubblici con contratto a tempo determinato, salvo poi assumere le sembianze del cattivo Mr. Hyde quando finanzia l'operazione con una mancia caritatevole e misericordiosa di 110 milioni di euro che in realtà ne stabilizzerebbe solo 2/3000. La «doppia faccia» è tanto paradossale quanto drammatica se si pensa che alcune persone, dopo la promessa del posto fisso, si ritroveranno con un pugno di mosche in mano. Non sarebbe stato meglio non illudere la gente e dire, sin da subito, che i soldi per le stabilizzazioni non ci sono? Invece no. Abbiamo assistito alla vittoria della demagogia dell'area comunista/antagonista del centrosinistra che non ha perso tempo nell'esprimere la propria soddisfazione: «E' una grande vittoria di tutta la sinistra» hanno affermato i capigruppo al Senato di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani, - Russo Spena, Salvi e Palermi. «Abbiamo lavorato su questo articolo e ai suoi successivi emendamenti insieme, con grande fatica e impegno comuni, avendo individuato in questo obiettivo di civiltà uno dei principali punti di avanzamento sociale che la Finanziaria ci avrebbe consentito di fare». E ancora: «Un passo importante per la lotta al precariato che si aggiunge alle prime misure approvate già dall'altr'anno e che, dopo le prime vittorie nel settore pubblico, dovrà estendersi anche al settore privato». L'avvertimento è chiaro.
Dopo la vittoria nel pubblico impiego, ora tocca al settore privato e, quindi, l'attenzione si sposta sul disegno di legge che recepisce il protocollo sul welfare del 23 luglio scorso, ora in discussione in commissione Lavoro alla Camera. Su questo provvedimento, la spaccatura tra moderati e comunisti/antagonisti è profonda e nessuna delle due parti si può permettere di cedere all'altra perché la posta in gioco è altissima: la dignità politica ed il consenso elettorale, in breve l'esistenza stessa di queste formazioni politiche. I moderati non possono cedere perché la loro linea è stata già sonoramente sconfitta al Senato, mentre l'area comunista/antagonista non può permettersi di non portare a casa l'abolizione del job on call, messo da sempre sotto accusa come classico esempio di lavoro precarizzante, o l'abolizione del tetto sui lavori usuranti, che però farebbe saltare la copertura finanziaria del provvedimento, oltre a provocare un considerevole aumento della spesa pubblica. Tuttavia l'intesa, quando ci sono di mezzo le poltrone del potere, è sempre possibile, ma è pure vero, però, che sarebbe un accordo talmente al ribasso che sancirlo porterebbe più guasti nel lungo periodo (in termini di consensi nel proprio elettorato) della scelta, invece, di far saltare il banco e quindi l'intero accordo politico sul welfare.

Antonio Maglietta

martedì 17 aprile 2007

LAVORO: DAMIANO, 3 MILIONI DI LAVORATORI PRECARI

LAVORO: DAMIANO, 3 MILIONI DI LAVORATORI PRECARI
(ANSA) - ROMA, 17 APR - In Italia ci sono 3 milioni di lavoratori con contratto non standard (quello a tempo pieno e indeterminato), 1,5 dei quali impegnati un rapporto di lavoro a progetto. I dati arrivano dal ministro del lavoro, Cesare Damiano, che oggi in una audizione alla Camera sul lavoro precario ha ricordato le iniziative del governo sul fronte della stabilizzazione dei lavoratori precari a partire dai vantaggi sul cuneo fiscale utilizzabili solo dai lavoratori con contratto a tempo indeterminato. (ANSA).

giovedì 12 aprile 2007

PUBBLICO IMPIEGO: NICOLAIS,ENTRO PROSSIMA SETTIMANA DIRETTIVA SU PRECARI =

PUBBLICO IMPIEGO: NICOLAIS,ENTRO PROSSIMA SETTIMANA DIRETTIVA SU PRECARI =
(ASCA) - Roma, 12 apr - Entro la prossima settimana sara' presentata la direttiva sulla stabilizzazione dei precari nella Pubblica Amministrazione. Lo ha assicurato il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais.
''La direttiva per la stabilizzazione dei precari - ha detto a margine di un convegno - e' stata mandata a tutte le sigle sindacali, penso di poterla emanare entro la fine della prossima settimana''.

mercoledì 11 aprile 2007

STATALI: PRECARI; BALDELLI, SU CIRCOLARE ENNESIMO PASTICCIO

STATALI: PRECARI; BALDELLI, SU CIRCOLARE ENNESIMO PASTICCIO

(ANSA) - ROMA, 11 APR - ''Ci piacerebbe capire se'' la circolare contenente le linee guida per la stabilizzazione dei precari nella Pubblica amministrazione ''alla fine c'e' o non c'e'''. E' quanto chiede il deputato di Forza Italia Simone Baldelli.
''Il 4 aprile scorso - ricorda l'esponente azzurro - il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti in risposta ad un question time di Forza Italia alla Camera sulle cosiddette stabilizzazioni nella Pubblica Amministrazione aveva dichiarato che la circolare contenente le linee guida era stata inviata sia alle amministrazioni, sia all'Aran. Oggi, invece - prosegue Baldelli - apprendiamo dal ministro Nicolais che la direttiva deve ancora essere mandata ai vari sindacati, il che rappresenta una procedura assai curiosa, per poter poi avviare assunzioni e stabilizzazioni. A questo punto e' chiaro che uno dei due Ministri non ha detto la verita'''.
Secondo il deputato di Forza Italia, ''come conferma anche questo 'caso' relativo alla circolare, e' evidente che in tema di precariato nel pubblico impiego il governo sta combinando un pasticcio dietro l'altro, lasciando le amministrazioni nel caos, dopo aver ingenerato irresponsabilmente in molti lavoratori delle aspettative, che nella maggior parte dei casi rischiano di andare deluse''.(ANSA).

lunedì 26 marzo 2007

La battaglia prende piede in tv...

Cari amici,
vi postiamo un link http://controadinolfi.ilcannocchiale.it/ dove è possibile vedere l'intervento del 26.03.07 dell'on.Simone Baldelli nel programma radiofonico (ed online) Controadinolfi a cura del famoso blogger romano Mario Adinolfi. Si è parlato anche del tema a noi caro!

mercoledì 21 marzo 2007

BALDELLI (FI), SU PRECARI PUBBLICI SI CONFERMA PASTICCIO

In tema di precariato nel pubblico impiego, quanto accaduto oggi al Ministero della Funzione Pubblica, con l’occupazione della sala da parte delle rappresentanze di base Cub, e la costituzione diquest’altro tavolo permanente con i sindacati, che rinvia ad ulteriori tavoli tecnici, in barba al Parlamento e agli enti locali, conferma la nostra tesi rilanciata oggi anche dai sindacati, secondo cui ilGoverno e la maggioranza hanno combinato un enorme ed ingestibile pasticcio demagogico di cui dovrebbero chiedere scusa a tutti i cittadini, a partire dagli stessi precari.
Dopo l’irresponsabile approvazione di norme irrazionali all’interno della Finanziaria, infatti, il Ministro Nicolais non è più in grado di coordinare i diversi comparti come enti locali, università, regioni edenti di ricerca. Nelle amministrazioni locali ancora nessuno sa come vanno applicate queste norme. E ciò che è ancora più incredibile è che alla fine non si è riusciti neppure a dare una definizione di questicosiddetti precari, cosicché si rischia di mettere sullo stesso piano un lavoratore flessibile che da oltre cinque anni collabora con la pubblica amministrazione e chi fa il portaborse di un sindaco da menodi un anno.
A questo proposito e tanto per iniziare a fare chiarezza, il Ministro Nicolais potrebbe iniziare col dirci quanti sono i precari storici, diciamo con più di 5 anni di anzianità, e dove dovrebbero esserestabilizzati.

21/03/2007

lunedì 19 febbraio 2007

Interpellanza urgente al governo!

L'on. Simone Baldelli, insieme ad altri parlamentari di Forza Italia, ha presentato una interpellanza urgente al Governo sulle norme della legge finanziaria 2007 riguardanti le assunzioni a tempo indeterminato dei cosiddetti "precari" nella Pubblica Amministrazione, rilevando il problema dell'incostituzionalità di alcune norme, delle difficoltà finanziarie e gestionali di questa operazione, oltre alla discriminazione verso gli idonei che hanno superato un concorso pubblico.

Se anche tu hai superato un concorso pubblico, ma non sei stato assunto, invia una e-mail a vincitoridiconcorso@hotmail.it. Se conosci persone interessate a questo tema ti preghiamo di diffondere questa nota e l'indirizzo di posta elettronica cui inviare le e-mail di sostegno all'iniziativa.

Qui di seguito il testo dell'interpellanza:

Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00374
presentata da
SIMONE BALDELLI
mercoledì 14 febbraio 2007 nella seduta n.109

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che:

il Governo, alla scopo di favorire la stabilizzazione del personale a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni ha introdotto nella legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006) una serie di norme non chiare e secondo gli interpellanti apparentemente incostituzionali, che stanno creando numerosi problemi in termini di contenzioso, di bilanci degli enti locali e di gestione anche a causa delle pressioni dirette ad assumere in maniera esclusiva tutti i cosiddetti «precari»;

la norma prevede la stabilizzazione del personale che ha fatto una selezione solo a tempo determinato e tale selezione non può valere per l'assunzione a tempo indeterminato, poiché alla selezione per incarichi a tempo determinato hanno partecipato solo candidati interessati ad un rapporto a termine, e a tal proposito si vedano le sentenze della Corte Costituzionale, 205/2006 e 363/2006;

i criteri individuati dai commi 417, 519, 558, 565, 566, 940 e 1156 lettera F sono diversi e non coerenti, e vanno a comprendere anche:
coloro che hanno meno di un anno di anzianità, visto che è sufficiente avere un contratto alla data del 29 settembre;
coloro che hanno avuto contratti con diverse amministrazioni in periodi diversi;
coloro che hanno lavorato nei gabinetti di incarichi politici;
coloro che non hanno fatto selezione, potendogliela fare dopo appositamente;

dopo anni di blocco e di relative proroghe di graduatorie vi sono oltre 70.000 vincitori di concorso ed altrettanti idonei che potrebbero vantare un diritto maggiore e costituzionalmente legittimo di essere assunti;



l'insieme di norme crea una disparità di trattamento in quanto le diverse amministrazioni possono derogare al concorso pubblico in modo diverso:

il comma 519 per i ministeri prevede solo il personale a tempo determinato con precisi limiti temporali già richiamati;

il comma 558 per regioni ed enti locali prevede anche gli LSU;

il comma 565 per le ASL fa riferimento a tutto ciò che non rientra nei contratti a tempo indeterminato (TD, co.co.co, somministrazione, LSU) senza prevedere una anzianità minima;

il comma 417 consente per tutte le amministrazioni la stabilizzazione di tutte le tipologie «non a tempo indeterminato» senza prevedere fattispecie e durata minima;

il comma 1156 consente ai comuni sotto i 5.000 abitanti di stabilizzare solo gli LSU che appartengano ai profili bassi;

tali differenze, non essendo fondate razionalmente, creano situazioni di disparità incostituzionali in quanto non razionali, consentendo alle amministrazioni di individuare i propri precari con regolamento;

quest'anno le amministrazioni sottoposte al Patto di stabilità comprenderanno in questo anche le spese di personale senza avere dei tetti specifici su tale spesa, ma solo un principio debole di riduzione della spesa (comma 557), senza obiettivi e sanzioni, e questo dato insieme alle norme sulla stabilizzazione porterà ad una crescita del personale e della relativa spesa, impedendo di fatto di poter fare il reclutamento necessario;

attraverso la stabilizzazione degli LSU, che appartengono alle categorie meno alte, le pubbliche amministrazioni dovranno ricreare i profili di basso livello che fanno riferimento a funzioni che ormai dovrebbero essere state esternalizzate anche attraverso la creazione di società partecipate dalle amministrazioni;

dopo aver portato le amministrazioni a ridurre gli organici, oggi, le stesse sono costrette a riempire i posti solo con il personale generico, dato che il 90 per cento del personale precario non ricopre profili specialistici, tranne negli enti di ricerca;

inoltre, le organizzazioni sindacali stanno dicendo che le assunzioni dei precari sono da computare, pur se riservate, come assunzioni esterne per consentire sui posti rimanenti di fare i concorsi riservati ai dipendenti interni, e questo impedirebbe di destinare i posti degli organici ai concorsi pubblici;

le norme per la stabilizzazione dei co.co.co nelle pubbliche amministrazioni, prevedendo che il 60 per cento dei posti messi a concorso per il tempo determinato vengano riservati, obbligatoriamente ai propri co.co.co., generano ulteriori aspettative in tale, personale, che avrà così avuto due rapporti con la stessa amministrazione -:

se il Governo non intenda assumere iniziative per correggere al più presto questa normativa che, manifestando possibili profili di incostituzionalità, crea disparità di trattamento, genera difficoltà di natura finanziaria, e comporta problemi di carattere gestionale all'interno del sistema pubblico.

(2-00374)
«Baldelli, Giacomoni, Pelino, Alfredo Vito, Cossiga, La Loggia, Mistrello Destro, Fedele, Fallica, Testoni, Vitali, Bruno, Picchi, Boscetto, Gregorio Fontana, Baiamonte, Bocciardo, Mazzaracchio, Azzolini, Paniz, Gardini, Ceccacci Rubino, Zanetta, Marinello, Sanza, Ricevuto, Palmieri, Della Vedova, Licastro Scardino, Uggè, Di Centa, Lainati, Minardo, Palumbo, Galli, Bertolini, Paoletti Tangheroni, Luciano Rossi, Rosso, Gianfranco Conte, Casero, Bondi, Valentini, Cesaro, Nicola Cosentino, Mondello, Gelmini, Aprea, Moroni, Ravetto, Scajola, Aracu, Crimi, Adornato, D'Ippolito Vitale, Giro, Pescante, Rivolta, Jannone, Martino, Iannarilli»
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