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venerdì 30 novembre 2007

FINANZIARIA:GOVERNO,EVASIONE E'GIOCO A DUE, PIU' CHANCE FURBI

ROMA, 30 NOV - La lotta all'evasione? Come un gioco a due, vince chi e' piu' intelligente.
E' il senso della lunga relazione illustrativa all'emendamento del Governo alla Finanziaria che punta a
modificare le norme introdotte al Senato per assumere nuovi ispettori del Fisco all'Agenzia delle Entrate chiedendo di avere 'mani piu' libere' nella selezione del nuovo personale.
Infatti - si spiega - se la lotta all'evasione fosse un gioco sarebbe come ''un gioco a due'' e la caratteristica del gioco sarebbe che una delle due parti, il potenziale evasore, ''avrebbe molte piu' chance di vincere rispetto a chi interpreta la parte del Fisco''. Per questo dalla parte del Fisco ci vogliono persone 'furbe' anche perche' ''la variabile deterrenza'' e' influenzata ''fondamentalmente dal fattore intelligenza''. E ''il testo della disposizione approvata dal Senato non risponde all'esigenza prospettata''.
Tornando al 'gioco lotta all'evasione' il Governo spiega quindi che ''il giocatore che in questo gioco ha molte meno possibilita' di vincere non puo' permettersi di sbagliare le poche carte che ha e questo significa che deve saperle sfruttare dando fondo a tutte le sue migliori energie intellettuali. Che ovviamente sono giocabili solo se e in quanto se ne disponga''.
E proprio questo chiede il Governo: di disporre dei migliori.
Cioe' quelli che nei recenti concorsi hanno raggiunto un voto massimo (tra 27 e 30). Questa percentuale sarebbe del 40% negli ultimi concorsi ed appena dell'1% tra gli idonei dei vecchi concorsi.

lunedì 19 novembre 2007

La Finanziaria 2008 e i precari del pubblico impiego


di Antonio Maglietta - 17 novembre 2007

La Finanziaria 2008, dopo l'approvazione al Senato, passerà alla Camera. Durante il dibattito a Palazzo Madama è stato chiaro l'imbarazzo di molti moderati del centrosinistra nel votare sì ad alcuni articoli molto discutibili come, ad esempio, l'articolo 93 sulle norme in materia di reclutamento nel pubblico impiego. Il nucleo del citato articolo riguarda, soprattutto, alcune modifiche all'impianto della Finanziaria 2007 sulla sanatoria dei precari del pubblico impiego. E' stato pubblicizzato come un successo epocale l'aver previsto che i precari reclutati nella Pubblica Amministrazione, senza aver superato un concorso, ora avranno l'obbligo di farne uno qualora beneficiassero delle procedure di stabilizzazione, dimenticando però, colpevolmente, che senza la previsione di alcuna procedura selettiva, le norme sulle stabilizzazioni, come già asserito fin da subito da esponenti di Forza Italia, con riferimento alla Finanziaria 2007, sono palesemente incostituzionali. Infatti la sentenza n. 205 del 2004 della Corte Costituzionale sancisce che: «Anche in regime di impiego pubblico privatizzato, infatti, il collocamento in ruolo costituisce la modalità attraverso la quale si realizza l'inserimento stabile dell'impiegato in un posto della pianta organica di una pubblica amministrazione, cosicché la garanzia del concorso pubblico non può che riguardare anche l'ipotesi di mera trasformazione di un rapporto contrattuale a tempo indeterminato in rapporto di ruolo, allorché - come si è detto - l'accesso al suddetto rapporto non di ruolo non sia a sua volta avvenuto mediante una procedura concorsuale».
Ma le criticità dell'articolo 93 della Finanziaria 2008 non finiscono qui. Ad esempio si sposta alla data del 28 settembre 2007, differendola di un anno, il limite temporale prima del quale la stipula del contratto a tempo determinato permette l'acquisto, da parte del lavoratore, del beneficio di poter accedere alle procedure di stabilizzazione. In pratica, un dipendente pubblico che ha stipulato un contratto a tempo determinato, ad esempio, alla data del 27 settembre di quest'anno, si ritroverà l'impropria patente di «precario» in tasca, con solo qualche mese di anzianità lavorativa alle spalle, e la possibilità di venire stabilizzato secondo il combinato disposto Finanziaria 2007 e 2008. Una vera e propria presa in giro nei confronti dei precari storici con tanti anni di anzianità di servizio sul groppone. La formulazione dell'articolo, così come è, determinerà con tutta probabilità anche un pericoloso aumento del contenzioso con le pubbliche amministrazioni, con grave danno alle casse dello Stato. Infatti, a dispetto di un fondo esiguo (60 milioni di euro in tre anni - 20 milioni ogni anno - che si aggiungono ai 50 milioni già stanziati con la manovra 2007), con il quale sarebbero possibili solo 2/3000 stabilizzazioni, si promette il «paradiso» del posto fisso ad una potenziale platea di circa 120.000 impiegati pubblici con contratto a tempo determinato.
Insomma, dopo aver cestinato il criterio del merito, dimenticando la questione aperta dei vincitori di concorso e degli idonei non assunti, il governo sta affrontando la questione «precari del pubblico impiego» con la sindrome «dottor Jeckyll e Mr. Hyde». Infatti, si traveste da buon dottor Jeckyll quando promette il paradiso del posto fisso a circa 120.000 impiegati pubblici con contratto a tempo determinato, salvo poi assumere le sembianze del cattivo Mr. Hyde quando finanzia l'operazione con una mancia caritatevole e misericordiosa di 110 milioni di euro che in realtà ne stabilizzerebbe solo 2/3000. La «doppia faccia» è tanto paradossale quanto drammatica se si pensa che alcune persone, dopo la promessa del posto fisso, si ritroveranno con un pugno di mosche in mano. Non sarebbe stato meglio non illudere la gente e dire, sin da subito, che i soldi per le stabilizzazioni non ci sono? Invece no. Abbiamo assistito alla vittoria della demagogia dell'area comunista/antagonista del centrosinistra che non ha perso tempo nell'esprimere la propria soddisfazione: «E' una grande vittoria di tutta la sinistra» hanno affermato i capigruppo al Senato di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani, - Russo Spena, Salvi e Palermi. «Abbiamo lavorato su questo articolo e ai suoi successivi emendamenti insieme, con grande fatica e impegno comuni, avendo individuato in questo obiettivo di civiltà uno dei principali punti di avanzamento sociale che la Finanziaria ci avrebbe consentito di fare». E ancora: «Un passo importante per la lotta al precariato che si aggiunge alle prime misure approvate già dall'altr'anno e che, dopo le prime vittorie nel settore pubblico, dovrà estendersi anche al settore privato». L'avvertimento è chiaro.
Dopo la vittoria nel pubblico impiego, ora tocca al settore privato e, quindi, l'attenzione si sposta sul disegno di legge che recepisce il protocollo sul welfare del 23 luglio scorso, ora in discussione in commissione Lavoro alla Camera. Su questo provvedimento, la spaccatura tra moderati e comunisti/antagonisti è profonda e nessuna delle due parti si può permettere di cedere all'altra perché la posta in gioco è altissima: la dignità politica ed il consenso elettorale, in breve l'esistenza stessa di queste formazioni politiche. I moderati non possono cedere perché la loro linea è stata già sonoramente sconfitta al Senato, mentre l'area comunista/antagonista non può permettersi di non portare a casa l'abolizione del job on call, messo da sempre sotto accusa come classico esempio di lavoro precarizzante, o l'abolizione del tetto sui lavori usuranti, che però farebbe saltare la copertura finanziaria del provvedimento, oltre a provocare un considerevole aumento della spesa pubblica. Tuttavia l'intesa, quando ci sono di mezzo le poltrone del potere, è sempre possibile, ma è pure vero, però, che sarebbe un accordo talmente al ribasso che sancirlo porterebbe più guasti nel lungo periodo (in termini di consensi nel proprio elettorato) della scelta, invece, di far saltare il banco e quindi l'intero accordo politico sul welfare.

Antonio Maglietta

lunedì 2 luglio 2007

Mercoledì e giovedì inizierà la discussione in commissione Lavoro della Camera sulla risoluzione Baldelli sui fondi per i vincitori di concorso

Convocazione della XI Commissione
(Lavoro pubblico e privato)

Mercoledì 4 luglio 2007

Ore 11.30 RISOLUZIONI
- 7-00221 Baldelli: Inversione dei limiti di spesa previsti dai commi 523 e 526 dell’articolo unico della legge finanziaria per il 2007 (discussione)


Giovedì 5 luglio 2007
Ore 14.45 RISOLUZIONI
- 7-00221 Baldelli: Inversione dei limiti di spesa previsti dai commi 523 e 526 dell’articolo unico della legge finanziaria per il 2007 (seguito discussione)

venerdì 23 febbraio 2007

Ordine del giorno che impegna il governo!

Nel corso della seduta n. 114 di giovedì 22 febbraio 2007, nel dibattito alla Camera sul milleproroghe -Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 300 del 2006: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni di delegazione legislativa (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (A.C. 2114-B) -, il Governo ha accolto un ordine del giorno presentato dall'On. Simone Baldelli in merito alla deroga, presente nel "milleproroghe", al divieto di assunzioni per gli enti che non abbiano rispettato il patto di stabilità interno così come previsto dalla Finanziaria 2007 all'articolo 1, comma 561.

Ecco il testo dell'ordine del giorno:


ORDINE DEL GIORNO
presentato da
SIMONE BALDELLI


La Camera, premesso che:

nella legge finanziaria per l'anno 2007, all'articolo 1, comma 561 è disposto che: «Gli enti che non abbiano rispettato per l'anno 2006 le regole del patto di stabilità interno non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipo di contratto»;


nel disegno di legge, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, di conversione del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, all'articolo 6, comma 8-sexies è prevista una grave deroga al divieto di nuove assunzioni per inosservanza del patto di stabilità interno previsto dalla legge finanziaria per l'anno 2007;


l'eliminazione della sanzione inficia il principio di premialità e viola il principio costituzionale del buon andamento della Pubblica Amministrazione ed in particolare il criterio generale dell'economicità

impegna il Governo

a predisporre interventi urgenti di indirizzo finalizzati a far sì che, per gli enti che non abbiano rispettato per l'anno 2006 le regole del patto di stabilità interno,le nuove assunzioni, ove rispondano a reali necessità funzionali e gestionali dell'ente, avvengano previo superamento di prove selettive pubbliche, ove non sia possibile il ricorso alle graduatorie degli idonei in vigore.
9/2114-B/19.(Testo modificato nel corso della seduta) Baldelli.