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martedì 10 marzo 2009

P.A.: BALDELLI (PDL), CON CENSIMENTO PRECARI CHIAREZZA E TRASPARENZA

Roma, 10 mar. (Adnkronos)- "Il monitoraggio varato oggi dal ministro Brunetta sui lavoratori flessibili del pubblico impiego e' una operazione di trasparenza e di chiarezza assolutamente necessaria per far emergere numeri, modalita' e criticita' di un fenomeno che troppo spesso e' stato terreno di speculazione politica". E' quanto dichiara Simone Baldelli, Vice Presidente del gruppo del Pdl alla Camera e componente della commissione lavoro di Montecitorio.

"Con il monitoraggio, infatti, -sottolinea Baldelli- si comprendera' quanti sono, come sono stati assunti e se abbiano diritto o meno di essere stabilizzati questi lavoratori temporanei, e si porra' dunque fine all'improbabile balletto di cifre che abbiamo ascoltato in questi ultimi anni, da quando la sinistra italiana si e' avventurata nella improvvida e rovinosa battaglia delle cosiddette stabilizzazioni, grazie alla quale proprio la stessa sinistra italiana ha illuso e deluso questi lavoratori".
"E' importante in questa fase anche l'attenzione che il ministro Brunetta sapra' dedicare ad un'altra forma vergognosa e diffusa di precariato nel pubblico impiego: quella dei molti giovani che, essendo stati chiamati nella pubblica amministrazione attraverso un bando a prepararsi per una prova selettiva, hanno vinto questa prova ed ora aspettano da anni, senza stipendio e senza certezze, di essere assunti come invece avrebbero diritto" afferma ancora Baldelli.

tratto dal blog dell'on. Simone Baldelli

"Atipici nelle P.A.,vederci chiaro"

10/3/2009
"Atipici nelle P.A.,vederci chiaro"
Brunetta a Tgcom:"Faremo luce"


Nel consueto appuntamento del martedì, il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, intervistato dal direttore di Tgcom Paolo Liguori, ha parlato dei lavoratori atipici nel settore pubblico. "Faremo luce sui contratti a termine, per vedere se sono necessari, questi rapporti non devono per forza trasformarsi a tempo indeterminato", ha detto. "Censiremo le situazioni per capire se ci può essere una spinta clientelare", ha aggiunto.
Nella quinta chiacchierata di "Brunetta 2.0", l'ormai consueta rubrica del martedì del Tgcom, il ministro si è soffermato su diversi spunti proposti dai lettori con le loro domande. Ha iniziato proprio con il lavoro atipico negli enti pubblici finendo poi per parlare anche di piano casa, età pensionalbile delle donne e stipendi dei parlamentari.

"Non chiamateli precari!"
"Nella Pubblica amministrazione esistono lavoratori atipici e flessibili assimilabili a quelli del settore privato, ma non chiamateli precari", ha esordito Brunetta rispondendo alla domanda sul censimento che il suo ministero vuole fare proprio su questa categoria. "Stiamo cercando di capire la natura di questi contratti a termine per ruoli specifici, la loro necessità", ha aggiunto. E ancora: "Secondo il sindacalismo estremo questi rapporti devono per forza diventare a tempo indeterminato, ma non è detto, se appunto la loro stagionalità è legata a un compito da svolgere in un lasso di tempo preciso".

"Ora cercheremo di capire quanti sono, cosa fanno questi lavoratori e per quanto tempo, non vorrei che per colpa di alcuni di loro, i vincitori di concorso siano rimasti spiazzati e senza lavoro, anche perché temo che un po' di questa gente lavori con 'chiamata diretta' figlia di un brutto rapporto clientelare", ha detto ancora il ministro.
Brunetta ha aggiunto che il censimento è partito, sarà aggiornato settimana dopo settimana e durerà un mese. "Io non voglio licenziare nessuno, voglio che la P.A. funzioni perché il pubblico non rappresenta un ammortizzatore sociale, voglio mantenere i lavoratori atipici 'seri' e allo stesso tempo garantire chi deve essere garantito".

L'assegno di disoccupazione ai co.co.pro
Rispondendo a una specifica domanda di un lettore, il ministro ha affermato di stare pensando a delle misure per dare una mano ai co.co.pro rimasti senza lavoro. "Sulla carta -ha affermato- si tratta di lavoratori autonomi e come tali non hanno diritto a un assegno di disoccupazione. Di fatto in molti casi è finto lavoro autonomo perché il committente è uno e si configura una sorta di rapporto di dipendenza. Stiamo pensando a un ammortizzatore sociale per questa categoria che comprende circa 150mila persone, ma non è facile".

LINK ARTICOLO TGCOM

mercoledì 7 gennaio 2009

ANNUNCIO

ABBIAMO SAPUTO DA ALCUNI UTENTI DI QUESTO GRUPPO CHE FINALMENTE DOVREBBERO INIZIARE LE CHIAMATE PER I VINCITORI E GLI IDONEI DEL CONCORSO AL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI. ATTENDIAMO CONFERME DA QUALCUNO DI VOI!
Il riferimento normativo è l'art.2 bis della Legge 22 dicembre 2008, n. 201: Per le inderogabili esigenze conseguenti all'attuazione del comma 1, nonche' al fine di potenziare l'azione di tutela e valorizzazione del sistema agroalimentare italiano, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e' autorizzato ad assumere, in deroga alla normativa vigente, i vincitori e gli idonei dei concorsi conclusi alla data del 31 dicembre 2006, per un numero complessivo massimo fino a 68 unita', nei limiti di un importo massimo fino a 100.000 euro per l'anno 2008 e di un importo massimo a regime di 3 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 3-ter, del decreto-legge 1 ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005, n. 244. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.

LEGGE 22 DICEMBRE 2008, N. 201


giovedì 20 novembre 2008

Basta il cognome e la poltrona è assicurata


di Paola Setti

A volte basta sfoderare il cognome, e il santo in poltrona nemmeno deve scomodarsi ad alzare la cornetta. «Parente?», e se la risposta è sì il gioco è fatto. I posti migliori vanno ai figli di un dio maggiore, ma anche i fratelli e i coniugi e i nipoti di un dio a metà classifica se la cavano. I parenti di un dio minore no, quelli beccano porte in faccia. Benvenuti nella Parentopoli del centrosinistra, atto enne più uno.
L’ultimo è quello che, in Campania, vede l’avvio di un’inchiesta su una società pubblica che ha procurato uno stipendio a buona parte delle famiglie di esponenti di primo piano del Pd. Il penultimo, altro scenario stesse dinamiche, ha messo in imbarazzo di recente l’intero consiglio provinciale di Gorizia, ché i due nuovi stagisti, ovviamente spesati, dell’ufficio Pianificazione della Provincia sono la figlia del presidente Enrico Gherghetta e il figlio dell’assessore Maurizio Salomoni. S’è mobilitata pure la magistratura, che fra l’altro vorrebbe capire come mai ad aggiudicarsi l’appalto del Salone dell’orientamento sia stata la ditta del fratello del presidente.
E poi dicevano del «clan» di Clemente Mastella. Lui, il leader dell’Udeur, lo disse subito, chi non ha peccato scagli la prima pietra, ma lo stesso finì lapidato. Vista così, l’Italia «democratica» pare vivere tutta nell’ombra di un immenso Campanile. Roba da far impallidire i raccomandati eccellenti del parlamento, Annamaria Carloni in Bassolino (Antonio, governatore campano) che siede a Palazzo Madama, Anna Serafini in Fassino (Piero, ex leader Ds ora deputato Pd), che per entrare a Montecitorio per la quinta volta ha fatto persino cambiare il regolamento del partito che vietava più di due mandati e l’elenco potrebbe continuare.
È un vizio antico, quello di far pressioni per ottenere un posto al sole, dalle banche alle università alle società a partecipazione statale tutto vale. In principio, era il 2000 e alle inchieste giornalistiche si aggiunsero per la prima volta quelle giudiziarie, spuntarono nomi eccellenti, Dario Cossutta il figlio di Armando insospettì quando divenne amministratore delegato di Sviluppo Italia, Aldo Berlinguer il figlio di Luigi finì nel mirino per una nomina a professore universitario a soli 29 anni. Cinque anni dopo era cambiato ben poco, se nel Lazio del nuovo governatore Piero Marrazzo persino un «censore» come Angelo Bonelli piazzò il cognato e la nipote e se Guardia di Finanza e Corte dei Conti indagarono sulla provincia di Vibo Valentia per quegli incarichi «a ben 200 persone per un importo di 1.393.026,17 euro non giustificati, conferiti sempre su raccomandazione a parenti, amici e a molte persone che in Provincia non si sono mai viste».
Ma la storia più bella, in quel 2005, la regalò la Calabria. Era appena stato eletto Agazio Loiero, promettendo l’epurazione dalla Regione di tutti i «parenti di» centrodestra. Fu immediato spoil system, solo che furono i «parenti di» centrosinistra a entrare. Qualcosa come 200 persone. Poi il caos. L’assessore di Rifondazione Egidio Masella, costretto alle dimissioni per aver assunto la moglie, prima si difese dicendo: «Cercavo una persona di mia fiducia», poi però, alla Mastella, denunciò: «Lo fanno tutti». Si mosse la magistratura, il che convinse Loiero ad approvare una norma anti-parentopoli. Gli assunti non rischiavano il posto, ma non potevano più lavorare per i congiunti. Il che non impediva assunzioni incrociate, tu assumi mio figlio, io tua sorella.Su tutti, fa scuola il caso dell’Abruzzo di Ottaviano Del Turco, lì la lista nera dei raccomandati va dal marito della funzionaria al figlio del dirigente, dal fratello del sindacalista Cgil e figlio dell’ex direttore del personale al figlio del sindaco e compagno di scuola del presidente. Solo Bassolino ha fatto meglio, 2.400 assunzioni per 144 milioni di euro, ma lì i parenti, almeno quelli, non c’entravano, e questa è un’altra storia.

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mercoledì 29 ottobre 2008

PACCHETTO BRUNETTA


Le misure contenute nel provvedimento


ROMA (28 ottobre) -
Ecco le principali misure del provvedimento approvato oggi dalla Camera, con le novità introdotte.

Pacchetto Brunetta - Più volte presentati e riscritti, gli emendamenti messi a punto dal ministro della Pubblica amministrazione hanno rappresentato i passaggi più delicati dell'esame del provvedimento, anche per il confronto con la maggioranza. La prima misura a partire dal 1° luglio 2009 blocca la stabilizzazione dei precari, con due ritocchi: uno dell'opposizione, riformulato dal relatore, ribadisce la possibilità di stabilizzazioni, se avviate, purché entro il prossimo 30 giugno. L'altro, a firma di Simone Baldelli (Pdl), dà priorità ai vincitori di concorso. Altra misura più volte limata e infine approvata è il giro di vite per i permessi per l'assistenza ai disabili. Tra le attenuazioni introdotte nell'ultima versione c'è la possibilità per i genitori, anche adottivi, di assistenza alternata. Tra le altre novità del pacchetto Brunetta, l'aspettativa di massimo un anno ai dipendenti pubblici che vogliono avviare attività professionali o imprenditoriali. Processo del lavoro: snellire il processo del lavoro, anche favorendo il ricorso all'arbitrato e alla conciliazione. Questo l'obiettivo delle nuove misure sul processo del lavoro, secondo governo e maggioranza. Per l'opposizione di tratta di una "stravolgimento" che indebolisce i diritti dei lavoratori. In ogni caso, il relatore Giuliano Cazzola, durante l'esame in Commissione, ha inserito paletti che puntano ad escludere qualunque rischio di intaccare le tutele previste dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in materia di licenziamenti.

Lavori usuranti - La proroga della delega, originariamente prevista di sei mesi è stata ridotta, su input del relatore a tre mesi.

Cigs - Un emendamento del governo in Commissione ha introdotto il rifinanziamento, per 450 milioni, della Cigs e di altre procedure di mobilità. Quasi fuori tempo massimo il ministero del Lavoro aveva predisposto un ulteriore incremento a 600 milioni, poi rinviato all'esame in Senato.

Residenza per i concorsi - Approvato in Commissione su proposta della Lega, e sostanzialmente confermato in Aula (sia pure rinviandola ai bandi invece che stabilirla per legge), il titolo preferenziale della residenza nella Regione a parità di graduatoria. Un'altra novità targata sempre Carroccio e approvata in Commissione, ma eliminata dall'assemblea, prevedeva che il voto di laurea valesse solo per l'accesso, e non per i passaggi successivi della selezione.

Forze dell'Ordine - Introdotta la specificità del trattamento ai fini lavorativi e previdenziali delle Forze dell'Ordine. Ma con una riformulazione rispetto al testo introdotto in Commissione e cassato dalla Bilancio: resta il principio, ma si demanda la sua attuazione a futuri provvedimenti legislativi che individuino le risorse necessarie. Inoltre la specificità viene riconosciuta anche ai vigili del fuoco. Approvato anche l'emendamento Cirielli che consentirà al Cocer di sedere al tavolo di negoziazione per il rinnovo della parte economica del contratto.

Lavoro in nero - Riscritte le sanzioni amministrative per i datori di lavoro che non ottemperano l'obbligo di comunicazione preventiva di instaurazione di rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione del lavoro domestico. La sanzione sarà da 1.500 a 12mila euro per ciascun lavoratore, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo. Inoltre, l'importo della sanzione va da mille a ottomila euro per ciascun lavoratore, maggiorato di trenta euro per ciascuna giornata di lavoro irregolare nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un periodo lavorativo successivo.

LINK ARTICOLO

martedì 28 ottobre 2008

Accolto ordine del giorno dell'on.Simone Baldelli sui vincitori di concorso

ECCO IL TESTO

La Camera,

premesso che:

dopo anni di blocco e di relative proroghe di graduatorie vi sono oltre 70.000 vincitori di concorso ed altrettanti idonei in attesa di assunzione;

il monitoraggio di cui all'articolo 37-bis, comma 7, del provvedimento in esame permetterà di avere un quadro preciso delle graduatorie ancora vigenti con le relative qualifiche e il numero dei vincitori eventualmente ancora da assumere, i quali avranno priorità rispetto alle assunzioni del personale con contratto a tempo determinato, in ottemperanza all'articolo 97 della Costituzione che recita: «Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.»;

il Governo sta cercando, nel provvedimento in oggetto e anche attraverso altre disposizioni, di introdurre nella pubblica amministrazione nuovi criteri di merito e premialità,

impegna il Governo

ad intervenire sull'attuale normativa affinché l'autorizzazione a bandire i concorsi sia maggiormente correlata con quella ad assumere, o comunque affinché si sviluppi un meccanismo grazie al quale i vincitori di concorso non siano costretti ad aspettare anni per essere assunti dopo aver superato brillantemente le prove.
9/1441-quater/12. Baldelli.

tratto da blog dell'on. Simone Baldelli

sabato 18 ottobre 2008

No Gelmini day e i co.co.co della scuola...



Come rispondere a questa signora? Scrivetelo nei commenti

venerdì 3 ottobre 2008

IL SOLE 24 ORE - 3 OTTOBRE 2008
IL DDL SUL LAVORO. APPROVATO IN COMMISSIONE.
NEI CONCORSI A PARITA' DI PUNTEGGIO PREVALE CHI RISIEDE IN REGIONE



ITALIA OGGI - 3 OTTOBRE 2008
LE NOVITA' DELLA MANOVRA
MOGLIE...E TRAVET DEI PAESI TUOI



tratto dal blog dell'on. Simone Baldelli

giovedì 2 ottobre 2008

FINANZIARIA: BALDELLI (PDL), RICONOSCIMENTO VINCITORI CONCORSI

(ANSA) - ROMA, 2 OTT - Simone Baldelli, del Pdl, rivendica il subemendamento al disegno di legge collegato alla finanziaria, approvato dalla commissione lavoro della Camera, sulla ''priorità di assunzione dei vincitori di concorso all'interno delle procedure di stabilizzazione''.
''Si tratta - spiega Baldelli - di un atto importante e concreto di attenzione verso decine di migliaia di vincitori di concorso che da anni aspettano di essere assunti e che oggi, grazie alle disposizioni volute dal ministro Brunetta, ulteriormente rafforzate dal subemendamento approvato ieri, vedono non più mortificato come negli anni scorsi, ma riconosciuto e premiato, il merito che loro stessi hanno dimostrato''. (ANSA).

tratto dal blog dell'on. Simone Baldelli

APPROVATO SUBEMENDAMENTO AL DDL LAVORO DEL GOVERNO DELL'ON.SIMONE BALDELLI SUI VINCITORI DI CONCORSO

IERI NELLA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA E' STATO APPROVATO UN SUBEMENDAMENTO DELL'ON. SIMONE BALDELLI AL DDL SUL LAVORO DEL GOVERNO CHE DA' PRIORITA' ALL'ASSUNZIONE NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DEI VINCITORI DI CONCORSO RISPETTO ALLA STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO. RIPORTIAMO DI SEGUITO UNA AGENZIA DI STAMPA (TRATTA DAL SITO DELL'ON.SIMONE BALDELLI):

FINANZIARIA:DDL LAVORO; OK COMM., SI ALLENTA STRETTA PRECARI

(ANSA) - ROMA, 2 OTT - Via libera della commissione Lavoro della Camera al disegno di legge collegato alla finanziaria che tra l'altro prevede lo stop alla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Ora il testo, con tutte le novita' aggiunte nel corso dei lavori parlamentari, e' all'attenzione delle altre commissioni. Dopodiche', forse gia' in giornata, sara' votato il mandato al relatore e poi tocchera' all'Aula di Montecitorio.
Il provvedimento arrivera' all'esame dell'Assemblea con alcuni 'ritocchi'. La novita' principale e' la misura che riguarda i precari: i deputati hanno infatti votato l'emendamento del governo nella versione piu' soft (quella che posticipa a fine giugno l'introduzione delle novita'). La stretta sui lavoratori a tempo determinato ha poi subito un'ulteriore allentamento attraverso alcune alcune modifiche apportate in nottata durante l'esame in commissione: e' infatti passato un sub-emendamento (a firma del Pd, ma riformulato dal relatore) che prevede che ''ogni caso sono fatte salve le procedure di stabilizzazione in corso per le quali si sia proceduto all'espletamento delle relative prove selettive alla data di entrata in vigore della presente disposizione''. Altra mini-modifica, quella a firma di Simone Baldelli che da' priorita' ai vincitori di concorso.
Il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli ha sottolineato durante i lavori in commissione come ''le norme le norme per la stabilizzazione dei precari, contenute nelle due ultime leggi finanziarie, rischiavano di rimanere delle semplici 'norme manifesto''', con le quali ''si stabilizzavano piuttosto le aspettative dei precari che non i precari stessi''.
Comunque, prosegue il sottosegretario, le novita' introdotte dal governo con la riformulazione dell'emendamento ''crea le premesse per un approfondimento che consente di individuare esattamente la platea dei beneficiari e le risorse necessarie''.
Da parte sua il Pd, con Cesare Damiano, continua a puntare alla cancellazione totale del blocco della stabilizzazione dei precari, ma al contempo riconosce come le modifiche apportate rispetto al testo originario rappresentino ''un passo avanti''. Resta il fatto, dice pero', ''che se questa norma verra' approvata migliaia di persone resteranno senza lavoro''.

P.A. Brunetta: «Occorre un'operazione trasparenza»

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha presentato stamattina la "Relazione al Parlamento sullo stato della P.A. - Anno 2007". Secondo il ministro proprio la pubblica amministrazione, con il suo «divario di inefficienza e produttività che la separa dai settori privati» può essere considerata una grande risorsa inespressa. «Proprio il settore della pubblica amministrazione può essere il settore trainante del recupero complessivo di produttività del sistema» afferma Brunetta. Il progetto di riorganizzazione proposto dal ministro punta su 4 punti cardine: meritocrazia, efficienza, trasparenza e innovazione. Con la riforma proposta Brunetta promette un giro di vite con la lotta all'assenteismo, la ridefinizione delle norme in materia di dirigenza e di responsabilità dell'azione pubblica, la formulazione di un nuovo modello contrattuale, la ridefinizione delle regole sulla mobilità.

Uno dei punti fondamentali del programma del ministro è la cosiddetta "Operazione trasparenza", ossia il monitoraggio delle assenze dei dipendenti pubblici, la misurazione degli oneri amministrativi, lo stipendio di dirigenti pubblici, consulenti e collaboratori. «Trasparenza sono consulenze fatte in base alla legge. E' bene però che gli italiani sappiano dove sono, quali sono, chi le fa» ha detto il ministro, che ribadisce: «Grandissimo rispetto per i funzionari, i dirigenti, per tutti quelli che hanno alta professionalità da poter fare consulenze anche verso altre amministrazioni e verso l'esterno». Sul tema dei precari Brunetta ha poi affermato di aver compiuto un censimento di tutte le amministrazioni che hanno contratti a termine per «sapere chi sono, quanti sono, da quanto tempo, quali qualifiche. Sapere se queste amministrazioni hanno fatto le selezioni in base alla legge e sapere se ci sono dei vincitori di concorso nelle stesse amministrazioni, che hanno ovviamente priorità rispetto a questi contratti a termine». I dati di questa «anagrafe del lavoro precario nelle pubbliche amminstrazioni» verranno pubblicati entro 60 giorni - promette il ministro - e «sulla base di questi dati valuteremo il da farsi rispetto ai percorsi concorsuali e di stabilizzazione, sempre con riguardo ai vincitori di concorso».
(01/10/2008)

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martedì 30 settembre 2008

Roma, 30 set. - (Adnkronos)- Valentina Benni e' brava, certo, ma non ha vinto il concorso e nella pubblica amministrazione si entra solo per concorso. Cosi' il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in un'intervista a "La Repubblica", ritorna sul caso della precaria Valentina Benni, premiata per i suoi meriti ma che non ha ottenuto l'assunzione a tempo indeterminato in base ad una norma collegata alla Finanziaria che blocca la stabilizzazione di 50mila dipendenti pubblici anche se gia' inseriti in graduatoria. "Dovra' vincere un concorso -dice Brunetta- non lo dico io ma la Costituzione".

"In Italia -aggiunge il ministro- nello Stato si entra per concorso e quando ci sono posti disponibii. Non sarebbe giusto scavalcare chi lo ha gia' vinto come non e' giusto creare illusioni in chi cerca un impiego a tempo pieno". E per i meritevoli ma precari da anni la speranza arriva, dice il ministro, "in base a una norma da me proposta ma che dovra' essere approvata dal Parlamento" grazie alla quale "potranno esserci concorsi riservati per una quota del 40%, e destinati a chi ha gia' lavorato nella funzione pubblica con contratti atipici".

Riguardo la trattativa con i sindacati per i contratti del pubblico impiego, Brunetta aggiunge: "Non c'e' alcun ultimatum. La partita e' ancora tutta da giocare riguardo a come le risorse previste dalla Finanziaria in termini di produttivita', efficienza e meriti. I contratti non sono prendere o lasciare, la manovra - e le cifre stanziate - invece si': ci sono tre miliardi, niente di piu', niente di meno e non c'e' spazio per balletti di cifre".

LINK NOTIZIA
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LA REPUBBLICA DEL 30 SETTEMBRE 2008: STATALI, SI ENTRA SOLO PER CONCORSO

CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO CON L'INTERVISTA AL MINISTRO BRUNETTA

lunedì 21 luglio 2008

TURN OVER MANOVRA ECONOMICA (A.C. 1386)

L'articolo di riferimento è il 66. Ecco schematicamente in breve cosa c'è nella manovra:

ANNO 2008: resta come prima, ogni 10 cessazioni ci saranno 4 precari da stabilizzare e 2 assunzioni da concorso - vedi commi 2 e 4;

ANNO 2009: ogni 10 cessazioni ci saranno un precario da stabilizzare ed un vincitore da assumere (questi ultimi godono anche di varie proroghe finanziate con 75 milioni di euro che equivalgono ad altre 1000 assunzioni) - vedi commi 3, 5 e 6;

ANNI 2010-2011: 2 assunzioni da concorso ogni 10 cessazioni (nessuna stabilizzazione) - vedi comma 7;

ANNO 2012: 5 assunzioni da concorso ogni 10 cessazioni (nessuna stabilizzazione)- vedi comma 9

NOTA: tali restrizioni non si applicano per le categorie protette e per le forze dell'ordine. Università ed enti di ricerca hanno un regime diverso.
ePlaza - Tutto per l'Audio!

martedì 24 giugno 2008

martedì 17 giugno 2008

XI Commissione - Lavoro Pubblico e Privato

RESOCONTO STENOGRAFICO

AUDIZIONE

SEDUTA DI MERCOLEDI' 11 GIUGNO 2008



SIMONE BALDELLI
. Ringrazio il Ministro per la sua presenza puntuale e per il quadro di insieme che in questo momento ci ha dato, anche nella consapevolezza che si tratta di un terreno strategico.
Condividiamo l'osservazione del Ministro sul fatto che la pubblica amministrazione, in questo momento, può essere volano di sviluppo o, addirittura, di freno. Su un tale elemento esiste l’apprezzabile necessità di instaurare un dialogo, raccogliendo gli spunti migliori in termini di eredità riformista che è stata messa in cantiere in questi anni. Mi riferisco tanto a proposte poi divenute leggi vigenti, quanto ad altri spunti di iniziativa politica. Penso ad esempio al disegno di legge Nicolais, che pure è stato approvato da un ramo del Parlamento e poi è rimasto fermo al Senato nella scorsa legislatura.
In parte condividiamo anche l'approccio di una pubblica amministrazione che, se efficiente e funzionante, diventa strumento di equità sociale, nel senso che diventa quel servizio a cui si rivolgono coloro che davvero hanno più bisogno, a differenza di coloro che possono comprare il pubblico nell'ambito di un servizio privato.
Si riconosce, nella pubblica amministrazione che funziona bene, un meccanismo sociale autentico, che aiuta i cittadini che hanno necessità e diventa elemento di sviluppo per l'impresa.
Occorre staccarsi completamente da una logica che vede la pubblica amministrazione agire nella funzione di ammortizzatore sociale, cioè come elemento in cui debba essere assorbita tutta una quantità di individui, di figure socialmente deboli, con i precedenti che abbiamo avuto, dai lavoratori socialmente utili fino alla stabilizzazione che è stata, seppure con certi distinguo, un'operazione su cui ancora adesso risulta piuttosto difficile ricostruire un credibile quadro di impatto finanziario e di valutazione numerica (anche se sappiamo che ci sono stati allarmi provenienti persino dalla Corte dei conti).
In un quadro generale di tre milioni settecento mila dipendenti e quattrocentomila eccedenze, dichiarati dall'allora Ministro Nicolais all'inizio del suo mandato nel 2006, si percepisce l'esigenza di incardinare un concreto discorso di meritocrazia.
È apprezzabile la riflessione del Ministro, quando dice che il pesce puzza dalla testa, che la parte datoriale non riesce a svolgere effettivamente la propria funzione per logiche di compromesso, di quieto vivere e di pace sociale (interna sia alla funzione pubblica, sia al Paese), nonché per un certo modo di intraprendere la relazione industriale. Questa difficoltà è stata effettivamente, sino ad oggi, riscontrata.
Credo che in questo momento, se esistono una volontà e una convergenza a livello parlamentare, politico e anche sindacale (mi pare che ci siano stati segnali importanti, al riguardo), si possa svolgere un ragionamento serio sia in termini - per dirla in linguaggio giornalistico - di lotta al “fannullismo”, sia in termini di controllo e lotta all’assenteismo. Dobbiamo riuscire a raggiungere, nel pubblico, un obiettivo che solo in Italia sembra una rivoluzione copernicana: pagare di più chi lavora di più, pagare di meno chi lavora di meno e poter licenziare chi, in maniera sistematica, non si reca al lavoro.
Abbiamo visto che parti di normative - penso al decreto legislativo n.165 del 2001 - in ordine alla mobilità, non sono state applicate. Esiste una disciplina industriale di contratti del pubblico impiego, che pure prevedeva norme per sanzionare l’assenteismo, su cui si è verificato un abbassamento della guardia negli ultimi anni e su cui, invece, la guardia va rialzata. Sappiamo che esiste un meccanismo difficile, con episodi di cronaca, in ambito sanitario, con processi, licenziamenti e inchieste penali sull’assenteismo.
È necessario dare un segnale, poiché combattere il “fannullismo” e l’assenteismo ci permette di valorizzare quei tanti dipendenti che nel pubblico lavorano. Nel sistema pubblico, quando di due dirimpettai di scrivania uno lavora molto, l’altro non lavora per niente, e guadagnano ambedue lo stesso stipendio, c’è qualcosa che non va e soprattutto si mortifica colui che lavora di più. In questo senso, credo che anche a livello di relazioni industriali, di rinnovo del contratto (su cui si è aperto un dibattito, che è durato per quasi tutta l’intera scorsa legislatura, sull’assegnazione della produttività), penso che si possa tentare di fare, con una certa rigidità, una scommessa sulla dirigenza.
Abbiamo sentito, per molto tempo, accusare la dirigenza di essere una delle cause del malfunzionamento della pubblica amministrazione. Questo può essere vero in parte, completamente, oppure per niente, ma possiamo provare a fare una scommessa per cercare di capire se la dirigenza possa diventare anche una delle possibili soluzioni, assegnandole poteri datoriali effettivi.
Concludo con un accenno rapido a un altro elemento su cui poi, con il tempo, lei,signor Ministro, dovrà cercare di esprimere una valutazione e di disegnare un quadro di insieme. Abbiamo 70 mila vincitori di concorsi e 70 mila idonei che sono stati chiamati dal pubblico, attraverso bandi, a prepararsi e a studiare. Si tratta di persone che hanno vinto un concorso e che, da anni, aspettano di essere assunti dalla pubblica amministrazione. Credo che un tale fatto sia vergognoso per un Paese civile, specie in un clima in cui in passato sono state avviate stabilizzazioni e quant’altro, in cui spesso vigono meccanismi di natura diversa. Con 70 mila persone idonee e 70 mila vincitori, sorgerà forse la necessità di fare una riflessione complessiva anche sul meccanismo dei concorsi, legando l’autorizzazione a bandire alle effettive esigenze di pianta organica e all’autorizzazione ad assumere. Diversamente, abbiamo, con lo scollamento di questi due momenti, una serie di indizioni di concorsi «elettorali» che le amministrazioni fanno a fine mandato, con conseguenti vincitori di concorsi che rimangono senza assunzione.

RENATO BRUNETTA, Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. (…) Sull’ISFOL e sui precari la mia posizione è quella di riflettere complessivamente sul tema che ci ha lasciato in eredità il Governo precedente, di fare fronte alle necessità considerando i diritti di chi ha vinto i concorsi, di chi ha superato esami di idoneità, mettendo in gerarchia queste figure e tralasciando altre forme demagogiche e populistiche, che non hanno alcuna ragione. (…)

TRATTO DA simonebaldelli.blogspot.com

martedì 1 aprile 2008

Tar Puglia - Lecce -Sez. II, sent. 26 febbraio 2008, n. 596, Pres. Cavallari, Est. Moro

REPUBBLICA ITALIANA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
PER LA PUGLIA
LECCE

SECONDA SEZIONE

Registro Dec.: 596/08
Registro Generale: 1297/1992

nelle persone dei Signori:
ANTONIO CAVALLARI Presidente
TOMMASO CAPITANIO Primo Ref.
PATRIZIA MORO Primo Ref. , relatore

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Visto il ricorso 1297/1992 proposto da:

MELILEO RITA E SANSONE ANONIETTA, rappresentate e difese dall’avv.to Pietro Quinto ed elettivamente domiciliate in Lecce alla via Garibaldi, n. 43 presso lo studio di quest’ultimo;
CONTRO
Comune di Parabita, rappresentato e difeso dall’avv.prof. Ernesto Sticchi Damiani ed elettivamente domiciliato in Lecce alla via san Francesco D’Assisi, n. 33 presso lo studio di quest’ultimo;
per l’annullamento
della deliberazione G.M. Parabita n. 191 del 4.4.1992 nonché, ove occorra, della richiamata deliberazione G.M. n. 411 del 3.5.1990 e di tutti gli atti presupposti e connessi;
per la declaratoria
del diritto delle ricorrenti alla chiamata in servizio quale vincitrici del concorso pubblico bandito con atto n. 837 del 2.12.82 e del corrispondente obbligo dell’A.C. di predisporre gli atti contabili per l’assunzione delle ricorrenti.
Visto il ricorso ed i suoi allegati;
Visto l’atto di costituzione del Comune di Parabita;
Visti gli atti di causa;
Udito nella pubblica udienza del 12 dicembre 2007 il Giudice Relatore dott.ssa Patrizia Moro ed uditi, altresì, gli avv.ti Marasco in sostituzione dell’avv. Pietro Quinto per le ricorrenti, Sticchi Damiani per l’Amm.ne resistente.
Le ricorrenti hanno partecipato al concorso pubblico, indetto dal Comune di Parabita nel 1982, per la copertura di due posti vacanti di accompagnatore di scuolabus, collocandosi utilmente in graduatoria. Con atto di G.M. n.456 del 4.5.1988 l’Amm.ne Com.le ha approvato gli atti della commissione giudicatrice e la graduatoria di merito, riservando la chiamata in servizio delle ricorrenti allorquando sarebbe stata reperita la copertura finanziaria della relativa spesa.
Avverso il provvedimento epigrafato con il quale la G.M. ha stabilito che alle assunzioni delle vincitrici del concorso avrebbe provveduto secondo le priorità indicate dalla terza Commissione consiliare e cioè allorquando sarà possibile recuperare i fondi, sono insorte le ricorrenti con il ricorso all’esame deducendo i seguenti motivi:
1) Eccesso di potere per contraddittorietà e sviamento.
2) Eccesso di potere per difetto assoluto di motivazione. Ingiustizia manifesta. Contraddittorietà ed irragionevolezza dell’azione amministrativa.
Con articolata memoria datata 13.5.1992 si è costituita in giudizio l’Amm.ne Com.le di Parabita, insistendo per la reiezione del ricorso.
Nella pubblica udienza del 12 dicembre 2007 la causa è stata introitata per la decisione.
Il ricorso è infondato e non meritevole di accoglimento.
Invero, la mancata assunzione in servizio delle ricorrenti, al momento dell’adozione degli atti impugnati,trova la sua ragione nella indisponibilità economica della somma occorrente .
Tale giustificazione risulta chiaramente espressa nella delibera n. 191/1992, nella quale è stato richiamato il parere contabile espresso negativamente dal responsabile preposto, con il quale si è attestato che “nel bilancio di esercizio, sui capitoli del personale, è prevista la spesa solo per quello attualmente in servizio” e si è stabilito che “alle assunzioni delle vincitrici del concorso per la copertura di n. 2 posti di assistente di scuolabus la cui graduatoria è stata approvata con delibera G.M. n. 526 dell’8.7.88, si provvederà secondo le priorità indicate dalla terza commissione consiliare e non appena sarà possibile reperire i fondi” .
I provvedimenti impugnati risultano immuni dai vizi denunciati, atteso che, secondo un principio di carattere generale, formulato dalla giurisprudenza costante e dal quale non vi è motivo per discostarsi, nel settore del pubblico impiego i vincitori di un concorso pubblico, all'esito della procedura selettiva pubblica, non sono titolari di un diritto soggettivo alla nomina, potendo l'Amministrazione non procedervi nei casi in cui sia venuta meno la necessità o la convenienza di ricoprire i posti messi a concorso ovvero in cui si siano verificati mutamenti oggettivi delle condizioni relative alla nomina (cfr. TAR Lazio, Sez. I bis, sent. n. 441 del 2006; T.A.R. Liguria Genova, sez. II, 19 gennaio 2006 , n. 36.
Difatti, il vincitore di un concorso per l'assunzione nel pubblico impiego non vanta un diritto soggettivo perfetto, bensì un interesse legittimo all'assunzione, in considerazione del rilievo secondo cui l'assunzione è rimessa a puntuali atti formali degli organi competenti ed è espressione della potestà organizzatoria della pubblica amministrazione datrice di lavoro (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 19 marzo 2001 n. 1632) di talché, qualora nelle more del completamento del procedimento amministrativo concorsuale sopravvengano circostanze preclusive di natura normativa (per esempio, un blocco generalizzato delle assunzioni), organizzativa (per esempio, riordino delle dotazioni organiche) o anche solo finanziaria (per esempio, per difetto di copertura), la Pubblica amministrazione può paralizzare o, se del caso, anche annullare la procedura stessa, salvo l'ovvio controllo giurisdizionale sulla congruità e la correttezza delle scelte in concreto operate (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 18 dicembre 2003 n. 8337).
Nella specie, l’assenza di disponibilità di somme nel bilancio comunale per procedere alla assunzione nei termini indicati dalle ricorrenti, oltre alla determinazione espressa dall’Amm.ne di procedere alla assunzione in un secondo momento, appena reperite le disponibilità, legittima la decisione dell’Amm.ne, impedendo la configurazione delle violazioni denunciate.

Per le considerazioni che precedono il ricorso deve quindi essere respinto.

Sussistono nondimeno giustificati motivi per disporre la compensazione delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, II Sezione di Lecce, respinge il ricorso in premessa.
Spese compensate.
Ordina che la presente Sentenza sia eseguita ad opera dell’Autorità amministrativa.

Così deciso in Lecce il 12 dicembre 2007
Dott.Antonio Cavallari Presidente
Dott.ssa Patrizia Moro Estensore


Pubblicata il 26 febbraio 2008